Accardo sulle pensioni – In provincia di Caserta i sindacati sono soddisfatti

(Caserta24ore) CASERTA La riforma sulle pensioni sottoscritta dal Governo lo scorso 28 settembre è piaciuta ai sindacati, che l’hanno guardata più che come una rivoluzione, sicuramente come un passo avanti, soprattutto perché non esisteva un momento di rivisitazione dell’area pensionistica da decenni. Sono stati trattati diversi aspetti del sistema e toccati numerosi punti nodali. Di seguito alcuni importanti passaggi: L’ANTICIPO PENSIONISTICO (APE)
LE DIVERSE VERSIONI DELL’ANTICIPO PENSIONISTICO, L’APE SOCIAL, L’APE AZIENDALE, L’APE VOLONTARIA
LA RENDITA INTEGRATIVA TEMPORANEA ANTICIPATA (RITA), L’ACCESSIBILITA PER I LAVORI USURANTI/GRAVOSI
LA RICONSIDERAZIONE DEI TEMPI PER I LAVORATORI PRECOCI, CANCELLATA PER TUTTI LA PENALIZZAZIONE FORNERO
LA FACILITAZIONE E GRATUITA’ DEI RICONGIUNGIMENTI CONTRIBUTIVI LA QUATTORDICESIMA MENSILITÀ DELLA PENSIONE
NO TAX AREA PER PENSIONI MINIME Si tratta di novità che avranno una particolare incidenza soprattutto sui nostri territori. Ce l’hanno spiegato meglio Nicola Cristiani, Segretario Generale Cisl Fp e Giovanni Letizia, Segretario Generale Cisl Ust della provincia. “Finalmente i lavoratori pubblici vedono riconosciuti diritti che per molti anni hanno rappresentato un peso economico molto rilevante – precisa Nicola Cristiani – Certo, non è una risposta definitiva ai pensionati per esempio che sono al di sotto della fascia sociale e sono nell’area della povertà ma almeno è una boccata d’ossigeno in un territorio come il nostro martoriato dalla corruzione, dalla camorra, dall’ingiustizia sociale, dall’assenza dei servizi”. Alcuni esempi, le ricongiunzioni per i servizi prestati presso i datori di lavoro privati e/o pubblici che venivano erogati presso istituti previdenziali diversi adesso con l’accordo sottoscritto il 28 settembre possono essere cumulati in forma assolutamente gratuita. Allo stesso modo anche il riscatto della laurea conseguita in periodi non propriamente lavorativi potrà essere ottenuto gratuitamente. Altro punto importante di cambiamento è quello della 14esima a favore di coloro che sono già in pensione, ma con un assegno minimo, e questo è un altro risultato che da una risposta contrattuale.
L’ape sociale, sulla quale bisogna aspettare ancora un po’ per capirne meglio la declinazione, si rivolge a quelle persone che non hanno piu sostegno al reddito e metterà fine alla questione degli esodati, una grande risposta che va a legarsi ad altri interventi sul sociale. “E’ importante ricordare – continua Cristiani – che non si faceva un accordo sulle pensioni da anni, da quando al Governo sedeva Prodi. È più che altro su questo che Cgil Cisl e Uil hanno espresso parere positivo. Ribadisco, non stiamo parlando della riforma totale del sistema pensionistico, ma in un momento come questo, di ristrettezza economica del paese è certamente un passo avanti importante. Speriamo e ci auguriamo che il Governo Renzi che ha così mostrato un segnale volto al rilancio dello stato sociale, al ripristino delle relazioni sindacali, un passo avanti verso il dialogo, a questo punto, metta mano anche al contratto nazionale dei lavoratori pubblici, il che segnerebbe un atto epocale per la funzione pubblica”.
“Questa riforma – aggiunge Letizia – mette in primo piano il tema della giustizia sociale, una rivendicazione che da anni la Cisl, con la Federazione Pensionati, porta avanti come battaglia. Un provvedimento come questo avrà conseguenze importanti, soprattutto nella nostra zona, siamo un territorio come ben si sa dilaniato dalle inadempienze e dall’inaccessibilità ai servizi e vi sono ora numerosi aspetti che potrebbero se non risolvere quanto meno facilitare quelle condizioni di vita particolarmente aspre.
La notizia vera riguarda comunque i 6miliardi di euro che tirerà fuori il Governo nei prossimi anni, dunque non proprio una manovrina. Per iniziare a vedere cambiamenti reali noi aspettiamo che questi sei miliardi arrivino nella legge di bilancio. Sono trascorsi molti anni dall’ultimo accordo sulle pensioni, per questo ribadiamo che si tratta di un atto di grande valore politico, il ruolo del sindacato è stato riconosciuto, il governo che esce da una lunghissima autosufficienza ha dunque riconosciuto ai sindacati e alla Cisl una posizione di necessaria utilità e di interlocuzione. Questo è chiaramente un viatico per arrivare anche ad altre conclusioni, questioni ancora aperte, tra queste quella del contratto dei lavoratori della Pubblica Amministrazione”.