Feltri razzista? non più di tanti altri

(di Giuseppe Pace, Meridionalista non piagnone a Padova). Da un po’ di anni l’epiteto terrone non è più perseguibile come reato d’ingiuria né quello di polentone. Forse è il modo come si dice che può essere ravvisato come reato. Io conosco bene sia i terroni poiché vi sono nato in mezzo a loro e vi passo le vacanze ogni anni, che i polentoni (dove ho insegnato ai loro figli oltre 35 anni, con tutti i luoghi comuni che ancora sono diffusi, purtroppo. Conosco sia i meriti che i demeriti di entrambi i miei “fratellastri” residenti sul territorio italiano. Certo la Lega bossiana ha fatto non pochi proseliti anche offendendo i meridionali e fecero bene i napoletani a minacciare di non comprare più il salame milanese o lombardo. Ma è risaputo che un partito, come la Lega Nord, pur di crescere oltre il 2% faceva leva su di un popolo variopinto e non trascurava quello delle osterie padane a tarda ora quando il vino faceva i suoi effetti, razzisti. Non scrivo queste note per difendere Feltri anche perché non ho visto la trasmissione in cui il giornalista Feltri dice, al moderatore televisivo Giordani e ad altri, quello che ha detto sui meridionali, meridionalizzati in negativo. Non lo difendo né lo attacco perché Feltri, come tanti altri, sono affetti ed afflitti dal virus malefico della partitocrazia e la sua indipendenza o neutralità nell’informare non sempre è salvaguardata come non lo è di molti direttori ed articolisti che lo stanno attaccando chiedendo questo e quello di prescrizione: se fosse stato ai tempi di Roma caput mundi lo avrebbero inserito nelle liste di prescrizione, ucciso e sequestrati i beni. Il meridionalismo piagnone fu coniato da alcuni meridionalisti come Carlo Maranelli autore della monumentale La Questione Meridionale edita da Laterza, Bari. Era prof. di Economia Maranelli e non condivideva che molti altri meridionalisti, già mezzo e passa di secolo fa, vedevano tutte le arretratezze del Mezzogiorno causate dai Settentrionali. Egli era per un meridionalismo fattivo, del rimboccarsi le maniche. Ecco, nel mio piccolo, dico che questo tipo di studiare e prospettare soluzioni di colmare le distanze tra nord e sud, è quello giusto. Invece certa piccola borghesia parassitaria dell’intellighenzia meridionale, radicasic o dichiaratamente di parte partitica, di centrosinistra, ma anche di centro destra è per il Meridionalismo Piagnone ed allora travisa ed accusa chi non lo è fosse anche un settentrionale che forse conosce poco il sud come molti del sud conoscono poco il nord. Ma leggiamo cosa scrive un media campano: “Vittorio Feltri ed Alessandro Sallusti, direttori, rispettivamente, di Libero e de  Il Giornale, continuano a gettare fango sul meridione, la Campania e Napoli, attraverso le loro testate giornalistiche e in particolare dai salotti delle tv nazionali dove vengono continuamente invitati. L’ultima esternazione che riguarda Feltri, è quella che testualmente sostiene che i “Meridionali sono inferiori”. Già questo la dice lunga perché è indice di lotta politica senza esclusione di colpi né di stile minimo necessario per chi scrive sui media. Poi i direttori dei media meridionali ci vanno a nozze e non rinunciano a pubblicare chiunque se poi molti di più leggono. Lo stesso media scrive”Tra l’altro Feltri fu candidato nel 2015 alla Presidenza della Repubblica dalla Lega di Matteo Salvini e da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, chissà cosa avrebbe potuto compiere un presidente razzista eletto grazie alla Lega e Fratelli d’Italia”. Dunque chi scrive, deduco se ho imparato bene a leggere e riflettere, che si dà del razzismo anche a 2 partiti, dunque chi scrive sta in un altro schieramento e non è difficile indovinare quale ma lo lascio al lettore. Ed ancora: “Ci chiediamo i motivi per cui diversi conduttori televisivi continuino a dare così ampio spazio a due direttori di quotidiani minori, che sfruttano la visibilità delle trasmissioni televisive per attaccare senza sosta, e facendo riferimento a luoghi comuni e stereotipi, il sud senza che si dia la possibilità di un contraddittorio. Gli stessi con le loro continue esternazioni razziste e denigratorie infangano e danneggiano la categoria dei giornalisti. In queste stesse trasmissioni televisive, poi, la presenza di rappresentanti di testate giornalistiche del sud Italia è cosa davvero rara  ed in questo modo non si dà mai la possibilità di ascoltare l’altra campana.” – dichiarano il Consigliere Regionale dei Verdi in Campania ed il conduttore radiofonico della trasmissione “La Radiazza. Per questo abbiamo lanciato una petizione su change.org per chiedere al Presidente nazionale dell’ordine dei giornalisti di ottenere che anche i direttori delle testate giornalistiche del sud siano invitati nei contraddittori televisivi nella stessa misura di quelli del nord e al presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, che ha subito aperto la procedura disciplinare contro Feltri anche su richiesta del Presidente dell’Ordine Campano, che lo stesso venga radiato dall’albo dei giornalisti della Lombardia.” Direi a questo punto che è ora di regolamentare meglio non tanto l’Ordine dei giornalisti, che non condivido perché come tutti gli ordini di estrazione storica Fascista, difendono solo i propri associati e non la libertà d’informazione apartitica, trasparente e documentata, ma chi modera e sta da troppi anni a coordinare le trasmissioni televisive che all’80% sono di parte, fatta eccezione per uno sparuto numero di indipendenti a maggioranza. I partiti sono strutturati con la democrazia ma l’invadenza partitocratica nella società genera danni. Il nostro sistema politico, da molti anni e non decenni, sta andando sempre più alla deriva. Nessuno fa capire ai politici, di qualunque partito, che sono espressione di una associazione non d’altro. Le recenti nomine del Governo giallo-rosso a capo delle partecipate non sono da condividere per gli eccessivi compensi e perché di appartenenza partitica, dunque di parte. Perché non si privatizzano del tutto molte ancora delle partecipate e lo Stato faccia il controllore esterno soltanto? Si risparmierebbero soldi utili per il dopo covid19 senza elemosinare da mentecatti oltre le Alpi. Per i sodi che servono li può stampare lo Stato e distribuirli senza interessi a chi è in difficoltà, lo dicono illustri economisti e lo stesso Draghi sia pure in sordina. Quanto a Feltri, bisognerebbe punirlo, obbligandolo quasi, a passare le prossime vacanze estive al mare o sui monti del Mezzogiorno!
 

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