Archive | dicembre, 2010

Calvi Risorta (Ce) In cattedrale le Pastorali di Natale

Pubblicato il 31 dicembre 2010 da Redazione

Parrocchia S. Maria Assunta – Recale (Ce)                                                 Giovedì 30 Dicembre 2010 – ore18.30                                                            Antica Cattedrale di Cales – Calvi Risorta (Ce)                                        Sabato 1 Gennaio 2011 – ore 18.30 Prosegue la serie dei recital di canti e musiche “Pastorali di Natale”, ideata del Espedito De Marino e dal grande ROBERTO MUROLO, iniziata come nelle precedenti edizioni l’8 dicembre 2010 (Festa dell’Immacolata Concezione).Giovedì 30 dicembre, nella Parrocchia S. Maria Assunta di Via Municipio 52 in Recale, con inizio alle ore 18.30, si terrà il concerto le “ Pastorali di Natale” musiche e canti ispirati al Natale cristiano nel mondo, eseguite dal gruppo musicale AGLAIA Concert  del M° Espedito De Marino. Il concerto nasce da un’idea del grande chansonnier napoletano   ROBERTO MUROLO ed il noto chitarrista ESPEDITO DE MARINO legati da un rapporto artistico e di amicizia durato ben 17 anni – dal 1987 al 2003 – come illustra e documenta il sito web www.associazioneaglaia.it/murolo.htm. Una sera ascoltando una antichissima incisione dello stesso Murolo “Natale napoletano”, i due artisti avvertono la necessità di proporre un recital che raccogliesse l’esperienza musicale campana e non, dedicato alla nascita di Nostro Signore Gesù Cristo (sia Murolo che De Marino devotissimi).I canti e le musiche del concerto le “Pastorali di Natale, alla sua 21^ Edizione, sono una rievocazione dell’antica “Carola” (danza di origine popolare) e della più nostrana “Pastorale” (canto ispirato alle nenie dei pastori).Il concerto gratuito,  organizzato dal Comune e dal Patronato ACLI di Recale (Ce), vedrà la presenza di numerose personalità del mondo della cultura, della politica, dello spettacolo e del mondo cattolico.Inoltre, nell’ambito della manifestazione “Presepiando e… non solo” organizzato dalla EPT di Caserta, il concerto sarà in replica il giorno sabato 1 gennaio 2011 alle ore 18.30 presso l’Antica Cattedrale di Cales in Calvi Risorta (Ce).

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Lettera alla donna dell’ergastolano

Pubblicato il 31 dicembre 2010 da Redazione

(Carlo Musumeci- ergastolano) Dopo tanti  anni sei ancora l’amore che avevo sempre atteso, mi ricordo ancora le tue prime parole, i tuoi primi sorrisi, i tuoi primi baci.                                                                                       Da molti anni viviamo giorni smarriti, perduti, disperati.                               Da tanti anni ami e ti fai amare da un uomo senza più speranza e futuro.   Da venti anni il tuo amore mi dà la vita di giorno e di notte                          Da molti anni  i tuoi sorrisi sanno di tristezza, delusione, malinconia.                Da tanti anni le mie mani non ti accarezzano.                                                   Da venti anni penso a te in ogni battito del mio cuore.                           Da molti anni mi stai dando tanto e io invece così poco perché sei il mare, il cielo, il sole, sei l’aria che respiro.                                                                        Da tanti anni ci abbracciamo, ci baciamo e ci amiamo solo con i nostri pensieri.                                                                                                                     Da venti anni sento le tue lacrime cadere in fondo al mio cuore.                                                                                                                  Amore forse i nostri sogni  non si realizzeranno mai forse perché li stiamo già vivendo. Eccoti anche quest’anno i miei versi per il tuo compleanno.    Amore                                                                                                                           per sempre

Amore

amato

lontano

pensato

desiderato

sognato

doloroso

vissuto

unico

eterno

bello

amore

per sempre.

Dicembre 2010

Carmelo Musumeci

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Berlusconi sarebbe indagato

Pubblicato il 31 dicembre 2010 da Redazione

(da Giovanni D’Agata) Berlusconi sarebbe indagato dalla Procura di Lecce dopo l’esposto-denuncia di un azionista e gli atti sarebbero già stati trasmessi alla Procura di RomaIl 17 dicembre scorso, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, con un precedente comunicato aveva reso noto che l’azionista avv. Francesco Toto nell’interesse degli altri azionisti, obbligazionisti e dei creditori ALITALIA aveva depositato presso la Procura della Repubblica di Lecce un dettagliatissimo esposto sulla sciagurata operazione che aveva riguardato l’ex compagnia di Stato e sulla condotta tenuta dall’on. Berlusconi, allora candidato in pectore, e dal Ministro dell’Economia e Finanze. In data  30 dicembre 2010 apprendiamo che l’on. Berlusconi sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati dalla stessa Procura con numero di registro generale 13360/2010 e gli atti sarebbero stati già trasmessi per competenza alla Procura di Roma.L’indagine seguirebbe l’azione civile già avviata presso il Tribunale Civile di Lecce e che vede protagonisti, oltre all’avv. Toto decine di altri azionisti difesi anche dall’avv. Francesco D’Agata.

