Sparanise. I ragazzi del Turismo in Alternanza scuola Lavoro presso il Museo di Arte Contemporanea di Caserta

(Caserta24ore) Gli studenti della classe 4^A Turismo del Foscolo di Sparanise riprendono le attività di Alternanza Scuola Lavoro nel Museo di Arte Contemporanea di Caserta. Lo ha stabilito con un’apposita delibera la giunta Comunale di Caserta, su proposta dell’assessore ala Pubblica Istruzione e alla Cultura Daniela Borrelli. Gli alunni del Foscolo quindi, da Martedì 7 maggio prossimo inizieranno un progetto specifico di alternanza scuola lavoro della durata di 30 orem denominato “Comunicare il patrimonio museale mediante le azioni dei giovani”.L’indirizzo Turismo di Sparanise è stato individuato, dal Comune di Caserta, ente proprietario del Museo di Arte Contemporanea, insieme al Liceo “Pietro Giannone” di Caserta a fare alternanza nell’interessante museo d’arte casertano. “E’ una scelta di prestigio, ha spiegato il preside del Foscolo Paolo Mesolella, perché ci consente di formare i nostri studenti al patrimonio museale e all’arte moderna disseminata sul nostro territorio. Compito della scuola è proprio quello di far conoscere e rivalutare le ricchezze del nostro territorio, come quelle custodite nel Museo di arte Contemporanea di Caserta nato dodici anni fa per custodire le opere dei principali artisti moderni casertani. Come le “Muricciolaie” di Crescenzo Del Vecchio presentate alla Biennale di Venezia nel 1977. Il museo vuole essere un riconoscimento al genius degli artisti che hanno operato e che operano in Terra di Lavoro: il pioniere dell’arte casertana Antonio de Core e Del Vecchio vera e propria pietra miliare dell’arte casertana. Dal premio Michetti che lo ha visto protagonista, alla Biennale di Venezia, ai diversi gruppi da lui fondati ed animati. Poi la stagione dell’arte casertana degli ultimi cinquanta anni. Gabriele Marino, Bruno Donzelli iniziano la stagione pop casertana. Immediatamente successiva come generazione è quella che va a cavallo fra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70. E’ il periodo del concettuale, di un’ arte senza compromessi. E’ la generazione di Livio Marino Atellano, Raffaele Bova, Peppe Ferraro, Paolo Ventriglia, Battista Marello, Giovanni Tariello, Alessandro e Gianni Parisi. A cui succederanno i vari Antonello Tagliafierro, Nicola Pascarella, Mimmo Di Dio, Antonio Di Grazia, Roberto Pagano Morza, Umberto Fabrocile, Gerardo Del Prete, Anna Pozzuoli, Antonio Carrillo, Umberto Gorirossi. Un discorso a parte, meritano Andrea Sparaco e Peppe Mingione le cui estetiche sono fuori dalle correnti artistiche risultando molto personali. Il luogo espositivo principale è il Centro dei Servizi Sociali e Culturali sant’Agostino, ma una nuova collocazione museale è presente tra i padiglioni del Real Belvedere a San Leucio. Tra le tante opere in esposizione: “Lasciapassare per F:I.N.1” di Bruno Di Bello (1970), “Binaria” di Antonello Tagliafierro (1986), “Interno” di Antonio De Core (1968), il “Giocatore di flipper” di Bruno Donzelli (1969), “Civiltà rinata” di Gabriele Marino (1996),