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Napoli.Alla Galleria Toledo dal 9 al 14 febbraio DANTE e GRAMSCI

Dom, 7 Feb 2010

Cultura



NAPOLI. Tre importanti appuntamenti del progetto Esplorazione. Sottolineati nei primi due spettacoli da paralleli occasioni di riflessione nei giorni 10 e 11 alle ore 19, tra Dante e Gramsci, per chiudersi con la Paolina Borghese di Milena Vukotic’, 9 febbraio ore 21
DANTE ATTRAVERSO ipotesi di un sogno Lettura scenica dalla Divina Commedia
progetto artistico di Sonia Bergamasco con Sonia Bergamasco. Il sogno di un poeta,specchio di una visione irriferibile. E lo sguardo di un altro poeta, che a distanza di più di sei secoli riflette su quel sogno. Dante e Borges, attraverso la trama dei Canti. Nel tempo ternario dell’ascesi che Beatrice – l’amata - accompagna, distante.
Alla scoperta di un Dante “romantico”, spezzato per sempre dall’amore. Che dipinge, per amore, la più grandiosa, stupefacente delle tele.
E scopriamo le virtù della sua poesia che, nell’attesa, ricrea e consola, seduce e controlla.
Come nello Studio dipinto da Antonello Da Messina, un Gerolamo attore legge rilegge ascolta e scompone la trama di un libro chiamato Divina Commedia. Perché la poesia si rinnovi nelle immagini del sogno e nelle stanze della mente.
Attraverso lo specchio di uno sguardo fallibile, e umano.
10 febbraio
- ore 19 INCONTRO
Corrado Calenda Università Federico II di Napoli
Gennaro Carillo Università Suor Orsola Benincasa di Napoli
Gabriele Frasca Università degli Studi di Salerno
- ore 21
DANTE ATTRAVERSO
ipotesi di un sogno
Lettura scenica dalla Divina Commedia
11|12 febbraio ore 21
TUTTO CIÒ AVENDO I POLSI LEGATI
dalle Lettere dal carcere di Antonio Gramsci
con Valerio Binasco
Via Morgagni 25, a Roma. È qui che Gramsci venne arrestato l’8 novembre del 1926, in una stanza che aveva preso in affitto presso la famiglia Passarge. Dal carcere non uscirà mai più: il pubblico ministero disse al processo: “Per venti anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare” e la condanna fu di venti anni, quattro mesi e cinque giorni, ma non impedì certo a quel cervello di funzionare. Dal lungo cammino attraverso le varie prigioni uscirono infatti trentaquattro grossi quaderni, ogni foglio con il timbro del penitenziario e la firma del direttore, tremila pagine di appunti, note e saggi “sì che il tempo non passi perduto” che, dirà Togliatti in un discorso che tenne a Napoli il 29 aprile 1945, nei giorni della Liberazione, “a grande fatica riuscimmo nel momento della morte di Gramsci a strappare al carcere”. E le lettere: quasi tutte ai familiari: alla moglie russa Julca, alla cognata Tatiana, alla madre, al fratello Carlo, alle sorelle e ai figli Delio e Giuliano, il secondo dei quali Gramsci non conoscerà mai. Sebbene anche queste fossero sottoposte alla censura del carcere e a quella dello stesso Gramsci, al quale era difficile vincere il riserbo di descrivere i suoi sentimenti sapendo che occhi estranei leggeranno quelle righe, troviamo in una lettera a Tatiana del dicembre del 1926: “Scrivere e ricevere lettere è diventato per me uno dei momenti più intensi di vita”. I suoi giudici non riuscirono a fargli scontare tutta la pena. Dopo poco più di dieci anni dall’arresto, Gramsci moriva, alla clinica Quisisana di Roma, assistito dalla cognata Tatiana. Le sue ceneri, chiuse in un’urna, sono inumate nel cimitero cosiddetto “degli Inglesi”, a Roma.
11 febbraio
- ore 19 INCONTRO
Paolo De Marco Seconda Università di Napoli
Luigi Mascilli Migliorini Università degli Studi di Napoli L’Orientale
Ernesto Paolozzi Università Suor Orsola Benincasa di Napoli



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