FATIMA E IL DESTINO DEL MONDO

(Gianluca Martone)I drammatici eventi che si stanno verificando in questi ultimi anni nel mondo sono strettamente legati alle apparizioni della Madonna a Fatima, precisamente a Cova de Iria, un piccolo paese portoghese a pochi chilometri da Lisbona. Per comprendere meglio la portata eccezionale delle apparizioni avvenute tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917 in relazione al futuro del mondo, occorre soffermarsi su alcuni aspetti di fondamentale importanza. Lo scorso 24 giugno, sul sito cattolico Aleteia, è stato pubblicato un interessante editoriale sulle apparizioni di Fatima scritto dal Padre Dwight Longenecker, parroco di Nostra Signora del Rosario a Greenville (South Carolina, Stati Uniti), che pubblico integralmente. “Alla fine di aprile è stato confermato che Papa Francesco si recherà a Fatima per il 100° anniversario delle apparizioni mariane, e si è detto che approfitterà di quell’occasione per canonizzare i due veggenti più giovani, Jacinta e Francisco Marto. Nei giorni scorsi, in occasione della festa di Nostra Signora di Fatima (il 13 maggio), l’immagine originale della Vergine è stata venerata dal Santo Padre in Vaticano. Qual è la comprensione di Papa Francesco del messaggio di Fatima, e perché la Madonna di Fatima sembra tanto importante per lui, come del resto lo è stata per i suoi due predecessori? I sorprendenti eventi avvenuti a Fatima nel maggio 1917 hanno avuto luogo mentre il mondo si immergeva nel XX secolo – un secolo che avrebbe visto due guerre mondiali, genocidi su vasta scala, l’invenzione della bomba atomica e la rapida affermazione di tecnologie che avrebbero trasformato il mondo e la razza umana. La visita del Papa a Fatima e la sua celebrazione dei giorni scorsi portano avanti il suo interesse e il suo coinvolgimento nei confronti degli eventi della località portoghese. Il suo pontificato è stato consacrato a Nostra Signora di Fatima il 13 maggio 2013 dal cardinale di Lisbona. Durante la cerimonia, il porporato ha pregato perché a Papa Francesco fosse dato “il dono del discernimento su come identificare le vie di rinnovamento per la Chiesa”. Ha anche pregato che il Santo Padre fosse protetto “nelle difficili ore della sofferenza, in modo da poter superare, nella carità, le prove che il rinnovamento della Chiesa gli presenterà”. Ciò è stato seguito cinque mesi dopo dalla consacrazione da parte di Papa Francesco del mondo a Nostra Signora di Fatima il 13 ottobre 2013. La devozione del pontefice a Nostra Signora di Fatima indica un legame storico e significativo del pontificato con le profezie di Fatima. Giovanni Paolo II ha visitato Fatima tre volte, nel 2000 ha beatificato Jacinta e Francisco ed è stato anche responsabile dell’affidamento del Terzo Millennio al Cuore Immacolato di Maria di fronte alla statua della Madonna domenica 8 ottobre 2000, quando più di 1.400 vescovi erano presenti per la Messa del Giubileo. Anche Papa Benedetto XVI ha sostenuto con vigore Fatima e ha visitato il santuario nel maggio 2010, quando tra le altre cose ha detto: “Ci sbaglieremmo se pensassimo che la missione profetica di Fatima sia conclusa”. Nella famosa visione di Papa Leone XIII, Satana ha affermato che se avesse avuto cent’anni avrebbe distrutto la Chiesa. È interessante notare che la data era il 13 ottobre 1884. Emergono due “date di Fatima”. Il tentato omicidio di papa Giovanni Paolo II ha avuto luogo il 13 maggio 1981. Papa Francesco ha consacrato il mondo a Nostra Signora di Fatima il 13 ottobre 2013. Le apparizioni sono iniziate il 13 maggio 1917 e sono terminate con il miracolo del sole il 13 ottobre dello stesso anno. Questi memorabili segni del cielo indicano l’inizio del secolo in cui Satana cercava di distruggere la Chiesa? Se è così, ci stiamo avvicinando alla fine dei tempi? Questo rende la visita del Papa a Fatima nel 2017 più importante di una semplice celebrazione per un centenario? Quando ha celebrato la consacrazione a Nostra Signora di Fatima nell’ottobre 2013, Papa Francesco ha affermato: “La sua statua, venuta da Fatima, ci aiuta a sentire la sua presenza in mezzo a noi. C’è una realtà: Maria sempre ci porta a Gesù… Alla misericordia di Dio, lo sappiamo, nulla è impossibile! Anche i nodi più intricati si sciolgono con la sua grazia. E Maria, che con il suo ‘sì’ ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell’antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre”. Come i suoi due predecessori, questo Papa sembra profondamente consapevole non solo della battaglia spirituale con Satana, ma anche della possibilità che il tempo sia breve. Contemplando “la fine del mondo”, dobbiamo chiederci cosa significhi. Sicuramente non possiamo escludere qualche terribile catastrofe che potrebbe gettare il mondo nel caos, ma c’è un altro senso in cui la nostra razza umana sta raggiungendo un punto finale perché stiamo distruggendo noi stessi. Stiamo distruggendo le nostre comunità attraverso guerra, violenza e terrorismo. Stiamo distruggendo le nostre famiglie attraverso la contraccezione, la sterilizzazione, l’aborto e il divorzio. Stiamo distruggendo la nostra purezza e il nostro potere attraverso pornografia, omosessualità, promiscuità, lussuria e rabbia. Stiamo distruggendo la nostra società con avidità, materialismo, indifferenza nei confronti dei poveri, calpestando le vedove, gli orfani, i senzatetto e gli affamati. Stiamo distruggendo il nostro ambiente con il sovrasviluppo e l’inquinamento. In molti modi, stiamo provocando noi stessi la fine del nostro mondo, e la Beata Madre guarda tutto questo con il cuore spezzato di una madre. In mezzo al caos assassino, la Beata Vergine Maria ci mostra il cuore compassionevole di suo Figlio. Ella ci porta alla Divina Misericordia. Guarda questa umanità spezzata e pazza – una razza che va verso la distruzione – e dice con il cuore di una madre “Tornate a casa!”Questo spiega anche il messaggio e il metodo del Papa. Egli guarda al mondo con pietà, non con biasimo. Vuole raggiungere chi ha il cuore spezzato, chi è amareggiato e chi è legato dal peccato e offrire il perdono e la misericordia di Dio – come il padre e la madre dal cuore spezzato guardano ai propri figli ribelli. Il pontefice ha accolto la statua di Fatima in Vaticano qualche giorno fa, ha consacrato il mondo alla Madonna due anni fa e progetta una visita a Fatima nel 2017. Sa qualcosa che noi ignoriamo? C’è una crisi incombente che ci porterà in qualche modo a un punto di svolta? Ha chiesto alla Beata Vergine di pregare e di intercedere per la nostra razza povera, problematica, pazza e suicida con particolare urgenza? Non vogliamo speculare sul futuro, ma metterci nelle mani di Dio con la massima fiducia. Il messaggio di Fatima è guardare, aspettare, pregare e fare riparazione per i peccati, e guardare sempre con speranza piena di aspettativa al buon futuro che Dio ha in serbo”.
Sul sito cattolico Finis Mundi, la giornalista Emanuela Graziosi si è anche soffermata sull’importanza delle apparizioni di Fatima in merito al futuro del mondo.
“Dopo la pubblicazione da parte della Santa Sede della seconda parte del terzo segreto di Fatima, con una interpretazione dell’allora Cardinale Ratzinger, -nell’anno del giubileo-, sono sorte non poche polemiche tra quella parte di teologi e fatimiti propensi a dare una spiegazione diversa a ciò che la Vergine aveva svelato ai pastorelli della Cova di Iria. Ripercorriamo la storia, del “terzo segreto”, con le parole di Davide Malacaria: È il 13 maggio del 2000 quando il cardinale Angelo Sodano comunica che il Santo Padre ha deciso di rivelare il terzo segreto di Fatima. L’occasione è data dalla beatificazione, avvenuta in Portogallo, di Francesco e Giacinta Marto, due dei pastorinhos ai quali nel lontano 1917 era apparsa la Madonna. L’annuncio fa subito il giro del mondo: quel segreto, custodito gelosamente dal Vaticano, era stato per decenni al centro di indiscrezioni, polemiche e intrighi internazionali. Nell’occasione, il Segretario di Stato accenna al contenuto del segreto, ma per conoscerlo nella sua interezza occorrerà aspettare circa un mese, quando verrà pubblicato a opera della Congregazione per la dottrina della fede. Il testo è accompagnato da una breve presentazione firmata dall’allora segretario della Congregazione, monsignor Tarcisio Bertone, e da un breve commento teologico del prefetto dello stesso dicastero, il Cardinale Joseph Ratzinger. Il segreto, in estrema sintesi, consiste nella visione desolante di una città in rovina disseminata dei cadaveri di martiri, attraverso la quale cammina, afflitto, «un vescovo vestito di bianco» (di cui suor Lucia scrive: «Abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre») seguito da vescovi e religiosi. Il