Lettera aperta al sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato

(di Telemaco Ailano) SORTINO Gentile sindaco Vincenzo Parlato, ho saputo che nella biblioteca comunale del nostro Paese sono stati introdotti libri che si rifanno all’ideologia del gender, ossia quella teoria in base alla quale l’essere maschio o femmina non è un dato biologico, ma una costruzione sociale da superare e da abbattere per superare gli stereotipi di genere. Su questa delicata tematica, lo stesso Papa è intervenuto piu’ volte, affermando:” 1)L’ideologia gender, cioè la teoria secondo cui maschile e femminile sono condizioni intercambiabili, è definita “un passo indietro”. E “espressione di una frustrazione”. C’è chi la considera un mito di progresso, ma è un falso mito di progresso, è regressione e frustrazione. 2) Le conseguenze dell’ideologia gender minano la famiglia: “La rimozione della differenza è il problema, non la soluzione. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita”. Dunque, non esiste unione matrimoniale e familiare senza la presenza di un uomo e una donna. E la rimozione della differenza tra uomo e donna, base dell’ideologia gender, è il problema scambiato per soluzione. Il falso spacciato per vero. 3) Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, lo è per tutti, non solo per i credenti. Vorrei esortare gli intellettuali a non disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta”. Inoltre mi auguro che, nel mio Paese, non si verificherà cio’ il Santo Padre descrisse due anni or sono al ritorno dal viaggio apostolico nelle Filippine:” Venti anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica chiese un prestito forte per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le concessero il prestito, a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo livello. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. Questa donna aveva bisogno dei soldi del prestito, ma quella era la condizione. Furba, ha detto di sì e anche ha fatto fare un altro libro e ha dato i due (libri) e così è riuscita… Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo e mirano a colonizzare il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Durante il Sinodo, i Vescovi africani si lamentavano proprio di questo. Perché dico “colonizzazione ideologica”? Perché prendono proprio il bisogno di un popolo o l’opportunità di entrare e farsi forti, per (mezzo de)i bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza. I popoli non devono perdere la libertà. Il popolo ha la sua cultura, la sua storia; ogni popolo ha la sua cultura”. Spero pertanto che, nel Paese di Sortino, non si verificherà mai cio’ che accadde due anni or sono all’asilo nido “Cuccioli” di Trieste, dove è stato insegnato ai bambini “il gioco del rispetto”. Ma in cosa consisteva questo “gioco del rispetto”? Questa attività puntava a verificare le conoscenze e le credenze di bambini e bambine su cosa significhi essere maschi o femmine, a rilevare la presenza di stereotipi di genere e ad attuare un primo intervento, che avrebbe consentito loro di esplicitare e riorganizzare i loro pensieri, offrendo ai bambini anche un punto di vista alternativo rispetto a quello tradizionale. I genitori dei bambini hanno comunque manifestato la loro indignazione soprattutto in merito ai giochi proposti nel progetto e ad alcune frasi riportate nelle schede di gioco contenute nel kit distribuito negli istituti che hanno aderito all’iniziativa. Uno di questi prevede che la maestra, dopo aver fatto fare ai piccoli alunni un po’ di attività fisica, faccia notare che le sensazioni e le percezioni provate dai piccini sono uguali. «Per rinforzare questa sensazione – si leggeva nel manuale a disposizione delle insegnanti – i bambini/e potevano esplorare i corpi dei loro compagni e ascoltare il battito del cuore a vicenda o il respiro». «Ovviamente – si leggeva ancora – i bambini potevano riconoscere che vi erano differenze fisiche che li caratterizzavano, in particolare nell’area genitale». Tra i giochi proposti vi era pure quello del “Se fossi”, durante il quale i bambini utilizzando dei costumi si travestivano  e indossavano dei vestiti diversi dal loro genere di appartenenza. Pertanto la invito ufficialmente ad accogliere questa bozza di avviso pubblico presentata dall’Avv. Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi per la Vita e Segretario Nazionale del Popolo della Famiglia, il quale sta combattendo da anni contro questa malefica ideologia, che rischia di sconvolgere la crescita dei nostri figli in un delicatissimo periodo delle loro vite:” «Si comunica alla popolazione che l’Amministrazione comunale di *** promuoverà un’attenta e solerte vigilanza affinché nelle scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio comunale venga puntualmente applicata la Circolare M.I.U.R. del 15 settembre 2015 (Prot. AOODPIT n. 1972), laddove si ribadisce testualmente che “tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né ‘ideologie gender’ né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo”.In tutti gli istituti scolastici del Comune di ***, pertanto, non saranno in alcun modo introdotte “ideologie gender” o altre teorie equivalenti, rispettando così quanto stabilito dalla Costituzione italiana, dalla Carta dei Diritti Umani e da tutte le altre norme che riconoscono e tutelano le differenze e le complementarietà tra uomo e donna e il valore della famiglia come società naturale basata sul matrimonio. In tutti gli istituti scolastici del Comune di ***, inoltre, verrà rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (D.P.R. 235/1997, D.P.R. 275/1999, D.P.R. 235/2007, nonché la comunicazione del MIUR prot. AOODGOS n. 3214 del 22 novembre 2012). In tutti ali istituti scolastici del Comune di *** si educherà a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue, facendo sì, in questo modo, che gli studenti imparino anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica. In tutti gli istituti scolastici del Comune di *** si educherà al rispetto del corpo altrui e al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva, tenendo così conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità concordati con i genitori e non imposti senza nessuna informazione al riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.Si comunica, altresì, alla cittadinanza che presso il Comune è attivo un servizio a sportello di primo ascolto rivolto alle famiglie, per informare sui diritti della famiglia con riferimento all’educazione culturale e scolastica dei figli, e per raccogliere ed analizzare segnalazioni e richieste di supporto e sostegno ai genitori ad affrontare le difficoltà con i figli, oltre che per denunciare la diffusione della ideologia gender nelle scuole, di cui alla citata circolare MIUR 1972/2015, ed eventuali episodi di razzismo o di bullismo, di droga o vandalismo». Cordialmente