Lecce,  30 dicembre 2010Giovanni D’AGATA                                                                                                           

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Rom di Firenze sgomberati:

Pubblicato il 31 dicembre 2010 da Redazione

donne, bambini e malati senza riparo, in queste gelide notti Firenze, 30 dicembre 2010. Aggiornamento delle ore 20.23 Dopo un lungo e penoso peregrinare per Firenze, dopo innumerevoli richieste di auto che il Gruppo EveryOne, Opera Nomadi, la Croce Rossa Italiana hanno rivolto invano ad associazioni e notabili fiorentini, per evitare il dramma di sedici bambini e malati costretti a passare un’altra gelida notte senza un riparo, gli sfollati, con alcuni bambini febbricitanti, hanno raggiunto l’Ospedale di Careggi, chiedendo al personale sanitario di visitare le persone in peggiori condizioni fisiche e quelle con temperatura alta. Nonostante i difensori dei diritti umani abbiano invocato il giuramento di Ippocrate, che impone ai medici di prendersi cura dei malati e la Legge italiana, secondo cui il medico non può negare le cure al paziente bisognoso delle stesse, al di là della sua razza, condizione sociale o fede religiosa, l’ospedale ha messo alla porta il gruppo di Rom in emergenza, trattando con malgarbo gli operatori umanitari e definendo “minacce” le preghiere degli stessi affinché i medici ottemperassero al giuramento di Ippocrate e alla Legge. I Rom, bambini compresi, sono stati allontanati senza neppure una visita medica basilare. Così il gruppetto, sempre accompagnato dal coraggioso presidente di Opera Nomadi Toscana Marcello Zuinisi, si è ritrovato a peregrinare per una città ostile, mentre i difensori dei diritti umani di EveryOne cercavano disperatamente una soluzione di ricovero per la notte: una lotta contro il tempo assolutamente drammatica. Alla fine, difensori dei diritti umani di EveryOne hanno investito i propri risparmi per provvedere al pagamento di un’altra notte in albergo. Il problema sarà… domani, perché l’organizzazione per i diritti umani – che si autofinanzia – non ha ormai più fondi, dopo tanti interventi per salvare vite umane dalla persecuzione istituzionale, in alcuni casi trasferendo intere famiglie in altri Paesi dell’Unione europea. EveryOne Group

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Le fiabe natalizie di Gabriele D’Annunzio

Pubblicato il 31 dicembre 2010 da Redazione

D’Annunzio scrisse anche fiabe natalizie. Le tirò fuori dalla tradizione abruzzese. E ci unì un tono fantastico insolito per lui
I Re Magi del Vate. In lite davanti alla capanna. Non volevano diventare vecchi né cambiare colore di pelle. C’è un D’Annunzio insolito. Non il viveur della Roma «bizantina» e il romanziere tombeur de femmes. Non il Vate che ascolta la Natura. Non il novelliere che estrae dalla sua terra scenari veristi. È invece un D’Annunzio che narra favole di Natale, raccolte in un libricino pubblicato da Solfanelli in due edizioni andate presto esaurite e che nei mesi prossimi tornerà in libreria. La novità è che in queste novelle lo scrittore pescarese riecheggia la tradizione, riassembla parabole sentite più che lette e soprattutto s’abbandona a una cifra che non gli è consueta.
Come nota Lucio D’Arcangelo nella prefazione, «non c’è stato movimento letterario che D’Annunzio non abbia toccato o precorso, a cominciare dal verismo per finire con la prosa d’arte». Ma «rare volte ha toccato le corde del fantastico, o, per meglio dire, del meraviglioso puro». E però questa affabulazione non è gravata da eccessi descrittivi, come spesso avviene nell’Immaginifico. La favole, tratte da «Parabole e novelle» date alle stampe nel 1916 a Napoli, sono asciutte e per questo ancora più efficaci. Insomma D’Annunzio ha perfettamente capito che questo tipo di letteratura deve essere il più possibile allusiva, per lasciare spazio alla immaginazione del lettore, al suo incantamento. Quella che pubblichiamo qui è intitolata tout court «Leggenda in terra d’Abruzzo» ed è appunto una parabola attualissima sul seme della discordia che s’incunea tra i popoli pur nel momento più commovente della teofania. «Il tesoro dei poveri», la più scarna e toccante, racconta di due anziani
  che nulla possedevano e che la notte di Natale si scaldano agli occhi di un pietoso gatto, un plot che nasce proprio da un detto popolare secondo il quale gli ultimi tizzoni nel camino si chiamano «occhi di gatto». Nella storia di San Làimo – navigatore, corsaro, poeta e poi santo – si alternano fede e violenza. «La figlia di Borea» ha un fascino antico nell’accumulo di eventi meravigliosi.
Solo «Un albero in Russia» esce dalla nostra tradizione popolare e gira attorno a un abete ricco di luci come quello del principe «Schiaccianoci». Ma la liaison amorosa che vi si intreccia – il conte rubacuori alla fine intrigato da una diciottenne – rimanda al D’Annunzio dandy. E al letterato della contaminazione. Che comunque affascina.
Lidia Lombardi
Il Tempo, giovedì 30 Dicembre 2010
IL LIBRO
Gabriele d’Annunzio
FAVOLE DI NATALE
Presentazione di Lucio D’Arcangelo
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-89756-21-8]
Pagg. 96 – ? 7,00