corteo sale sulla sommità di una collina su cui si trova una croce, ai piedi della quale il Papa viene ucciso. Fin dall’annuncio del cardinale Sodano, il Vaticano ha identificato il «vescovo vestito di bianco» con papa Giovanni Paolo II e la sua uccisione con l’attentato subito a opera di Ali Agca nel 1981. Ma, da subito, questa rivelazione e la correlata interpretazione ufficiale hanno destato perplessità. Tra l’altro molti hanno fatto notare una difformità tra quanto aveva detto il cardinale Sodano il mese precedente a Fatima, quando aveva parlato di un papa che«cade a terra come morto», e lo scritto, nel quale si legge di un papa inequivocabilmente«ucciso». A complicare le cose, per il Vaticano, si aggiungono le tante aggregazioni di fedeli nate attorno a Fatima, laici, sacerdoti e studiosi che conoscono vita, morte e, è il caso di dirlo, miracoli di tutto quel che è accaduto attorno a quella prodigiosa apparizione. E proprio da questi ambienti si sono levate le critiche più pungenti. Tra il 2006 e il 2007, tali critiche si condensano in due libri-inchiesta: Il quarto segreto di Fatima, di Antonio Socci,e La profezia di Fatima, di Marco Tosatti. Di seguito accenneremo al contenuto di questi volumi. La Madonna aveva previsto Ali Agca? Una delle controversie più accese riguarda l’identificazione del vescovo vestito di bianco con Karol Wojtyla. In altre parole: la Madonna aveva profetizzato davvero l’attentato a Giovanni Paolo II? Nel suo libro, Socci fa notare che l’interpretazione vaticana del segreto, in realtà, non è così univoca. E ciò fin dall’annuncio del cardinale Sodano, le cui parole sono riportate nel documento dedicato al segreto di Fatima: il presule spiega che le vicende descritte nella visione «sembrano ormai appartenere al passato». «La Signora del messaggio sembra leggere con una singolare perspicacia i “segni dei tempi”. Insomma, secondo Socci, sembra che il presule abbia un certo timore a usare espressioni troppo assertive. Non è il solo. Nella nota teologica, il cardinale Ratzinger spiega la coincidenza tra il papa del messaggio e Wojtyla attraverso una «elegante» espressione interrogativa: «Non doveva il Santo Padre, quando dopo l’attentato del 13 maggio 1981 si fece portare il testo della terza parte del “segreto”, riconoscervi il proprio destino?». Al di là di queste annotazioni, che possono apparire semplici sottigliezze, è ovvio che, trattandosi di rivelazioni private, non siamo di fronte a contenuti di fede. È lo stesso cardinale Ratzinger a precisare, in un’intervista rilasciata il 19 maggio del 2000 a la Repubblica, che non esistono «interpretazioni obbligatorie».D’altronde basta osservare il documento ufficiale vaticano per vedere fugato ogni dubbio in proposito. Infatti, un capitolo del commento teologico s’intitola significativamente:«Un tentativo di interpretazione del “segreto” di Fatima» (Il corsivo è nostro). In ogni caso, e a prescindere da altre considerazioni, i detrattori della versione ufficiale hanno buon gioco a chiedersi: se il segreto faceva riferimento solo alle persecuzioni subite dai cristiani in questo secolo e all’attentato al Papa avvenuto nel 1981, perché attendere tanto a renderlo pubblico? Segreti pubblici e dubbi segreti. Se l’interpretazione del segreto ha suscitato tante controversie, è ben poca cosa rispetto alle polemiche nate attorno al testo stesso. Per maggiore chiarezza, è meglio partire dall’inizio, da quando cioè a suor Lucia, nella clausura del Carmelo di Coimbra, perviene la richiesta del suo vescovo di scrivere della rivelazione. La suora redige diverse memorie di quanto ha visto e sentito in quel lontano 1917 alla Cueva de Iría: la prima è del 1935, la seconda del 1937, la terza è datata agosto 1941. In questo terzo scritto, spiega Socci, la suora «rivela le prime due parti del segreto […] fa sapere che c’è anche una“terza parte” che per ora non rivela. Alcuni mesi dopo scrive la quarta memoria (datata 8 dicembre 1941), nella quale ricopia esattamente la precedente, ma quando arriva alla fine del secondo segreto […] aggiunge una nuova frase, che non c’era nel testo dell’estate: “Em Portugal se conservará sempre o dogma da fé etc. [In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede etc.,ndr]”». Infine, nel gennaio del ’44, annoterà il cosiddetto terzo segreto. I primi due segreti, nei quali si preconizzava la Rivoluzione