Coronavirus e aborto: l’ipocrisia della nostra sanità

(Samuele Maniscalco – Generazione Voglio Vivere) . Come se non bastasse il dramma delle terapie intensive degli ospedali sovraccariche, l’emergenza Coronavirus ha fatto emergere anche l’orrore della legge 194 sull’aborto.
Esiste infatti un nesso tra l’epidemia del morbo proveniente dalla Cina e la soppressione dei nascituri.
Una circolare del Ministero della Salute rivela qual’ è il piano del governo per l’incremento di posti letto in funzione del propagarsi del Coronavirus. Si legge: “Al verificarsi del primo caso indice (…) l’autorità competente determina la rimodulazione dell’attività chirurgica elettiva”. In altre parole, negli ospedali delle aree dove si trova un focolaio, o dove il numero dei contagiati si alza in modo preoccupante, vengono fermate le attività non urgenti. Ebbene, tra gli interventi che possono essere posticipati figurano quelli ortopedici, oculistici, in alcuni casi persino gli interventi oncologici. Per quanto riguarda invece gli aborti, vengono eseguiti in quanto non differibili, dunque non considerati delle urgenze. Ciò significa che non verranno curati i malati (addirittura, in alcuni casi, nemmeno quelli oncologici), ma si continueranno a uccidere con l’aborto i bambini nel grembo materno!
Facciamo nostro, allora, l’appello di ProVita&Famiglia: “Chiediamo al ministro della Salute, Roberto Speranza, in un momento tanto delicato e di emergenza sanitaria per il Paese, di spiegare agli italiani secondo quale terrificante logica sarebbe stato disposto che una struttura ospedaliera del territorio nazionale, al verificarsi di un caso di Covid19 nell’area di riferimento, possa rimandare tutte le operazioni chirurgiche non strettamente indispensabili e non gli aborti”. Un vero e proprio paradosso. Da un lato i medici del Servizio Sanitario Nazionale combattono in prima linea, senza risparmiarsi contro il virus terribile; dall’altro si continua a praticare la pratica atroce dell’aborto. L’emergenza Coronavirus è un dramma. Ma è anche una rivelazione su quanto ipocrita sia la sanità italiana, fatta di eroi che salvano vite e di esecutori di morte.
Samuele Maniscalco, Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere