Nel Sannio qualcosa pur si muove per il governo del territorio

(Giuseppe Pace). Ricevo il gradito invito, dall’”Associazione Storica del Caiatino” alla manifestazione culturale di Pontelatone nel palazzo Galbiati, prevista per il 31 c. m. In essa politici locali e operatori culturali discuteranno di “PIANI URBANISTICI E CARTA DELLE POTENZIALITA’ ARCHEOLOGICHE”. Il tema è interessante perché tocca il territorio del Sannio, trascurato da Napoli e dall’intellighenzia prevalente contemporanea oltre che dai mass media, fatta eccezione di pochi come quessto mass media online, che va oltre i confini ”burocratici” della nuova Provincia di Caserta-istituita a fine secondo dopoguerra mondiale- con una sezione dedicata proprio al Sannio. Di siti archeologici Sanniti, precedenti e successivi ve ne sono non pochi nel vasto territorio del Sannio, ma non tutti li conoscono né spesso sono valorizzati come meriterebbero. Il vasto territorio copre bene tutto quello molisano, beneventano, alto casertano e lembi del basso chietino e alto foggiano. Anni fa un collega e scrittore di Caiazzo-conosciuto in commissione d’esame di maturità a Napoli nel 1984, morto quasi una decina d’anni fa, mi disse di allargare anche al territorio di Caiazzo, con mura dei Sanniti, i confini della cartina della mia proposta di Regione Sannio allegata ad un mio articolo su di una Rivista trimestrale patavina. Egli vedeva, come tanti altri, una necessità culturale d’appartenenza all’antico territorio storico del Sannio, che i politici, soprattutto campani, chiusi nei loro feudi elettorali, sembrano trascurare. Quelli molisani sulla necessità del Sannio, sono, invece, attenti, forse ancora di più dei campani poiché gelosi di perdere “potere”, a difendere i limitati confini della piccolissima Regione Molise, destinata, prima o dopo, a risparire. Ma mi rallegro comunque dell’invito ricevuto che tenta almeno di mettere in luce dei riflettori mediatici alcune peculiarità culturali di un territorio periferico di quello metropolitano napoletano. Ma leggiamo l’intenzione degli animatori: ”La tutela dei beni culturali sta attraversando un momento particolarmente delicato nel nostro Paese, ancora alla ricerca di un modello di organizzazione statale che sia stabile ed efficiente. Se da un lato la valenza culturale è stata estesa a diverse categorie di testimonianze storiche e naturalistiche, dall’altra sono stati modificati e/o ridotti gli strumenti di salvaguardia. La politica del “fare” e quella “concertativa” non sempre sono riuscite a contemperare i diversi interessi in gioco, spesso a discapito di una effettiva tutela dei beni culturali, specialmente se naturali, degradati o considerati “minori”. In questo quadro, l’Associazione Storica del Caiatino intende avviare un confronto con enti, associazioni e istituzioni pubbliche perché vi sia maggiore consapevolezza del valore dei beni culturali e degli strumenti di tutela che è possibile adottare. Il 31 maggio avrà luogo a Pontelatone il primo degli appuntamenti, organizzato con il patrocinio e la fattiva collaborazione dell’Amministrazione comunale, e avrà per tema “LA CARTA DELLE POTENZIALITA’ ARCHEOLOGICHE: ESPERIENZE E PROSPETTIVE FUTURE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO”. Con la redazione dei Piani Urbanistici Comunali (PUC), le Amministrazioni locali dovranno predisporre anche strumenti di analisi che precedono le scelte urbanistiche, non solo per evitare lo sperpero o un uso improprio dei suoli, ma anche per prevenire eventuali conflitti tra nuove opere e potenzialità archeologiche presenti nel sottosuolo. Sarà questo il tema in discussione al Convegno che vedrà la partecipazione di esperti del mondo accademico, amministratori locali e funzionari del Ministero per i beni e le attività culturali. I lavori saranno introdotti dal sindaco di Pontelatone, Adriana Esperti, e dal presidente dell’Associazione Storica del Caiatino, Ilaria Cervo. Interverranno: Giuseppina Renda, docente di topografia antica all’Università degli Studi della Campania; Antonella Tomeo, archeologa funzionaria della Soprintendenza per le province di Benevento e Caserta; Antonio Salerno, direttore dei musei archeologici nazionali di Alife e Teano; Rossano Insogna, sindaco di Melizzano (BN); Nicola Sorbo, coordinatore dell’Osservatorio sui beni culturali e il paesaggio dell’Associazione Storica del Caiatino. L’appuntamento è per il 31 maggio, alle ore 19, presso la sala riunioni del palazzo Galpiati a Pontelatone”. I Musei dei piccoli centri italiani andrebbero affidati a Direttori stranieri o di fuori regione per prevenire eventuali patologiche manifestazioni della Democrazia del nostro tempo, che spesso affida a parentopoli e tangentopoli sudditi fedeli e non cittadine/i (il cittadino non suddito è una teste pensante, secondo il monito di P. Calamandrei: ”Trasformare il suddito in cittadino è necessario un miracolo che solo la scuola può compiere”). Purtroppo la nostra scuola, nonostante sia divenuta, giustamente, di massa, non sempre sia riuscita a fare quel tipo di miracolo previsto da Pietro Calamandre. La recente sentenza del Tar del Lazio “contro” i Direttori museali stranieri è stata già pubblicata in altro articolo di questo mass media. Tale sentenza del Tar, pur comprensiva per il vizio di forma operato dalla commissione di aver chiuso le porte all’esame orale (ma come si fa a fare una cosa così grave che manifesta una volontà privatistica da amici degli amici quando si chiude la porta di un concorso pubblico), non può essere condivisibile per il blocco a stranieri di accedere a concorsi di direzione di musei, teatri, enti turistici, ecc.. In Unione europea noi siamo considerati provinciali perché tradizionalisti con tutti difetti della tradizione e senza i pregi dell’innovazione. Pur consci che, come affermava Ignazio Silone, la tradizione può significare conservazione della misera come l’innovazione può anche significare distruzione. Plaudo dunque all’iniziativa, visibile il 31 c.m., a Pontelatone (CE). Pontelatone confina con Bellona, Camigliano, Capua, Castel di Sasso, Formicola, Liberi e Roccaromana, sta dunque nel territorio del Sannio, trascurato da Napoli pigliatutto? Nel mio recente libro:”Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, Energie Culturali Contemporanee Editrici, Padova, nel prospettare anche l’inclusione dei territori dei comuni suddetti nella Regione Sannio, scrivevo pure della Diocesi d’Alife-Caiazzo, che rappresenta un altro elemento non trascurabile per la Storia localistica e non solo. I siti archeologici sono giacimenti culturali da non continuare a sottovalutare con la sola conservazione.

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