russa e la Seconda guerra mondiale, vennero resi pubblici negli anni Quaranta, mentre il terzo segreto, farà sapere Lucia, dovrà essere rivelato solo nel 1960. Nel 1957, però, la Santa Sede ordina che il testo sia inviato a Roma e chiede alla suora il silenzio. Che sarà mantenuto fino al 2000, ovvero fino alla pubblicazione del documento Il messaggio di Fatima a opera della Congregazione per la dottrina della fede. I critici della versione ufficiale, infatti, hanno buon gioco a far notare una vistosa anomalia. Infatti, nel pubblicare il segreto nella sua interezza, il Vaticano non pubblica la quarta memoria, quella dell’8 dicembre 1941, l’ultima in ordine di tempo, ma la terza, quella dell’agosto 1941, aggiungendovi poi lo scritto del gennaio del ’44, dov’è annotato il terzo segreto. Terza e quarta memoria sono simili, ma nella quarta c’è quella frasetta: «In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede etc.», che nella terza non c’è. Certo, questa espressione non viene omessa del tutto, ma è riportata in una nota a margine, senza alcuna spiegazione. Sennonché proprio quella riga è al centro di grandi controversie… «È possibile che le parole della Madonna, date di persona dalla Madre di Dio, possano finire con un “etc.”?». Cosa nasconderebbe quell’etc.? I critici fanno notare come non ci sia alcun nesso logico tra questa frase e il segreto rivelato nel 2000. E che la frase monca riporta parole della Madonna, parte di un discorso diretto, mentre il segreto consiste in una visione, senza alcuna parola della stessa. Padre José dos Santos Valinho, salesiano, è il nipote di suor Lucia e con lei ha un rapporto preferenziale. In un’intervista, rilasciata poco prima della rivelazione del segreto, ha confidato: «Ritengo che quella parte di segreto riguardi la Chiesa, al suo interno. Forse difficoltà dottrinali, crisi di unità, lacerazioni, ribellioni, divisioni. L’ultima frase dello scritto della zia, che precede la parte ancora sconosciuta del segreto dice: “In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede”. Dopo, inizia il brano che non conosciamo. Però fa capire che il tema della parte mancante potrebbe essere legato all’ultima affermazione nota. Quindi in altre parti della Chiesa questo dogma potrebbe vacillare”. Paolo VI e suor Lucia, Fatima, 13 maggio 1967. La grande apostasia. Sul segreto di Fatima, negli anni, sono circolate le voci più disparate, tra le quali la più ricorrente era quella riguardante la perdita della fede da parte di una moltitudine di cristiani. In altre parole, la Madonna avrebbe preconizzato una grande apostasia. Solo leggende? Così sembrerebbe, alla luce della rivelazione vaticana. Il problema, però, è che tali leggende, negli anni, sono state corroborate da dichiarazioni di persone che, per la loro funzione, erano venute a conoscenza del segreto. Tosatti dedica un intero capitolo a Cinquant’anni di indiscrezioni eccellenti. Ne riportiamo qualcuna. Monsignor Alberto do Amaral, vescovo emerito di Fatima, in una conferenza del 1984, afferma: «Il segreto di Fatima non parla né di bomba atomica, né di testate nucleari […]. La perdita della fede di un continente è peggio che la distruzione di una nazione; ed è vero che la fede diminuisce continuamente in Europa. La perdita della fede cattolica nella Chiesa è ben più grave di una guerra nucleare»(dichiarazione smentita nel 1986, ma poi riconfermata nel marzo del ’95). Il cardinale Alfredo Ottaviani, in una conferenza del 1967 dice: «Io ho avuto la grazia e il dono di leggere il testo del terzo segreto. […] Vi posso dire soltanto questo: che verranno tempi molto difficili per la Chiesa e che c’è bisogno di molte preghiere perché l’apostasia non sia troppo grande». Monsignor Capovilla, segretario di Giovanni XXIII, anche lui sicuramente a conoscenza del segreto, nel 1978 risponde per iscritto a un’intervista. Alla domanda se il segreto faccia riferimento espressamente alle gerarchie ecclesiastiche, alla Russia o a una «crisi religiosa nel mondo», risponde negando le prime due ipotesi, ma nulla dice della terza. Ancora più esplicito il contenuto di una lettera del cardinale Luigi Ciappi, a lungo teologo della Casa pontificia, indirizzata al professor Baumgartner. Nella missiva, scritta nel 2000 ma pubblicata nel marzo 2002, il porporato rivela: «Nel terzo segreto viene predetto, fra le altre cose, che la grande