Bojano (CB) e Del Pinto, cittadino onorario tra storia e attualità

(di Giuseppe PACE) Bojano (CB) è una cittadina situata ai piedi del Matese settentrionale nel cuore del medio Molise. La cittadina si presenta accogliente, ricca di storia, di chiese e di cittadini più che paesani in senso stretto come nei paesetti contermini. Tra le moltissime chiese dei secoli scorsi, quasi 50, restano poche, e, tra tutte, spicca il duomo, che è stato abbellito con disegni di santi dal volto di persone del posto che hanno donato per le recenti opere d’abbellimento. Il nuovo ciclo di affreschi è stato realizzato da Rodolfo Papa nei primi due decenni del XXI secolo; il ciclo pittorico è stato inaugurato dal cardinale Angelo Bagnasco nel settembre 2011. Tra i cittadini onorari di Bojano si evidenzia: Anacleto Goffredo del Pinto, d’origine abruzzese ma “trapiantato” da decenni a Bojano dove è amico di tutti. Egli ha donato alla città non poco delle prove sull’origine dei Sanniti, che avevano qua la loro capitale, la Bovianum Vetus, che si opposero all’espansionismo di Roma, caput mundi, con le note guerre sannitiche. In particolare Del Pinto è specialista, per passione, di reperti ceramici e di tombe sannitiche. In estate mi ha riportato a vedere da lontano alcune tombe sannitiche (superficiali e a ridosso delle pareti tagliate) scoperte nelle cave di Campochiaro. Egli ha pubblicato, oltre che di Archeologia, sul castello e il nobile di Pescolanciano. Del pinto fu amico dello scultore bojanese Mario Cavaliere, e tramite questi lo scrivente lo ha incontrato alcuni decenni fa. Il Comune di Bojano ha conferito a Del Pinto per i meriti di ricercatore attento e quasi insuperabile dei reperti archeologici del Sannio, la meritata onorificenza di Cittadino Onorario di Bojano. Del Pinto è anche laureato in Criminologia, oltre ad altri titolo di merito che, per modestia, tace. Ricordiamone alcuni: Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, Cittadino Onorario di Bojano, dr. in Criminologia. Di Bojano Del Pinto sa molto ed è facile trovarlo in piazza come nei bar che l’attorniano, sempre disponibile al dialogo e ad offrirti i caffè non solo dello storico Caffè dei Pentri. L’attuale Sindaco, durante le celebrazione del 18.08.2015 del Ver Sacrum e della Fondazione di Bojano (grazie all’attiva FIDAPA di Bojano e all’appassionato cultore di canti tradizionali locali nonchè bojanese doc, dop e igt, Francesco De Socio), lo ha ringraziato pubblicamente per aver contribuito a far conoscere a tutti la Storia locale, che prima era esclusività di pochi cultori di Storia. Giorni fa parlando per telefono con Del Pinto mi ha raccontato di fatti di cronaca locale connessi alle celebrazioni intorno allo storico monumento ai caduti del 1948 e del vezzo di alcuni bojanesi, che, come molti italiani sono bravi gridare ”piove governo ladro” ed alcuni ex politici danno loro credito facendone la voce della città. Le elezioni comunali sono prossime evidentemente e a Bojano le diverse fazioni dei moderni Sanniti si preparano alla lotta per “impossessarsi” del Municipio. Ma torniam alla storia di Bojano e lasciamo la cronaca, accattivante. La cattedrale di Bojano è, come l’intera città, stracarica di dettagli che del Pinto conosce più di molti altri anche laureati e dei maestri che a Bojano abbondano per un antica scuola locale per maestri, l’Istituto Magistrale. Bojano ha molti professionisti, anche nati nei paesetti vicini che per comodità e per lavoro vivono in città. Alcuni dei reperti, soprattutto di epoca romana, sono esposti al degrado del tempo inclemente, al lato nord del Municipio bojanese e che lo studioso Francesco Tavone, un bojanese emigrato nel vicentino, spesso ha citato nei suoi scritti, lamentando l’incuria dei medesimi da parte della autorità locali preposte alla conservazione e valorizzazione. Di