CONVEGNO SUL GENDER A SASSARI

(Caserta24ore) Si è tenuto lo scorso 14 maggio alle 17.30, un convegno promosso dal Coordinamento Provinciale di Fratelli d’Italia – AN di Sassari e dal Movimento Cristiano – Forza Popolare in collaborazione con l’associazione ProVita e Generazione Famiglia. No alla promozione nelle scuole dell’ideologia gender, che nega la distinzione tra uomo e donna in base al sesso biologico. L’incontro, presso la Sala Convegni dell’ Hotel Grazia Deledda alle ore 17,30, ha voluto esortare docenti, educatori e genitori a prendere coscienza degli attacchi, attraverso tali teorie, alla famiglia naturale e cristiana e al benessere di bambini e ragazzi. ProVita è stata invitata a partecipare e il Direttore editoriale dell’associazione pro life, la prof. Francesca Romana Poleggi, ha tenuto una relazione per spiegare cosa è l’ideologia gender, perché esiste e come si manifesta, quali conseguenze porta per i bambini, la famiglia e la società: omosessualismo, sessualizzazione precoce, destrutturazione nichilista.
L’On. Orrù ha pubblicamente ringraziato ProVita sottolineando che – pur essendo distante da ogni partito – è un’associazione vicina alla gente, a servizio delle persone, soprattutto dei più deboli. Ha espresso la sua preoccupazione per la diffusione di iniziative e progetti improntati all’ideologia gender anche in Sardegna: proporrà una legge regionale per tenere le ideologie fuori dalle scuole e rendere ai genitori il diritto di educare i figli in piena sintonia con i principi fondamentali di libertà contenuti nella nostra Carta Fondamentale. Moderati da Rossana Gurrera, si sono avvicendati al tavolo dei relatori Padre Thierry Serrano, dell’ordine dei cappuccini della Sardegna (Maschio e femmina Dio li creò, Gn. 1,27); Daniele Maoddi, che ha letto un saluto di Filippo Savarese, Jacopo Coghe e Maria Rachele Ruiu; Paolo Truzzu e Giovanni Donzelli, consiglieri della Regione Sardegna e Toscana, che hanno sottolineato che tutti i candidati di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni amministrative si impegnano a sottoscrivere il Patto per la Famiglia proposto da ProVita.
Il dott. Gianluca Martone, nostro collaboratore, ha illustrato la “prospettiva di genere” cui è improntata l’attività educativa secondo la normativa scolastica, ha mostrato alcuni libri per bambini ideologizzati e pericolosi e dei filmati che documentano le attività ambigue svolte in alcune scuole per l’infanzia italiane. Il convegno ha riscosso un enorme successo in termini di partecipazione: più di 400 persone presenti e tra queste decine di famiglie sassaresi. E’ evidente che, nonostante si cerchi da più parti di sminuire e nascondere il problema, il gravissimo pericolo che ideologie lontanissime dalla nostra cultura nazionale e religiosa influenzino i nostri figli, è sempre più sentito dalle famiglie. E le famiglie non condividono questo tentativo, quando conoscono come stanno realmente le cose si preoccupano e si impegnano per fermare certi progetti deleteri per la crescita dei ragazzi. Difendere e promuovere la famiglia e fermare l’indottrinamento dei bambini attraverso pericolosi programmi che mirano ad influenzare la loro formazione sin dall’adolescenza, è stato il messaggio principale dell’iniziativa di sabato. E tale messaggio è stato ribadito anche dalle due lettere di donna Assunta Almirante e dei vertici nazionali di Generazione Famiglia, in prima linea nell’organizzazione dei ‘Family day’ del giugno 2015 e dello scorso 30 gennaio al Circo Massimo.