apostasia nella Chiesa inizierà dalla sua sommità». Tutti bugiardi? E se così non è, perché non è stato pubblicato un falso? Le cose sono un po’ più complesse. In base a una serie di indizi e testimonianze concordanti, molti dei critici della versione ufficiale sono convinti che il segreto consterebbe in realtà di due parti distinte. E che quella rivelata nel 2000, scritta su quattro fogli, sarebbe solo una delle due parti e sarebbe sempre stata custodita negli archivi del Sant’Uffizio. L’altra parte, quella ancora segreta, scritta su un solo foglio, sarebbe rimasta sempre nell’appartamento dei papi. A conferma di questa ipotesi ci sarebbe anche un indizio di tipo logico. Tosatti riporta la tesi di Andrew M. Cesanek, un altro studioso che si è cimentato sul segreto di Fatima. Questi, comparando le prime due rivelazioni e quella resa pubblica nel 2000, registra come le prime due rivelazioni siano caratterizzate da una scansione del genere visione-spiegazione, mentre l’ultima è priva di spiegazione. Annota Tosatti: «Certo, è curioso che delle tre parti sia in realtà quella più bisognosa di una “guida di lettura” a mancarne». I verbali di suor Lucia. La Santa Sede, ovviamente, non poteva mancare d’interpellare anche suor Lucia, l’ultima dei pastorinhos all’epoca ancora in vita (è morta nel febbraio 2005). A questo proposito, l’attuale segretario di Stato vaticano, cardinale Bertone, si è recato due volte a Coimbra: una prima volta il 27 aprile del 2000 e una seconda il 17 novembre 2001 (in realtà il prelato ha rivelato di aver incontrato la suora anche il 9 dicembre 2003, ma di aver approfondito vicende riguardanti Albino Luciani). Di questi due incontri abbiamo dei resoconti, qualcosa di simile a dei verbali, uno dei quali, il secondo, sottoscritto dalla stessa suor Lucia. In entrambi, in effetti, esce avvalorata la linea del Vaticano: anche per la suora il segreto sarebbe stato rivelato nella sua interezza e la scena del papa ucciso rappresenterebbe l’attentato del 1981. Ma questi “verbali”, frutto di ore di conversazione, secondo i critici, sarebbero eccessivamente sintetici, al limite della laconicità e davvero troppo generici. Per brevità riportiamo solo l’osservazione di padre Paul Kramer, contenuta nel libro di Socci, il quale ha calcolato che dal secondo colloquio, durato circa due ore, il cardinale Bertone «è riuscito a ricavare solo quarantadue parole importanti (quarantadue) da attribuire tra virgolette alla suora». E, sempre a proposito di questo secondo verbale, Socci, premettendo che la suora parla solo portoghese, si domanda: «Perché dunque non esiste un testo in portoghese? E se esiste e – come appare ovvio – suor Lucia ha firmato solo quello, perché il testo in portoghese non è stato pubblicato? E perché la versione in inglese non ha la firma della suora?». Né è valso a fugare i dubbi il libro che la suora ha pubblicato poco prima di morire, Gli Appelli del Messaggio di Fatima, nel quale l’autrice evita di addentrarsi in questioni riguardanti il segreto. Di questo libro, però, Tosatti segnala una frase particolarmente significativa: «Lascio interamente alla Santa Chiesa la libertà di interpretare il senso del messaggio perché le appartiene e le compete; perciò umilmente e volentieri mi sottometto a tutto ciò che essa dirà o vorrà correggere, modificare o dichiarare». In effetti, colpisce che la suora abbia usato verbi come«modificare» e «correggere”. Giovanni Paolo II a Fatima, in occasione della beatificazione di Giacinta e Francesco Marto, il 13 maggio 2000. Poco dopo l’uscita del libro di Tosatti, la Rizzoli ha pubblicato un altro volume su Fatima, questa volta un libro-intervista col cardinale Bertone, a cura del vaticanista Giuseppe De Carli. Nel volume, il porporato ribadisce la versione ufficiale, arricchendola di particolari inediti, ma evita di rispondere alle domande sollevate dai critici. Per parte nostra, ci limitiamo a evidenziare un passaggio del libro di De Carli che, in un lettore ordinario, potrebbe far sorgere ulteriori domande. Il cardinale Bertone è interpellato sul rapporto tra Fatima e Albino Luciani. La questione è nota: l’allora patriarca di Venezia, poco prima di essere eletto Papa, andò a far visita a suor Lucia. Questa, è stato ipotizzato da alcuni, gli avrebbe profetizzato il pontificato e la morte a breve. Il cardinale Bertone risponde negando che la suora