Bojano esistono molte cose belle come lo spettacolare e turistico lungo fiume Biferno, le sorgenti del medesimo fiume, il monastero di Sant’Egidio, la bella piazza e la splendida cattedrale adiacente. Le origini della diocesi di Bojano risalgono al VI secolo, ed una chiesa cattedrale è attestata nella seconda metà dell’XI secolo. Risale a questo periodo e a questo antico edificio l’abside scoperta nella cripta durante i restauri degli anni Novanta del secolo scorso, dove una polla d’acqua fredda è visibile, insieme a note frasi evangeliche volute dai molti cattolici praticanti bojanesi che hanno scritto anche I vizi e le virtù umane sui gradini d’accesso alla cripta. Un primo terremoto nel 1117 danneggiò gravemente la cattedrale, che fu restaurata e riconsacrata, come attesta una lapide, l’8 maggio 1215. Altri due terremoti, nel 1456 8che pare abbia fatto crollare il costone a ridosso della sorgente di Santa Maria dei Rivoli e più ad ovest dove è ancora ben visibile la linea di separazione con il compatto basamento dolomitico del massiccio matesino, e nel 1805, distrussero l’antica costruzione medievale ed obbligarono ogni volta ad un rifacimento completo della cattedrale. Nella prima metà del XX secolo la chiesa fu internamente abbellita con affreschi e pitture, che andarono però distrutte durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, dai quali si salvarono solo il presbiterio ed il campanile. Ricostruita nelle parti mancanti, fu nuovamente consacrata nel 1948. Nella parete esterna di sud-est della cattedrale sono conservati alcuni importanti resti dell’antico edificio medievale, quali plutei del IX secolo e formelle del secolo XIII. Risalgono a quest’epoca il portale gotico ogivale ed il rosone. Altre testimonianze, di epoca sannita, romana e longobarda, sono disseminate nelle pareti esterne ed interne della chiesa, e alla base del campanile. L’interno è a tre navate divise da pilastri e con archi a tutto sesto, con volta a botte. Ogni navata termina con un’abside, e tutto il presbiterio è leggermente rialzato rispetto al piano delle navate. Nell’abside centrale sono conservate due grandi tele di Massimo Raffaele Gioia (1793), di San Massimo (CB), raffiguranti episodi della vita dell’apostolo san Bartolomeo. Sul lato destro del presbiterio è collocato il fonte battesimale (XIII secolo) con statua lignea del santo del XVIII secolo. Dal presbiterio si accede alla cripta, ove è stata ultimamente scoperta l’abside della chiesa medievale, curiosamente edificata sopra una sorgente da cui ancora oggi sgorga acqua. Nella chiesa sono conservati molti reperti archeologici tra cui un anello episcopale con impresso il mito di Leda nonché è conservato un importante monumento funebre, collocato nella navata di sinistra e dedicato ad un membro della famiglia normanna dei de Molins, a cui studi storici recenti attribuiscono la costruzione della cattedrale (1100); sul sarcofago vi è una iscrizione che si riferisce al vescovo Silvio Pandone (1500), autore di restauri dell’edificio. Interessante è la messa e la processione agostana del protettore di Bojano, San Bartolomeo, martire cristiano che fu addirittura scorticato. Spesso a presiedere la solenne messa è il Vescovo di Sulmona, nativo di Colle d’Anchise, Angelo Spina, autore di libri di storia localistica su Campochiaro, Colle d’Anchise, ecc. Della cattedrale di Bojano hanno scritto in tanti, ma si citano in particolare A. Carbone, Le Parrocchie del Molise, Ferrazzano, 2000 e G. B. Masciotta, Il Molise dalle origini ai giorni nostri, Cava dei Tirreni, 1914 e 1952. Bojano si accinge a cambiare o confermare i suoi Amministratori e Del Pinto, da ex Consigliere Provinciale di Campobasso, conosce i vizi e le virtù di tutti i politici bojanesi e sa apprezzarne soprattutto la valenza culturale per valorizzare Bojano che merita di più.