Marcello Orrù – Presidente nazionale Movimento Cristiano e consigliere regionale, cosi ha commentato:” Quando, come Movimento Cristiano e insieme a Fratelli di Italia, abbiamo deciso di organizzare un convegno contro l’ideologia gender nelle scuole, lo abbiamo fatto innanzitutto perché ci rendiamo conto che le famiglie siano poco informate in merito a tema: molti genitori si rendono conto dell’esistenza di questi programmi scolastici, che mirano a cancellare nella percezione dello studente (anche negli anni della scuola materna) la differenza tra maschile e femminile, solamente dopo che il loro figlio ha già acquisito da mesi nozioni e concetti di questo tipo. E’ assurdo. Ecco perché convegni di questo tipo sono fondamentali: perché solo in questo modo oggi è possibile lanciare l’allarme sul gender nelle scuole e informare le famiglie. Il nostro invito è pertanto quello rivolto ai genitori: ad inizio anno scolastico recatevi presso le scuole dei vostri figli e chiedete esplicitamente se in quell’istituto sono previsti progetti e programmi di questo tipo. Spesso peraltro tali iniziative didattiche si nascondono facilmente dietro progetti finalizzati al rispetto delle pari opportunità. E’ importantissima la prevenzione e l’informazione alle famiglie. Ma è a livello politico che occorre reagire all’escalation delle teorie lgbt nelle scuole ed è in tal senso che proseguirò con le mie battaglie in Consiglio regionale e fuori dal Consiglio. In Sardegna è assolutamente necessaria l’alleanza su queste tematiche tra tutte le forze politiche e i rappresentanti dei partiti e movimenti che si oppongono al gender nelle scuole. Sotto questo aspetto, anche in occasione del convegno di sabato abbiamo condiviso questa esigenza con il collega Paolo Truzzu e con Giovanni Donzelli di Fratelli di Italia. E’ importante far sì che siano resi pubblici e riconoscibili gli istituti scolastici che promuovono l’ideologia gender e prevedono simili programmi. Occorre dare la possibilità ai genitori di sapere, di valutare e decidere se iscrivere o meno il proprio figlio ad una scuola dove si insegnano le teorie gender. Occorre fermare il finanziamento pubblico di progetti che mirano alla diffusione e promozione delle iniziative gender nelle scuole. Serve una legge anti-gender che tuteli i ragazzi e garantisca massima informazione alle famiglie. Informare i genitori, contrastare e fermare questo inaccettabile indottrinamento nelle scuole. Lo dobbiamo ai nostri figli e alle generazioni future.
Su questa grave problematica, anche Papa Francesco è intervenuto ripetutamente. Nel corso del suo intervento al Bice (Bureau international catholique de l’enfant) l’11 aprile 2014, il Santo Padre affermò “Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva. Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico”. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: “A volte, non si sa se con questi progetti – riferendosi a progetti concreti di educazione – si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione”. Queste parole eloquenti sono state nuovamente pronunciate dal Sommo Pontefice lo scorso mese di gennaio nella conferenza stampa, di ritorno dal suo viaggio apostolico nelle Filippine, facendo anche un esempio esaustivo sull’indottrinamento gender nelle scuole. “Venti anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica chiese un prestito forte per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le concessero il prestito, a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo livello. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. Questa donna aveva bisogno dei soldi del prestito, ma quella era la condizione. Furba, ha detto di sì e anche ha fatto fare un altro libro e ha dato i due (libri) e così è riuscita… Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo e mirano a colonizzare il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Durante il Sinodo, i Vescovi africani si lamentavano proprio di questo. Perché dico “colonizzazione ideologica”? Perché prendono proprio il bisogno di un popolo o l’opportunità di entrare e farsi forti, per (mezzo de)i bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza. I popoli non devono perdere la libertà. Il popolo ha la sua cultura, la sua storia; ogni popolo ha la sua cultura”.Lo scorso 15 aprile 2015, nel corso della tradizionale udienza del mercoledi, il Sommo Pontefice è ritornato ancora una volta su questa grave problematica, che sta sconvolgendo le coscienze di tutti i cattolici e non solo, analizzandola nei particolari e nelle sue devastati conseguenze.“1)L’ideologia gender, cioè la teoria secondo cui maschile e femminile sono condizioni intercambiabili, è definita “un passo indietro”. E “espressione di una frustrazione”. C’è chi la considera un mito di progresso, ma è un falso mito di progresso, è regressione e frustrazione. 2) Le conseguenze dell’ideologia gender minano la famiglia: “La rimozione della differenza è il problema, non la soluzione. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita”. Dunque, non esiste unione matrimoniale e familiare senza la presenza di un uomo e una donna. E la rimozione della differenza tra uomo e donna, base dell’ideologia gender, è il problema scambiato per soluzione. Il falso spacciato per vero. 3) Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, lo è per tutti, non solo per i credenti. Vorrei esortare gli intellettuali a non disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta”.Lo scorso 14 giugno, , nel corso del suo discorso all’apertura del convegno ecclesiale della Diocesi di Roma, Papa Francesco è tornato nuovamente a parlare della teoria gender, con un esempio molto significativo.“I nostri ragazzi, ragazzini, che cominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia: si deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzi andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e la moglie tante volte dovevano ricatechizzare i bambini, i ragazzi,per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano li’. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita spirituale e morale”.
Cosa fare dinanzi a questa deriva? L’Avv. Amato ha concluso il suo libro “Gender distruzione” con queste significative parole.“La saggezza dell’ars militaris insegna che a fronte di un buon piano di invasione da parte del nemico, occorre predisporre un altrettanto efficace piano di difesa e contrattacco. Il punto è che bisogna prima convincere che un piano di invasione esiste. Non è facile destare gli increduli, i dubbiosi, i pavidi, gli incerti, i sonnolenti, i pessimisti cronici, gli scettici, i disfattisti. Il grande San Pio X ricordava, con fine realismo, che da temere non è tanto la forza dei cattivi, quanto la fiacchezza dei buoni”.

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