Piedimonte Matese. Concerti natalizi tra autorità prefettizie e religiose.

(di Giuseppe PACE) PIEDIMONTE MATESE Il Natale 2016 è dietro di noi, ma l’atmosfera culturale e sociale del periodo festoso si rende ancora manifesta a Piedimonte Matese con interessanti manifestazioni musicali. Il 29 e il 30 c.m. prima nell’Aula Magna “Prof. Catarcio” della scuola media G. Vitali e poi nella Chiesa dell’Annunziata due bei concerti si sono effettuati. Il primo era organizzato dall’Associazione Pro Loco Vallata, coordinata, per la circostanza, sia dal mio ex compagno di scuola piedimontese, Cinotti, e dall’ex Assessore, Leuci, il quale ha illustrato la figura di Strauss le cui opere musicali sono state suonate dal concerto proveniente dall’Ucraina. Il concerto veniva ripreso per intero dal prof. F. Occhibove, che ha una non indifferente cineteca di manifestazioni culturali dell’Alto Casertano e non solo. A fare gli onori di casa piedimontese alla G. Vitale, vi era la Commissaria del Prefetto di Caserta, che Dirige il Municipio da quando Sindaco, Giunta e Consiglio comunale sono decaduti. Tangentopoli ha incarcerato ed accusato molti quadri politici provinciali. Leuci e il Vescovo hanno parlato al pubblico presente, non numeroso nonostante i panettoni e spumante finale, come se nulla fosse accaduto. Democratico è stato il monito della Commissario prefettizia, che ha illustrato la frase di P. Calamandrei scritta sul muro dell’Aula Magna: ”Trasformare il suddito in cittadino è un miracolo che solo la scuola può fare”. All’Annunziata, invece, il concerto è stato svolto dalla corale polifonica Regesta Cantorum, diretta dal Maestro Antonio Spagnolo. Il pubblico numeroso ha calorosamente applaudito soprattutto quando ai concertisti, in prevalenza donne, si sono aggiunte “Le Voci Bianche” di molti bambini. Tra il pubblico molti piedimontesi doc com l’ex Sindaco Lino Diana mio compagno di scuola piedimontese. Con ritardo è giunto il Vescovo che alla fine del Concerto ha ben parlato, come anche alla Vitali. Fino al 1975 la bella cittadina di Piedimonte d’Alife (impropriamente, a mio giudizio, Matese, solo dagli anni Settanta), venne descritta, in molti dettali ambientali, dal piedimontese, prof. D. B. Marrocco, con un monumentale libro in più edizioni. Poi, man mano, si affacciarono alla ribalta locale altri descrittori, tra i quali lo scrivente e G. G. Caracciolo. Sia lo scrivente che Caracciolo hanno donato i loro scritti alle biblioteche ed associazioni territoriali, ma le Pubbliche Autorità sembrano ignorarli. Solo con il senno del dopo si comprende che esse erano interessate ad altro. Almeno il sottoscritto ha chiesto, invano, al Sindaco piedimontese V. Cappello, presente anche l’Assessore C. Leuci, pure piedimontese dop, di presentare pubblicamente il libro su “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”. Forse GG. Caracciolo, vivendo in questo ambiente, dal quale lo scrivente migrò oltre 40 anni fa, non ritiene decoroso umiliarsi”. Eppure qualunque scritto, soprattutto se stampato senza contributi degli Enti Locali, sia comunali che sovracomunali, è una ricchezza per i giovani, studenti soprattutto, che possono leggere cosa esce da penne non asservite alla imperante partitocrazia del voto di scambio che in ambiti provinciali è più diffusa poiché i feudi elettorali creano nuovi vassalli. Qualcuno, piemontese (doc, dop e igt) che pure ha scritto di Piedimonte M. pare abbia avuto addirittura corriere messe a disposizione per pubblicizzare il suo libro piedimontese centrico. Ciò non depone a favore dell’imparzialità della Pubblica Amministrazione, prevista dalle norme della democrazia del 2000 e passa d. C.. Piedimonte, a differenza dei molti piccoli comuni baricentrali, ha un ambiente sociale di transizione tra quello paesano e quello cittadino, ma rischia anche di essere né l’uno e né l’altro oppure amplifica il primo per paura dell’anonimato del secondo. Già in altro mio articolo, in questo ospitale mass media, ho parlato delle qualità di scrittore del dr. G. G. Caracciolo, che onora l’ambiente sociale del nostro Sannio con scritti di ampio respiro culturale. Caracciolo, con questo nuovo impegno culturale reso pubblico con propri soldi, dimostra di appartenere a quella schiera di studiosi del Meridione che non si piangono addosso, ma si rimboccano le maniche per fare e non solo per dire ”piove governo ladro”! Sere fa un Sindaco di un piccolo comune matesino disse che i soldi per la cultura la sia la sua Giunta esecutiva che il Consiglio comunale aveva ritenuto di trasferirli per le opere prioritarie come strade, fogne, scuole, cc. Qualcuno, come me, pensò male e come diceva Andreotti ”pensare male non è bene, ma spesso si indovina”. In Italia 60 miliardi annuali di corruzione pubblica non bastano ancora come dice la Corte dei Conti e la Magistratura che precisa: “prima i corrotti rubavano vergognandosi, oggi non si vergognano neanche”. A Piedimonte i cappelliani, delusi, pare che stiano ridando spazio politico ai sarriani, che ritornano, ma l’uomo qualunque ed onesto non gode simpatia né per i primi e nemmeno per i secondi. Non più Catarcio, Leuci, Iannitti, Iannotta, ecc., alcuni, troppo yesman del Sindaco Cappello, ma persone più dignitose che rappresentino anche gli oltre 400 professionisti piedimontesi oltre che il popolo. Il monito del suddito non ancora cittadino, di P. Calamandrei, ben ricordato dalla Dottoressa della Prefuttura casertana, nella scuola media G. Vitale, il 29 dicembre sera, Piedimonte M., non ha avuto ancora il miracolo scolastico, purtroppo. Eppure la scuola è oggi di massa!

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