abbia mai fatto una simile profezia. E, a tale proposito, produce uno scritto dello stesso Luciani, datato gennaio ’78, nel quale si riporta sinteticamente il contenuto del colloquio. Suor Lucia, annota il patriarca di Venezia, gli aveva parlato della necessità di avere «cristiani e specialmente seminaristi, novizi e novizie decisi sul serio a essere di Dio senza riserve» e via dicendo. Poi Luciani, dopo aver raccontato di aver chiesto della danza del sole (spettacolare miracolo di Fatima), s’interroga: «[…] qualcuno chiederà: un cardinale s’interessa di rivelazioni private?». Sì, risponde, spiegando che il «Vangelo contiene tutto», ma che ai cristiani è necessario anche «scrutare i segni dei tempi». «E, dietro al segno, è opportuno badare alle cose sottolineate da quel segno. Quali?», si chiede ancora con quel suo stile semplice e lineare. Ed elenca le quattro cose che, a suo dire, sono state indicate dalla Madonna in quel lontano 1917, spiegandole una a una: pentirsi, pregare, recitare il rosario e, da ultimo, tenere a mente che l’inferno esiste. Nelle righe che il patriarca dedica alla preghiera, però, c’è un accenno che colpisce. Luciani annota la difficoltà che questa pratica incontra presso i suoi contemporanei. E conclude: «Non sono io, ma Karl Rahner che ha scritto: “È in atto anche all’interno della Chiesa un impegno esclusivo dell’uomo per le realtà temporali, che non è più una scelta legittima, ma apostasia e caduta totale della fede”». Apostasia? Insomma, nonostante il disvelamento del 2000, sul segreto di Fatima continua ad aleggiare un alone di mistero. Parola densa di enigmi minacciosi, per tanti. Non così per il semplice fedele, al quale invece appare carica di conforto e di speranza, laddove la parola mistero scandisce e accompagna la recita del rosario. Una preghiera che, proprio in quel luogo, si è arricchita di quella giaculatoria di dolce misericordia che la Madonna ha voluto consegnare ai tre fanciulli e, attraverso loro, alla Chiesa tutta. Ed è proprio per questo, crediamo, che l’apparizione di Fatima, negli anni, si è fatta cara al popolo cristiano. La distruzione di metà del mondo è una cosa spaventosa, a dir poco – Sarebbe la più grave catastrofe sin dai tempi del diluvio universale. Eppure non è l’aspetto più terrificante del castigo predetto nel Segreto. Assai peggiore è il castigo spirituale contenuto nel Terzo Segreto. La seconda parte del Segreto ci avverte già della persecuzione della Chiesa e del Santo Padre. Il 13 luglio 1917, la Madonna di Fatima ci avvertì che: Se le Mie richieste verranno esaudite, la Russia sarà convertita, e vi sarà la pace. Altrimenti, la Russia diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni verranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, e molte nazioni verranno annientate. “Dio“, disse la Madonna, “sta per punire il mondo per i suoi crimini, per mezzo di guerre, carestie, persecuzioni contro la Chiesa ed il Santo Padre.” La persecuzione della chiesa di cui si parla è diversa da qualsiasi altra avvenuta nella storia dell’umanità. Ciò che sembra impossibile, avverrà, ed è predetto nella parte non pubblicata del Terzo Segreto e nelle Sacre Scritture. Nella sua lettera al professor Baumgartner, il Cardinale Mario Luigi Ciappi rivelò che: “Nel Terzo Segreto viene predetta, tra le altre cose, che la grande apostasia nella Chiesa inizierà dal suo vertice”. Questo corrisponde a ciò che è rivelato nel Libro delle Lamentazioni: “Non credevano i re della terra e tutti gli abitanti del mondo che l’avversario e il nemico sarebbero penetrati entro le porte di Gerusalemme”. Nel 1998, Padre Malachi Martin, ora purtroppo deceduto, affermò durante la trasmissione Art Bell Show che gli era stato fatto leggere il Terzo Segreto di Fatima all’inizio del 1960, mentre era segretario del Cardinale Bea. Padre Martin affermò che il testo era contenuto su di un unico foglio di carta, che le parole della Madonna erano assai asciutte e precise e riguardavano un prossimo “papa” – un impostore che avrebbe usurpato il soglio pontificio sotto il controllo del demonio. Per questo, il Terzo Segreto di Fatima rivelerebbe il “mistero dell’iniquità” (2 Tess. 2,7): la Chiesa Cattolica “contraffatta” – la contro-chiesa, l’anti-Chiesa – il mistero del drago, la cui coda avrebbe spazzato via un terzo delle stelle del cielo , ovvero un terzo della gerarchia