Santa Maria Capua Vetere. Carla Fracci esamina le allieve del Centro Danza Giselle

(Antonella Ricciardi) SANTA MARIA CAPUA VETERE Grande emozione ed intensa partecipazione ha suscitato l’evento culturale promosso dalla scuola di balli “Centro Danza Giselle”: fiore all’occhiello di una serie di attività è stata la visita di Carla Fracci alla scuola, il 27 giugno 2017, ed il successivo incontro a Palazzo San Carlo del 28 giugno. Il duplice evento, promosso dalla direttrice artistica della scuola, Ada Mancini, ha visto Carla Fracci, già prima ballerina del Teatro della Scala, e figura assai celebre, sul piano internazionale, incontrare le bambine e ragazze dei corsi di danza classica il 27 giugno; le giovanissime sono state infatti esaminate dalla stessa Carla Fracci, che ha espresso particolare apprezzamento ed incoraggiamento nei confronti delle allieve, definite con calore, nell’incontro del 28 giugno, fantastiche. Il Centro Danza Giselle, del resto, da anni è una realtà valida e consolidata sul territorio, e prevede corsi di danza classica (propedeutici, regolari, di repertorio), modern jazz, hip Hop, flamenco, contemporaneo, liscio, standard, di gruppo e social dance, balli caraibici ed aerobica.  Cornice del  secondo incontro è stato lo storico Palazzo San Carlo, antica costruzione dal  valore artistico, sorto in onore delle attività del teatro San Carlo di Napoli, circondato da un lussureggiante giardino: in tale occasione, Carla Fracci, oltre ad aver ringraziato la direttrice Ada Mancini, ha espresso l’intenzione che l’incontro fosse molto semplice ed amichevole. Con semplicità, quindi, ma anche esprimendo classe e carisma, Carla Fracci, tuttora in fervida attività, ha presentato il suo libro autobiografico dall’emblematico titolo “Passo dopo passo”, che, come in un romanzo di formazione, ripercorre tratti primari della storia culturale del Novecento ed oltre, rimarcando l’importanza di non farsi distogliere dai propri obiettivi, non tenendo conto di interferenze rappresentate da opinioni e voci non sempre degni di considerazione. La Fracci, accompagnata dal marito, compagno di vita e percorsi d’arte, ha sottolineato quanto, nel suo percorso, non solo la tecnica ma anche i sentimenti siano stati fondamentali: “Cosa sarei in scena se nella  vita non amassi?” si era infatti chiesta Carla Fracci, evidenziando il valore essenziale dell’amore nella sua vita, ed in generale, dei sentimenti, anche per sviluppare la sensibilità necessaria ad interpretare e sentire i ruoli da lei espressi nella danza. Ogni sera, del resto, aveva sottolineato Carla Fracci, non poteva mai essere totalmente la stessa, in quanto ogni giorno viene arricchito da un suo specifico apporto di emozioni, che confluiscono in ogni interpretazione. Lungimirante è stato poi l’auspicio, da parte di Carla Fracci, della fondazione di una compagnia nazionale di balletto, che potrà aiutare le giovani promesse dell’arte della danza a non essere più costrette ad emigrare, nella propria strada verso il futuro. Impossibile sarebbe stato, nell’arco dell’incontro, ripercorrere tutte le tappe importanti del percorso di Carla Fracci, che non ha avuto bisogno di presentazioni… tuttavia a tratti alcuni tra i molti aspetti sono stati ricordati: tra questi, alcuni che comunicano la poliedricità dell’opera di Carla Fracci: l’interpretazione di personaggi di Shakespeare in forma di balletti, la partecipazione al film “Giselle”, girato in Spagna (tra coloro che hanno salutato la Fracci al palazzo San Carlo vi era anche il console di Spagna, particolarmente attento alla collaborazione culturale con l’Italia, oltre ad esserci stato anche il contributo del consolato di Francia), l’interpretazione, rimasta indelebile, del teleromanzo “Verdi”, sulla vicenda del grande musicista italiano. Del resto, è stato sottolineato, la valenza culturale di tale musa della danza si incrocia con molteplici aspetti della cultura, intesa in senso ampio, ed a tutto tondo: tra l’altro, il poeta Eugenio Montale aveva dedicato esplicitamente a Carla Fracci i versi della poesia “La danzatrice stanca”… L’importante appuntamento, promosso con patrocinio dei comuni di S. Maria Capua Vetere, Caserta, Napoli, San Giorgio a Cremano, e con l’apporto morale del Teatro San Carlo di Napoli, ha visto anche il dono di un quadro ritraente Carla Fracci al Palazzo San Carlo, la stupenda dimora le cui attività vengono organizzate con il contributo del proprietario, Gennaro Stroppolatini, ed una cena in onore della stessa Carla Fracci. Uno dei messaggi principali che traspare dall’incontro è stato anche un incoraggiamento ai giovani a continuare a cercare di realizzare i propri sogni ed ideali.

Antonella Ricciardi