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L’influenza A un nuovo flagello per le popolazioni del Sud?

Pubblicato il 30 ottobre 2009 da admin



P.Rungi “L’influenza A un nuovo flagello per le popolazioni del Sud. Mettere in essere tutte le strategie per non farla diventare un’epidemia e un’ecatombe. Dio ci salvi con l’aiuto dei medici da questo flagello”
“L’influenza A un è di fatto, fin da questi giorni un nuovo e gravissimo flagello per le popolazioni del Sud. Bisogna mettere in atto tutte le strategie per non farla diventare un’epidemia e un’ecatombe per la gente campana e maridionale”, è quanto afferma in una Nota personale il teologo morale campano, padre Antonio Rungi “Soprattutto tra le madri e i genitori serpeggia una crescente paura che il virus dell’influenza suina possa minare ulteriormente la struttura sanitaria locale già debole per se stessa. Si chiede una maggiore vigilanza ed attenzione sulla nuova influenza che sta colpendo in modo pesante Napoli e la Campania, senzza abbassare la guardia, anzi potenziando quesi servizi di prevenzione utili a limitare anche qui i danni di questa malattia stagionale che sta già mietendo vittime in numero elevato rispetto ad altre zone dell’Italia e dell’Europa”. Per il teologo Rungi ricorda che “la salute è un bene essenziale e come quale va garantita a tutti e soprattutto in caso di epidemia intervenire per scongiurare maggiori e gravi danni alla popolazione”, per cui è opportuno in questa circostanza “assumere comportamenti prudenziali in fatto di igiene e profilassi al fine di non estendere il virus nell’area napoletana che in questi giorni è più direttamente coinvolta nel problema sanitario della nuova influenza. I diversi morti fin qui registrati ci fanno seriamente preoccupare che il problema si possa aggravare nel prossimi mesi di novembre e dicembre con il rischio di numerosi decessi per questa causa. Anche la stessa cura preventiva del vaccino richiedendo tempi lunghi di 20 giorni minimi per diventare efficace nell’individuo nel quale viene iniettato ci impone uno stile di vita di particolare cura ed igiene personale non solo in famiglia, ma anche in pubblico, nei posti di maggiore afflusso di persone. L’ambiente vitale già seriamente provato e minacciato da tante emrgenze da quello dell’inquinamento atmosferico, dell’immondizia, delle discariche a cielo aperto, delle varie aree sottoposte nel passato a pressioni inquinanti di ogni genere fanno giustamente preoccupare la gente e soprattutto quei genitori che hanno bambini piccoli o quelle famiglie nelle quali ci sono ammalati cronici e anziani”. Da qui l’appello del teologo ad “osservare scrupolosamente le norme igieniche per la prevenziione dell’influenza, ad evitare luoghi e posti di grande affluenza di pubblico, a fare una vita più ritirata ed igienicamente corretta rispetto agli standard degli altri periodi e tempi dell’anno durante i quali comunque non bisogna abbassare la guardia nella pulizia e nella protezione della persona e dell’ambiente da un punto di vist sanitario e medico. Non vorremmo che Napoli e Campania, come al tempo del colera, subisse una nuova dolorosissima prova di morti e problemi di salute. Già che ne abbiamo tanti e non sempre curati o prevenuti nel modo adeguato, pur spendendo per la sanità in Campania cifre da capogiro che, in base alle effettive spese sostenute, dovrebbe offrire un servizio migliore, ma soprattutto risposte più certe nella cura della salute e nella prevenzione di ogni possibile malattia. Ci auguriamo che sia stato fatto -conclude padre Rungi- e si stia facendo tutto ciò che è possibile, necessario ed indispensabile per limitare al minimo i danni di questa nuova influenza che mette angoscia a tutti, specialmente alla gente del Sud. Noi oltre che pregare affinché il morbo non si diffonda in modo pesante, oltre che a consigliare e a raccomandare eticamente ciò che è necessario fare, confidiamo nel servizio sanitario nazionale perché con i suoi interventi mirati possa in Campania e in Italia ridurre al minimo i danni e i decessi di questa nuova terribile influenza annunciata, ma già in atto in alcune zone dell’Italia come la Campania e in Europa. Dio ci salvi, con l’aiuto dei medici da questonuono flagello”.



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