Teano Cavalleria Rustichina

(Giulio De Monaco) TEANO – A Teano la Pasqua s’è dissolta da qualche settimana tra cadenzate pioverugiole, in nebbie sconsolate di periferia . Vano scalmanarsì di un affaccendato quanto speranzoso compare Nicolu e soci,
inesorabilmente sgozzati sull’altare delle promesse elettorali non assolte e non risolte La Forza del destino. La tenacia del fantino. Tutto scorre. Il popolo esausto subisce ancora, carducciano paziente pio bove. Il motore è caduto, occorre ripararlo. Forte e subito Gli iscritti a ” Fratelli d’Italia” piangono e puntualizzano con buona e
giusta vis polemica:”Tra le tante promesse elettorali quella più ricorrente era relativa alla “programmazione” che avrebbe generato notevoli risparmi e rilanciato l’economia del paese a partire dal settore edile. Parole al vento.Dopo tre anni l’unica programmazione è stata rivolta esclusivamente a progettare le modalità di incassare
quanto più possibile per far fronte alle inefficienze dell’Ente e quindi della Giunta; in ultimo la delibera di riscossione anticipata della tari.” TURIDDU: Compar Alfio! lo so che il torto è mio: e ve lo giuro nel nome di Dio
che al par d’un cane mi farei sgozzar…
Compare Turiddu vuol’essere conciliante, esplicativo, filosofico persino. Invano. L’aspra nemesi di compare Alfio si abbatte su di lui come l’incalzante tregenda delle fattucchiere nella livida notte del Monte Calvo.
Cosi è stato anche qui sull’assolato colle di Teano tra malinconie urbane e rurali,disperse tra forre e greppi, tra incubi e realtà. Trista storia, scabra e brutale, né più né meno come la nostra di sconsiderati indigeni ignavi e ignari, preda di ripetitive comparsate senza memoria e senza storia. Non siamo proprio stanchi, no. Neppure dei rifiuti solidi urbani, delle tasse, del paese scardinato, del mercato in coma e altre delizie dibenedettine. Ultima dissacrante sberla alla nostra benevola, compiacente acquiescenza. Non ci resta che piangere o cantare rassegnati, in perfetta letizia, col coro del melodramma mascagniano: Viva il vino spumeggiante nel bicchiere scintillante,
come il riso dell’amante
mite infonde il giubilo!
Via va il vino che é sincero
che si allieta ogni pensiero,
e che annega l’umor nero,
nell’ebbrezza tenera. Finiremo col recitare sul limitare del giomo, al posto del
Padrenostro, un patetico, esilarante Nicolanostro o un lacrimoso,
mesto, soave Requiemsaccum. non ho mai scritto poesie e perché non so scriverle e perché la mia
formazione è del tutto diversa. In un momento di divertissement, di jamsessin ho messo giu quattro riche piuttoso
sull’irionico-surrealiste. Visto che prima avevamo una rubrica poetica, se vuoi proporre la mia come incenticvo a seguire, ne sarei contento. Onestamente scrivere di cose specialistiche non è cosa. Reportages di un certo interesse non ne vedo, per cui andiamo avanti così in attesa di tempi migliori. Buona cena, giovedì starò a cena da
Enrico e Rita , sarà una lieta parentesi a questa invivibilità in progres cittadina.
Samba per un Amore.
Sinuosamente,divinamente,
dadaisticamente danzando
sul bel corpo astrale,
nuda a cavallo di una scopa
a reazione, con volo leggero,
come Amelia la fattucchiera
che ammalia audace, là sul Vulcano,
in fiamme percorri un cielo informale,
fitto di barocche nuvole .
Immagini fantasy si formano,
mentre ti assesti un papetto timido
allla fronte di perla.Tra peli e palline.
Le idee prendono consistenza
e orma i pensieri che
volano come egizi ibis…
convolvoli postmoderni
sulle tracce distanti del giovane
Faraone dalla maschera d’oro.
Con le scarpe gemmate della Maga-Regina
Ankh-sen- amùn.
Profumi di antiche essenze,languidi
aromi, ineludibili misteri sfiorano la tua pelle
di pesca acerba.
In punta di piedi taciti su frangiflutti
argentati da una luna complice e volpina
arrivi alla meta, un rapido volteggio egizio