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Napoli. Alla Galleria Toledo “Caligola” di Camus

Pubblicato il 31 dicembre 2010 da Redazione

NAPOLI Il Teatro coop./Galleria Toledo dal 4 al 19 gennaio 2011
 presenta CALIGOLA ON AIR ispirato all’opera di Albert Camus adattamento e regia di Orlando Cinque con Orlando Cinque, Alessandra D’Elia, Vincenzo Del Prete Stefano Jotti, Fernando Siciliano e Pietro Tammaro. Caligola, profeta folle, proclama la propria missione: usare la logica stessa comunemente adottata dagli uomini, al cui vertice si pone la finanza  (il Tesoro), per portarla alle estreme conseguenze. Ne deriva il sovvertimento stesso di tutti i valori che sottendono alla vitae collettiva. Caligola / Anticristo si fa “puro nel male”, nel gioco folle checonduce e spinge coloro che lo circondano ad aprire gli occhi sull’assurdo, attraverso spietato e casuale del male gratuito, ossia il male portato “in spettacolo”;si potrebbe dire un “terrorista” al potere, ma la potenza cui tende resta di fatto un obiettivo irraggiungibile. orario spettacoli
feriali ore 21 / domenica ore 18 Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione via Concezione a Montecalvario, 34 80134 Napoli
informazioni e prenotazioni tel. 081 425037 – 081 5646162
galleria.toledo@iol.it
www.galleriatoledo.org
biglietti
intero 15 euro
ridotto convenzionati 12 euro
studenti e giovani fino a 30 anni 8 euro

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Sala Consilina (Sa) Personale di Pericle Sarti

