Biodiversità nel Sannio premiata dall’Accademia Italiana della Cucina

(Giuseppe PACE) SANNIO Già in altri articoli si è evidenziato il valore della biodiversità nel territorio della Regione storica del Sannio, che si spera e si agisce affinchè diventi anche Regione amministrativa, nonostante i feudi elettorali molisani, spesso, vi remano contro. Mentre a Piedimonte Matese, territorio del Sannio alifano l’antico ITAS con il Dirigente scolastico, Nicola Lombardo, fa tesoro di un tesoretto di biodiversità conservato a scuola, nel Molise qualcuno ha meritoriamente evidenziato 205 specie da frutto e 205 specie leguminose e orticole nonchè cereali che sono più di 100. Nell’interessante libro “La Battaglia del Grano” , del Naturalista N. Lombardi, anzidetto, si evidenziavano sia i cerali diversi che la varietà di macchine usate per trebbiare nel territorio vasto del Sannio della prima metà del 1900. Lombardi ha avuto il merito di uscire anche dal territorio del Sannio Alifano e andare anche al di là del Matese, che fu epicentrale dei Sanniti Pentri con capitale a Bojano (CB). In un’epoca di globalizzazione spinta con i suoi caratteri positivi e negativi, bisogna dare spazio pure alla localizzazione, che può produrre cibo di più alta qualità anche se a costi iniziali più elevati di quelli forniti a piene mani dalla globalizzazione. La biodiversità in aree specifiche rappresenta un aspetto della localizzazione, altra faccia della stessa medaglia della globalizzazione. Fa piacere sapere che all’agronomo Michele Tanno – fondatore e presidente dell’Associazione Arca Sannita – esperto, scopritore e studioso dei tesori agroalimentari del Molise verrà assegnato il premio “Giovanni Nuvoletti”dell’Accademia Italiana della Cucina, su proposta della delegata regionale Anna Maria Lombardi. Il riconoscimento, che verrà conferito per la prima volta a un molisano, è “riservato alla persona, ristoratore, organizzazione che abbia contribuito in modo significativo alla conservazione, conoscenza e valorizzazione della buona tavola del proprio territorio” che da decenni protegge e salvaguarda dall’estinzione i frutti e le piante del nostro territorio. Il merito verrà conferitogli nella mattinata di sabato 7 maggio all’Istituto Biologico Sandro Pertini di Campobasso, in seguito al convegno sul “Falso in tavola”. Un “falso” contro cui Michele Tanno combatte da più di 30 anni cercando, individuando e mappando le varietà autoctone di un Molise in via di estinzione ma desideroso di essere valorizzato proprio perché “vero” e legato al territorio. Il premiato di quest’anno da decenni percorre il Molise a piedi e in fuoristrada, perlustrando campi e ispezionando tenute a caccia degli esemplari documentabili ed è giunto, per ora, a risultati impressionanti: le specie da frutto salvate sono 205 mentre le specie leguminose e orticole e i cereali sono più di 100. Tutto questo patrimonio è stato moltiplicato e trapiantato in due campi di piante madri, uno presso ilvivaio “Rocco Marta” di Ferrazzano e l’altro presso il vivaio regionale forestale di Campochiaro. Gli obiettivi dell’operazione sono due: la possibilità di studiare l’andamento di crescita della pianta (cosa mai fatta prima: della maggior parte delle varietà raccolte non sono mai state analizzate e classificate caratteristiche e proprietà) e, soprattutto, quella di avere a disposizione delle piante madri sicure da cui trarre gemme da inviare agli altri vivai e alle aziende private – i custodi della biodiversità – interessate a coltivare varietà antiche. Il premio “Giovanni Nuvoletti” andrà quindi a un Noè della nostra terra dei nostri giorni per la sua emozionante missione di salvataggio. Ma i progetti con l’Accademia Italiana della Cucina sono appena iniziati e in autunno di quest’anno – anno internazionale dei legumi – sarà organizzato un evento per promuovere e commercializzare i legumi molisani. A Bojano sono famose le tortanelle nonché le trote (gustate anche dai nobili medievali), a Roccamandolfi le carnose pere dette di “Sciola” e derivati del latte della “Roccolana”, ad Alife sono note da tempo le buone cipolle e la pizza all’alifana con le cipolle e l’olio DOC ”l’olivella” di Sistoantonio con produzione lungo la vecchia strada che collega ancora Alife a Piedimonte, ex d’Alife. A Prata Sannita, Sant’Angelo d’Alife, Ailano, esiste ancora il vino Pallagriello, mentre a Solopaca la globalizzazione sta facendo aumentare il raccolto dell’uva e la produzione del vino, noto in più di mezza Europa. A Cusano Mutri (BN) sono noti i funghi con prevalenza del Boletus edulis (Porcino benefico), ma anche buone grappe prodotte in sordina. A Baranello(CB) si festeggiano matrimoni con pietanze del 1700 ricche di biodiversità vegetale ed animale. A Letino, invece, come elementi di biodiversità si segnalano: la segale, l noci e le patate, nonché i formaggi con la lacrima, capretti ed agnelli. Esiste nel territorio del Sannio una notevole varietà biologica che la localizzazione può e deve conoscere e valorizzare per competere con la omologazione imperante della globalizzazione (che però ha avuto anche dei meriti (prezzi a basso costo, facilità della distribuzione in ogni periodo dell’anno di tutte le merci alimentari provenienti dal pianeta Terra). La biodiversità non deve però farci sottovalutare il valore positivo dell’innovazione, di nuovi incroci vegetali ed animali che permettono maggiori produzioni alimentari nonché l’uso di altri cereali mai usato o abbandonati.