A Padova, ma non solo, le tasse le pagano solo i soliti possidenti.

(Giuseppe PACE) Un antico adagio recita:”tre sono i potenti: il re, il papa e chi non ha niente”. Un Sindaco italiano donna sta facendo notizia poiché ha vietato l’uso del parco giochi ed altri servizi comunali a chi non paga le tasse. Non intende premiare gli evasori, dunque. Chissà cosa farà il Sindaco leghista di Padova alla notizia che “dal 30 al 50 per cento dei bambini che si avvalgono del servizio mensa del Comune nelle scuole elementari e medie ha alle spalle una famiglia che non paga la quota. È un dato mostruoso che in valori assoluti porta il Comune ad avere 6.524 casi aperti, ovvero di famiglie da cui deve ancora riscuotere. Un buco per le casse comunali che è arrivato a 2milioni e 505 mila euro. Ci sono delle famiglie che possono pagare la quota (4,81 euro a pasto per la primaria e 5,42 per la secondaria senza le riduzioni) e che per “distrazione”, chiamiamola così, non pagano. E su queste il Comune sta facendo una seria campagna di sollecitazione. Ma ci sono molte altre famiglie, e sono la maggioranza, che i soldi non ce li hanno e si dividono equamente in nuclei di padovani e di stranieri… Trentaquattromila irregolari e solo il 47% di rimpatri”. Speriamo che non incentivi i furbi di turno come facevano i suoi predecessori sempre pronti a svuotare le casse comunali per dare ai poveri o presunti tali. Ricordo che i miei due figli quando frequentavano gli asili nido comunali pagavo molto più del mio vicino orefice e ancora di più di tanti altri padovani doc, dop igt. Adesso a quelli si aggiungono i figli di non pochi degli oltre 33 mila stranieri residenti nella città del Santo per antonomasia. In Provincia di Padova gli immigrati sono 3 volte quelli cittadini e nel Veneto superano il mezzo milione, più del 10% dei quasi 5 milioni di abitanti, che diventeranno più di 7 milioni se si riesce a fare la macroregione del Triveneto, cosa buona e giusta. Una volta un papà delle Filippine al campo sportivo padovano, dove non pagava la retta d’iscrizione dei due figli, mi disse di essere rimasto da due anni senza lavoro a Padova. Gli chiesi allora, perché non se torna in patria dai parenti, amici ecc., e, con mia sorpresa, mi rispose che là, l’assistenza comunale e soprattutto sanitaria non c’erano come a Padova. Questa è l’Italia dei furbi, che non intendono pagare le tasse nascondendosi dietro mille rivoli burocratici e soprattutto alla mentalità di molti, non tutti, comunisti e cattolici di sinistra che lo Stato ed il Comune, che ne è una diramazione periferica, deve pagare. Ma a spese di chi? Non certo dello Stato anonimo, ma del suo cittadino onesto e contribuente. A Padova il 90% degli abitanti padovani da almeno una o due generazioni sono proprietari di casa, in Italia meno dell’80%. Dunque a Padova nelle casse comunali entrano molti euro di tasse sulla casa. Anche gli altri servizi si pagano non meno che i altre parti. Insomma a pagare sono sempre i soliti. Il Sindaco precedente, comunista dichiarato, proteggeva troppo chi si nascondeva dietro la misera presunta, vedi case popolari abitate da persone con macchine di lusso. Il nuovo che i padovani hanno votato che farà in merito. Continuerà a promettere agli elettori una cosa e poi farà come quelli di prima? Speriamo di no, altrimenti anche la Lega Nord che è nata e si è sviluppata per dare fiducia ai contribuenti onesti e non ai furbi di turno perderà consensi, giustamente. In Italia sono non pochi degli oltre 8 mila comuni a non far pagare la mensa scolastica ed altri servizi sociali, ma fino a quando questo potrà continuare senza reazione dei cittadini italiani sui quali lo Stato ed il Comune fa pesare una scure fiscale di oltre il 44%, la più alta dei 28 Paesi dell’U.e.. Si veda pertanto chi sono i veri poveri e bisognosi ai quali è giusto assicurare sconti e beneficienze, gli altri non vanno incoraggiati a fare i furbi a scapito del contribuente italiano vessato da troppe tasse per servizi non sempre di qualità del centro Europa.