Pubblicato il 31 dicembre 2010 da Redazione

SALA CONSILINA (Sa) Palazzo Marotta – La Personale dell’ ottantenne Pasquale Caputo, in arte Pericle Sarti, di origine Salernitane,(Postiglione 28/02/1930) ma da anni vive a Napoli, come lo definisce la stampa Cilentana un colto pittore contadino.  La sua prima personale nel  1955, a soli 25 anni. Un artista più che far parlare di sé, ama raccontare. E lo fa con modi pacati, è lo si vede nelle sue opere di  ritrattismo che sa d’antico, ma che rivede i meandri della contemporaneità. Lo stile realismo dei suoi lavori di pittura, che lascia alle spalle il manierismo impressionistico, nel suo realismo sociale, egli non dipinge i singoli, se non estraendoli da un gruppo, facendone segno ed emblema di una laboriosa e ancora faticosamente arcaica collettività. Forse per questo le sue più seducenti opere ritraggono momenti di  acuta ritualità.(es. La Fiera del bestiame, del 1980, e Processione di Sant’ Elia del 1989) Poi, il talento e la genialità artistica, la vena pittorica, sono fonte ispiratrice di scorci ed anfratti d’indubbio valore naturalistico. Le sue maggiore tele richiamano l’azzurro del mare ed il verde dei monti, dei luoghi dove ha vissuto la sua infanzia, alternante da note bucoliche a spirali marine. Postiglione, sua terra natale, scorciata in tantissime tele. Alle spalle, la padronanza della scuola d’arte accademica e la disinvoltura d’una trama esistenziale, arcolaio di ricordi e  consuetudini. Un colto pittore contadino, voracemente e orgogliosamente naIf per amore delle sue montagne, Sarti appartiene al suo popolo e sente che questo popolo si muove come un fiume, sempre insieme, onda su onda, lingue d’acqua e volpi infere intrecciate verso la foce. Ma i più significativi lavori di Sarti sono i suoi murale s, gli affreschi sui muri del caro paese. Ed è una sequenza sorprendente, questo incidere di colori il corpo della madre. Il tema del tempo centrale nel lavoro di Sarti si unisce e contamina con quello del lavoro. E il lavoro, nell’interpretazione del pittore non è solo quello dell’artigiano e del contadino, ma già si rivela in quell’aspettare, attendere che il continuo passo della morte e della faticosa vita diventi danza, s’alzi oltre la siepe degli occhi., ricordiamo alcune opere, Zio Nicola, dell’73, Zia Maria, dello stesso anno, La lettera, ancora dell’ 73, Zio Luigi, dell’80, Il battilamiera del 1985 e Calzolaio del 1988. Pericle Sarti, insieme a Pugliese e a Viviani e tra i maggiori artisti dell”900 che hanno portato su tela il classicismo e ilrealismo napoletan Di Lui hanno detto :“…sei in un punto in cui il tuo linguaggio pittorico travalica in poesia, il senso della tua e mia terra si è fatto segno; la natura si è fatto segno; la natura si è fatto spirito, perchè  i tuoi personaggi sono la proiezione della materia Terrestre in cui si muovono”Alessandro Pansa “…la sua pittura di avanguardia, significa riconciliarsi con con la vera arte e respirare una boccata d’aria pura”Eugenio La mostra è possibile visitarla tutti i giorni dalle 09,00 alle 13,00 e dalle 15,30 alle  20,00 fino al 15 Gennaio 2011.

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BENITO MUSSOLINI di Filippo Giannini

Pubblicato il 31 dicembre 2010 da Redazione

Filippo Giannini BENITO MUSSOLINI NELL’ITALIA DEI MIRACOLI
Edizioni Solfanelli “…ha subito un’atroce fine (.). Per vari aspetti Mussolini era affascinante. Per anni tutti gli stranieri di rilevo che vennero a Roma non avevano altro interesse che avvicinare l’uomo che, in condizioni estremamente difficili, dopo parecchi anni di anarchia e di caos, era riuscito a rimettere ordine e ritmo all’intera vita dell’Italia moderna (.). Certamente egli recava su di sé il segno della sua forza e della sua grandezza. L’uomo di Stato, il condottiero impediva di vedere il vero Mussolini. Perché nel fondo l’animava un vero impulso di umanità (.). Sdegnoso di ogni ricchezza è sempre vissuto modestamente (.). Durante la vita conservò una viva simpatia per gli umili, per i contadini e per i lavoratori. Non appena si trovava in mezzo agli operai parlava volentieri con loro. Noi l’abbiamo visto nelle Paludi Pontine intrattenersi faccia a faccia con un vecchio agricoltore, sulla spalla del quale egli posava familiarmente la mano.
     Coloro i quali vogliono in ogni costo raffigurarlo come un essere intrattabile, rude, duro come il granito si ingannano completamente (.). Il potere non lo logorò per niente. Per tutta la vita egli conservò intatta la sua spontaneità emotiva.
     Non si possono enumerare i suoi atti di bontà (.). Il bilancio del Fascismo? Ha nome: strade, autostrade, ferrovie, canali di irrigazione, centrali elettriche, scuole, stadi, sports, aeroporti, porti, igiene sociale, ospedali, sanatori, bonifiche, industrie, commercio, espansione economica, lotta contro la malaria, battaglia del grano, Littoria, Sabaudia, Pontinia, Guidonia, Carta del Lavoro, collaborazione di classe, Corporazioni, Dopolavoro, Opera Maternità e Infanzia, Carta della Scuola, Enciclopedia, Accademia, Codici mussoliniani, Patti Lateranensi, Conciliazione, pacificazione della Libia, marina mercantile, marina da guerra, aeronautica, conquista dell’Abissinia.
     Tutto ciò che ha fatto il Fascismo è consegnato alla storia. Ma se c’è un nome che, in tutto questo dramma, resterà puro e immacolato, sarà quello di Mussolini (.). Paul Gentizon in “Les Mois Suisse”, maggio 1945
Filippo Giannini
BENITO MUSSOLINI NELL’ITALIA DEI MIRACOLI
Edizioni Solfanelli, pagg. 264 – ? 22,00

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