Cattolica sotto la guida di un antipapa eretico. E’ questo che Papa Giovanni Paolo II rivelò criticamente, nel suo discorso relativo alla rivelazione del Terzo Segreto il 13 maggio 2000: “Il messaggio di Fatima è un appello alla conversione, che mette in guardia l’umanità affinché non faccia il gioco del “drago”, il quale con la “coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra” (Ap. 12, 4). I Cattolici non saranno i benvenuti nella Civiltà dell’Amore: l’esclusivismo dei loro dogmi (quali extra Ecclesiam nulla salus, ovvero “fuori dalla Chiesa non vi è salvezza”) li renderanno sospetti e considerati alla stregua di “fanatici” e “terroristi” – una vera e propria minaccia all’unità ecumenica e alla “pace” del Nuovo Ordine Mondiale. Per questo, la vera Chiesa Cattolica verrà trattata come un’organizzazione criminale, e come una minaccia alla pace mondiale. Lo status della Chiesa sarà allora lo stesso che all’epoca delle persecuzioni nell’antica Roma, quando la Chiesa veniva vista come un’organizzazione sovversiva e criminale. Vi saranno leggi penali promulgate per punire i praticanti delle forme di religione “pre conciliari” e ormai “fuori moda” che minacciano la “pace mondiale”(l’ordine ecumenico e neo-pagano della Civiltà dell’Amore) per il loro attaccamento settario all’esclusivismo dogmatico, il quale (viene già considerato tale!) porta a persecuzioni inquisitorie, alle guerre di religione, alle crociate. Verrà offerta un alternativa ai Cattolici, per evitare le spiacevolezze della persecuzione e del martirio. La vasta maggioranza sarà stata conquistata dall’inganno e diverrà apostata. Così come accade oggi in Cina, gli verrà concesso il loro Latino, il loro incenso, la loro “Messa”, etc. – ma solo a condizione che essi siano in comunione con la Chiesa ufficiale – ovvero con ciò che sarà diventata la Roma apostata. Gli verrà imposto di rimanere fedeli al papa impostore la cui chiesa contraffatta sarà in comunione con la Grande Chiesa Ecumenica che unirà tutte le religioni. Coloro che avranno la grazia e la forza di continuare a professare la loro Fede Cattolica si rifiuteranno di abbandonare la vera Chiesa tradizionale Cattolica. Per questo rifiuto essi verranno trattati come fanatici irrecuperabili e scismatici ostinati. Verranno universalmente disprezzati come nemici della Civiltà dell’Amore, e verranno considerati responsabili del fallimento del Nuovo Ordine Mondiale nel raggiungere la pace universale, l’amore, l’unità e l’armonia. Il loro fato è descritto nella visione del Terzo Segreto: il Papa, il clero ed i fedeli cattolici verranno sistematicamente cacciati e brutalmente sterminati per il loro rifiuto ad abbracciare la falsa religione. La Chiesa Cattolica, ovviamente, non sarà la causa del fallimento di questa Civiltà dell’Amore. Verrà percepita così dalle nazioni apostate ed infide perché la Fede della Chiesa costituirà la testimonianza contro l’assenza di Dio del Nuovo Ordine Mondiale. Proprio perché gli apostati saranno privati della luce della Fede e dei doni dello Spirito Santo, essi, accecati dal loro intelletto oscurato, non riusciranno ad afferrare la verità insegnata da Sant’Agostino, ovvero che la Città dell’uomo senza Dio non può avere la pace perché è senza fede e perversa nella sua ribellione contro Dio, e pertanto attira su di sé l’ira di Dio”.
Padre Agustín Fuentes, postulatore della causa di beatificazione di Francesco e Giacinta di Fatima, ottenne il permesso d’intervistare Lucia dal Santo Padre allora regnante, Pio XII. L’intervista si svolse Il 26 dicembre 1957 nel convento delle religiose carmelitane scalze di santa Teresa, in Combra, Portogallo. Erano presenti il vescovo ausiliare di Leirìa, i due vescovi di Coimbra, il nunzio apostolico in Portogallo, mons Cento, e mons. Antonio Samoré, segretario della Sacra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari. Venne pubblicata nel 1958 in lingua spagnola con un’imprimatur dell’Arcivescovo della Diocesi di appartenenza di padre Fuentes, Arcivescovo Sanchez di Veracruz, Messico ed anche in lingua portoghese con un imprimatur del vescovo di Leiria-Fatima. Nel giugno 1959 venne presentata con licenza ecclesiastica in lingua inglese nella rivista “Fátima Findlings” e nel Settembre 1961 in lingua italiana nel “Messaggero del Cuore di Maria”. Ecco l’esclusiva intervista rilasciata dalla veggente di Fatima.
“Padre, la Madonna è molto scontenta perché non si è fatto caso al Suo Messaggio del 1917. Né i buoni né i cattivi, vi hanno fatto caso. I buoni vanno per la loro strada senza preoccuparsi, e non seguono le Norme Celestiali; i cattivi, nella via larga della perdizione, non tenendo in alcun conto i castighi minacciati.
Creda, Padre, il Signore Iddio molto presto castigherà il mondo. Il castigo sarà materiale, e s’immagini, Padre, quante anime cadranno nell’inferno, se non si prega e non si fa penitenza. Questa è la causa della tristezza della Madonna.
Padre, lo dica a tutti, che la Madonna tante volte mi ha detto: “Che molte Nazioni spariranno dalla faccia della terra. Nazioni senza Dio saranno il flagello scelto da Dio stesso per castigare l’umanità, se noi, per mezzo dell’Orazione e dei SS. Sacramenti, non otterremo la grazia della loro conversione”. Lo dica, Padre, che il demonio sta attaccando la battaglia decisiva contro la Madonna, perché ciò che affligge il Cuore Immacolato di Maria e di Gesù, è la caduta delle anime Religiose e Sacerdotali. Il demonio sa che i Religiosi e i Sacerdoti, trascurando la loro eccelsa Vocazione, trascinano molte anime all’inferno. Siamo appena in tempo per trattenere il castigo del Cielo. Abbiamo a nostra disposizione due mezzi efficacissimi: l’Orazione e il Sacrificio. Il demonio fa di tutto per distrarci e toglierci il gusto della Preghiera. Ci salveremo, oppure ci danneremo. Però Padre, bisogna dire alle persone: che non devono stare a sperare in un richiamo alla Preghiera ed alla Penitenza, né dal Sommo Pontefice, né dai Vescovi, né dai Parroci, né dai Superiori Generali. È già tempo che ognuno, di sua iniziativa, compia Opere Sante, e riformi la sua vita secondo i richiami della Madonna Santissima. Il demonio vuole impadronirsi delle Anime Consacrate, lavora per corromperle, per indurre gli altri alla finale impenitenza; usa tutte le astuzie, suggerendo perfino di aggiornare la vita religiosa! Ne proviene sterilità alla vita interiore e freddezza nei secolari circa la rinuncia dei piaceri, e la totale immolazione a Dio. Lo ricordi, Padre, che due fatti concorsero a santificare Giacinta e Francesco: l’afflizione della Madonna, e la visione dell’inferno. La Madonna si trova come fra due spade; da una parte vede l’umanità ostinata e indifferente ai castighi minacciati; dall’altra, vede noi che calpestiamo i Santi Sacramenti e disprezziamo il castigo che si avvicina, restando increduli, sensuali e materialisti. La Madonna ha detto espressamente: “Ci avviciniamo agli ultimi giorni”, e me lo ha ripetuto tre volte. Affermò prima, che il demonio ha ingaggiato la lotta decisiva, cioè finale, dalla quale usciremo vittoriosi o sconfitti: o siamo con Dio, o siamo col demonio. La seconda volta mi ha ripetuto che i rimedi ultimi dati al mondo, sono: il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria.
La terza volta, mi disse: “che, esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli uomini, ci offre con tremore l’ultima ancora di salvezza: La SS. Vergine in persona, Sue numerose apparizioni, Sue Lacrime, Messaggi di veggenti sparsi in tutte le parti del mondo”; e la Madonna disse ancora “che, se non l’ascoltiamo e continuiamo l’offesa, non saremo più perdonati”. È urgente, Padre, che ci si renda conto della terribile realtà. Non si vuole riempire le anime di paura, ma è solo urgente richiamo, perché da quando la Vergine Santissima ha dato grande efficacia al Santo Rosario, non c’è problema né materiale, né spirituale, nazionale od internazionale, che non si possa risolvere col Santo Rosario e coi nostri sacrifici. Recitato con amore e devozione, consolerà Maria, tergendo tante lacrime dal Suo Cuore Immacolato”.