Res publica e democrazia, anche dopo il covid-19: altre riflessioni in libertà.

(Giuseppe Pace) Sembra a sentire l’immunologo invitato da B. Vespa a Porta a porta, ieri sera, che il Covid-19 ad agosto scompaia come fu per il similare coronavirus della Sars. Nei media stanno emergendo due giovani scrittori e giornalisti di notevole valore: Francesco Omodeo e Diego Fusari. A sentirli si sembra scoprire o riscoprire verità nascoste, ma quello che entrambi pare che non dicano è la strada del futuro da seguire e si limitano a “dissacrare” il presente ed il recentissimo passato. Comunque ad oggi gli italiani abbisognano di 1 miliardo di mascherine, a dirlo è il politecnico di Milano, prima Università per qualità d’istruzione italiana secondo l’Ocse, seguono poi Pisa, Padova e Roma molto dopo le altre, sempre tutte fanalino di coda europee insieme a pochi altri Paesi di cultura latina. L’Italia, con il covid19, è l’ultima del G7 e ha un calo del Pil previsto del 9% nel prossimo anno, mentre Germania e Francia il 7%. Insomma è evidente a tutti gli stranieri, non a noi, che la res publica italiana non è ben governata. In epoca di covid-19, a me pare, ma credo di far parte della maggioranza e non minoranza degli elettori attivi italiani a pensare che la res publica non sia guidata nel migliore dei modi per un’inesperienza reale diffusa, ma ottima nell’improvvisazione e nella commedia italiana dei nostri leader politici al Governo repubblicano. In politica e per il postcovid19, il premier G. Conte, non dovrebbe continuare ad elemosinare miliardi all’Unione Europea. Egli sembra ignorare che in quella sede è prevalente un ceto politico anglosassone, che pone la cultura commerciale al primo posto dei valori sociali. Invece non è così per i popoli di derivazione culturale latina come gli italiani, romeni, spagnoli, portoghesi e francesi per restare solo tra i 27 membri della sconclusionata “Casa Comune Europea”, che stenta sempre più ad evolvere da Unione Europea a Stati Uniti d’Europa. In quella sede, Bruxelles, oggi appare sempre più evidente come “sfruttare” le debolezze altrui, covid19 compreso. Successe tempo fa, e senza covid19, per la Grecia. Nel piccolo, a me pare, che analogamente succede a qualunque cittadino italiano quando va a firmare un mutuo in banca. Succede soprattutto se l’istituto bancario è anglosassone e ben decentrata nel territorio italiano. La pubblicità è più sibillina e l’effettivo interesse è molto maggiorato fino a oltrepassare i valori usurabili (che il recente decreto giallo-verde, ha ampliato a favore delle banche anche per il farraginoso sistema di calcolo che il cittadino non sa fare ma le banche si). E l’eccesso di precauzioni e garanzie previste dalle banche? Troppi per chiunque è in realtà costretto a firmare, senza che la Banca d’Italia intervenga più spesso. Il 9 gennaio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiarò che le autorità sanitarie cinesi avevano individuato un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell’uomo, provvisoriamente chiamato 2019-nCoV e classificato in seguito ufficialmente con il nome di SARS-CoV-2. Il virus, sappiamo tutti, è associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan, nella Cina centrale. L’11 febbraio, l’OMS ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19. Il 30 gennaio, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha confermato i primi due casi di infezione da COVID-19 in Italia e il 21 febbraio ha confermato il primo caso autoctono in Italia. L’ISS dal 28 febbraio coordina un sistema di sorveglianza che integra a livello individuale i dati microbiologici ed epidemiologici forniti dalle Regioni e Provincie Autonome e dal Laboratorio nazionale di riferimento per SARS-CoV-2 dell’ISS. Ogni giorno un’infografica dedicata riporta – con grafici, mappe e tabelle – una descrizione della diffusione nel tempo e nello spazio dell’epidemia di COVID-19 in Italia e una descrizione delle caratteristiche delle persone affette. La res publica va guidata da persone capaci di governare persone ed amministrare cose, non va messa in mano a inesperti: gonfi spesso di non aver mai lavorato né studiato a sufficienza per guidare la complessità del nostro tempo. L’Italia non è messa bene, anche prima del covid-19, figuriamoci dopo, ma siamo tutti ottimisti di farcela e balliamo e festeggiamo con Pulcinella ed Arlecchino per scongiurare i tempi bui che necessariamente verranno? L’’Italia è ancora fanalino di coda per la qualità del suo sistema d’istruzione che l’OCSE, di anno in anno, registra com’è scarso e sempre molto dietro alle scuole anglosassoni, più anglo che sassoni (dove lo statalismo del sistema sociale e scolastico non impera e ha meno burocrazia e scaricabarile di responsabilità). L’Italia appare agli occhi degli stranieri sia bella che male organizzata per investirvi, per lavorarvi, per viverci stabilmente e non solo da vacanze romane. Gli italiani all’estero conoscono tali aspetti più di quelli rimasti a casa. Soprattutto li conoscono i moltissimi giovani emigrati per sfuggire alla cappa burocratica che nasconde bene il nepotismo istituzionale che di tanto in tanto riaffiora con inchieste, isolate ed eclatanti, su concorsi truccati ed assunzioni di amici e parenti anche nelle università per non parlare dei piccoli comuni che sono otre 8 mila. Si è creato un sistema di feudi elettorali che rende quasi asfittica non poco della società italiana e la democrazia non sempre corrisponde alla fisiologia più avanzata dei sistemi democratici di promozione della res publica. Il giovane Filosofo Diego Fusaro, vero e proprio leader opinionista, ha detto, in un video pubblico, dal titolo chiaro”Non ci crederete!!Il governo Conte e alcuni consiglieri economici di Conte al vertice di Bildelberg”. Egli ha criticato la partecipazione della consigliera economica, Mariana Mazzuccato, a tale vertice del 16/06/2018 perché autore di vari saggi tra cui:”Lo stato innovatore”, Ripensare il capitalismo prospettando uno stato impresa che finanzia le aziende. Fusaro ha accusato il governo Conte di non occuparsi del popolo sovrano ma di altro e addirittura di capitalismo di stato. Se questo è ver c’è da pensare che Fusaro abbia, in fondo in fondo o tutto sommato ragione perché uno stato deve rispettare la libertà d’impresa e non interferire con capitali turbandola gravemente. Sembra quasi un comunismo-capitalista. Non siamo messi bene, a pare e ripeto, con la res publica non più in mano al popolo sovrano, che elegge i suoi rappresentanti istituzionali, ma a improvvisati tecnocrati che ne chiamano altri ed altri ancora per infangarsi e infangarci di tutto e di più. Ricordiamoci del governo tecnico di Monti che bloccò la contingenza ai pensionati, atto antisociale solo per fare cassa, bastava tagliare le partecipate. I pensionati non devono essere tartassati da alcun governo perché sono, in periodo di crisi, il salvadanaio anche per figli e nipoti sottoccupati, precari e disoccupati.