Il Movimento 5 Stelle e lo strano regalo di ferragosto

( on. Mario Tassone) Ferragosto ci ha fatto dono di alcune novità politiche: la cancellazione dei “sacri canoni” su cui il M5S aveva rivendicato la diversità ottenendo ampi consensi: viene meno il limite dei due mandati oggi per gli amministratori comunali ma ovviamente da estendere ai consiglieri regionali e parlamentari, l’accordo organico con il PD (erano stati esclusi da Grillo accordi con i partiti tradizionali).Ci troviamo difronte un restringimento degli spazi della politica, una destrutturazione della democrazia, la relativizzazione dei comportamenti rispetto agli impegni elettorali. Cosa accadrà nel Pd se i pentastellati dovessero confermare la piattaforma Rousseau: “fabbrica senza controlli ” dei parlamentari, delle decisioni importanti che non si sa come funziona? Il terzo mandato per la Raggi, gli amministratori locali e l’accordo con Pd è avvenuto alla vigilia di ferragosto con questo oscuro congegno che è un insulto alla nostra storia democratica. Il Pd si adeguerà al disegno di smantellamento del Parlamento, al sequestro della democrazia rappresentativa? Questo partito, senza avvertire imbarazzo, dopo, aver votato per tre volte contro la riduzione dei parlamentari (che rientra nel progetto anti-parlamento) ha seguito alla fine i 5 stelle che non saranno mai Partito perché hanno regole che sono i veri “anticorpi” alla democrazia. Il PD che dichiara di rifarsi a una pluralità, di culture sceglie la palude, il populismo e il progetto Grillino del VFC, oggi per opportunismo attenuato. Rattrista vedere la schiera degli ex-democristiani transitati nel Pd. Nella scissione del Ppi del 1995 avevano scelto di stare con la sinistra perché dicevano di voler concorrere ad attuare una politica di progresso e di cambiamento. Il cambiamento è oggi in atto: abbattere gli ultimi baluardi delle libertà, occupare il potere in un modo mai esplorato e fare scelte economiche prive di saggezze e di lungimiranza. Si dice che si sta formando un centro-sinistra. Ma il Pd “insipido” in nome del potere ha sacrificato le idee residue. Rimangono solo quelle, di Zingaretti, diligente uomo di apparato che vuole fare “casa comune” con i grillini: un salto nel vuoto. I tanti cristiani democratici liberali, laici riformisti, cosa fanno? Stanno a guardare …le stelle? No questo proprio no! Bisogna costruire il centro perché la politica viva e preserva l’Italia dai demagoghi senza scrupoli Ma ci vuole coraggio e accantonare miopie, supponenze, egoismi, autoreferenzialità, intemerate vocazioni al potere “comunque” e “dovunque” per interrompere la svendita del nostro patrimonio di cultura e di civiltà. Non è più tempo di illusionisti da baraccone . È necessario riprendere il percorso delle responsabilità. Lo richiede soprattutto il momento di affanni e di incertezze!