E’ partita la campagna “il bambino non e’ un prodotto”.

(da Antonio Brandi) La campagna ha subito avuto risonanza su molti quotidiani nazionali in quanto Pro Vita e Famiglia ha “invaso” Roma con camion vela contro l’utero in affitto (Repubblica ha titolato: “Campagna choc di Pro Vita e Famiglia: manifesti con bambini in barattolo”):La campagna richiama l’attenzione sul fatto che l’orrenda pratica dell’utero in affitto rende i bambini un “prodotto” da poter comprare.
Erano previste anche altre affissioni ma nessuna concessionaria le ha accettate per paura di un intervento sanzionatorio da parte del Sindaco Raggi, come e’ avvenuto in passato! L’utero in affitto viene promosso in Italia da quei giudici e ufficiali di stato civile che trascrivono atti di nascita di bambini nati all’estero da utero in affitto, riconoscendo i “genitori di intenzione” (cioe’ gli acquirenti del bambino)… con l’ulteriore aberrazione che alcuni di questi bambini risultano avere “due padri”!
Ma non e’ solo in questi casi che i bambini vengono trattati come un “prodotto”. Anche quando si trascrivono atti nascita con “due madri”in realta’ il bambino e’ frutto della compravendita di gameti umani nella fecondazione eterologa: un bambino viene “fabbricato” in laboratorio con i gameti di un venditore di sperma e viene consapevolmente privato del proprio padre! Per questo abbiamo al tempo stesso pubblicato una petizione indirizzata all’Ministro dell’Interno Matteo Salvini, chiedendogli di emanare provvedimenti concreti per impedire una volta per tutte le trascrizione di “figli” di coppie omosessuali:
https://www.notizieprovita.it/petizioni/provvedimenti-su-bambini-alle-coppie-gay-stop-trascrizioni/
Infatti, il Ministro Salvini ha piu’ volte dichiarato che l’utero in affitto e’ un abominio e che i bambini hanno diritto ad una mamma e un papa’. Siamo convinti che sia il momento di emanare provvedimenti concreti che garantiscano questo diritto. Che sia il momento opportuno lo indicano anche alcune importanti e recenti sentenze: il 19 giugno la Corte costituzionale ha deciso che non e’ incostituzionale il divieto per le coppie omosessuali di ricorrere alla procreazione artificiale. L’8 maggio le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno deciso che “non puo’ essere trascritto nei registri dello stato civile italiano il provvedimento di un giudice straniero con cui e’ stato accertato il rapporto di filiazione tra un minore nato all’estero mediante il ricorso alla maternita’ surrogata e un soggetto che non abbia con lo stesso alcun rapporto biologico, il cosiddetto genitore d’intenzione”.
I bambini non possono essere sfruttati come un oggetto di desideri! Abbiamo visto, con lo scandalo di Bibbiano, in cosa puo’ degenerare l’ossessione di avere un figlio a tutti i costi.
Chiediamo che il ministro impedisca quelle trascrizioni con provvedimenti forti e chiari. Bisogna riaffermare chiaramente il diritto dei bambini ad una mamma e un papa’:
https://www.notizieprovita.it/petizioni/provvedimenti-su-bambini-alle-coppie-gay-stop-trascrizioni/
Antonio Brandi, Presidente di Pro Vita e Famiglia Onlus

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