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RIPENSARE LE STRATEGIE DI PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE - UN LIBRO PER I MEDICI

Mar, 23 Feb 2010

Scienze



E’ stato presentato il volume “Rosuvastatina: nuovi risultati e nuovi obiettivi terapeutici. Cosa cambia per i nostri pazienti”, a firma del Prof. Paolo Rubba, Direttore del dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale Università Federico II di Napoli. Il volume, si rivolge prevalentemente ai Medici di Medicina Generale e agli Specialisti e rappresenta uno strumento potenzialmente utile anche per migliorare l’informazione e l’educazione di un paziente sempre più attento alla propria salute, presentato oggi anche alla presenza del Prof. Paolo Golino, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera San Sebastiano di Caserta e Professore Ordinario di Cardiologia della Seconda Università di Napoli.
Come ripensare lestrategie di prevenzione cardiovascolare, valutare elevati livelli di infiammazione; la proteina C Reattiva( PCR) di cui si parla quando in Cardiologia ci si riferisce a una condizione infiammatoria di basso livello, ma continua, uno dei temi
Il messaggio chiave dello studio JUPITER (un grande studio realizzato su oltre 17.000 partecipanti in più di 1.200 centri in 26 paesi e che è stato chiuso in anticipo per il riscontro inequivocabile di una riduzione della morbilità e della mortalità cardiovascolare nei pazienti) - è che in alcuni individui, questi processi infiammatori possono essere sostenuti anche in presenza di livelli plasmatici di colesterolo LDL finora considerati ‘normali’. In questi individui, che possono essere identificati attraverso la semplice misurazione della proteina C reattiva, siamo in grado inibire “a monte” i meccanismi responsabili di questi processi dannosi, attraverso la riduzione del colesterolo LDL ottenuta con la somministrazione di rosuvastatina. In tal modo, riusciamo a ridurre lo stimolo infiammatorio e siamo in grado di ottenere una diminuzione molto importante degli eventi cardiovascolari”.
Da non dimenticare che la gran parte degli innalzamenti moderati dei livelli di proteina C reattiva ad alta sensibilità è dovuta a obesità e sovrappeso infatti, come lo studio Jupiter ha rilevato, l’80% dei pazienti esaminati erano soggetti obesi o in sovrappeso.
In particolare, l’obesità viscerale (soprattutto se associata ad altri fattori di rischio cardiovascolari) costituisce il motore di un’infiammazione di basso grado ma diffusa e, quindi, costituisce un fattore fenotipico evidente di rischio. L’obesità viscerale si associa alla produzione di tutta una serie di sostanze, non solo la PCR, ma anche altre quali le adipocitochine, che favoriscono la formazione della placca. Lo Studio JUPITER ci pone, quindi, il problema di ripensare alle nostre scelte di prevenzione. I pazienti dello Studio JUPITER sono pazienti che, secondo le carte del rischio ancora in vigore, non dovrebbero essere trattati altro che con misure dietetiche e comportamentali, i cosiddetti soggetti a rischio intermedio. Invece, lo studio dimostra che somministrando a questi pazienti rosuvastatina al dosaggio intermedio di 20mg/die, si ottiene il più clamoroso risultato di prevenzione cardiovascolare mai pubblicato fino ad ora, raggiungendo una riduzione degli infarti miocardici del 50% circa. Le linee guida, potrebbero prendere atto di tali risultati. Il libro il suo obiettivo il suo contenuto e la sua struttura sono importanti per un duplice motivo: dare uno strumento di valore scientifico e pratico al medico di medicina generale ed allo specialista, e nel contempo informare ed educare i pazienti a “capire il rischio cardiovascolare e non sottovalutarlo” affidandosi al medico con fiducia. Un libro che apre una nuova strada e una presa di coscienza dei medici grazie a dati clinici importanti quali quelli dello studio Jupiter di cui anche le linee guida dovranno prendere atto nella valutazione dei fattori di rischio cardiovascolare e nelle indicazioni per la prevenzione.



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