L’ASSOCIAZIONE “CROCIATA CATTOLICA” E’ CONTRO I VACCINI

(da Gianluca Martone, presidente) Tutti i vaccini contro il Covid-19 attualmente in distribuzione nell’Unione Europea sono sviluppati, prodotti e/o testati con linee cellulari che provengono da un bambino abortito (40 o 50 anni fa): Pfizer: ha utilizzato nella fase di ricerca e di sviluppo del vaccino, nonché nella fase di test, la linea di cellule fetali HEK293, proveniente da una bambina sana abortita negli anni ‘70. (“HEK” sta per “Human embryonic kidney”; la cifra “293” indica che era l’esperimento n. 293 del Dott. Frank Graham, nel laboratorio olandese di Alex van der Eb). Astrazeneca: ha utilizzato la linea HEK293 nella fase di ricerca e sviluppo. Inoltre, la utilizza – in modo continuativo – nella fase di produzione del vaccino. Moderna: ha utilizzato, nella fase di ricerca e di sviluppo del vaccino, la linea di cellule fetali HEK293, Johnson & Johnson: ha utilizzato, nella fase di ricerca e sviluppo, e utilizza – in modo continuativo – nella fase di produzione del vaccino, la linea di cellule fetali PER.C6, derivante da un bambino sano abortito a 18 settimane. Di recente Mons. Athanasius Schneider, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi Maria. SS. di Astana (Kazakistan), ha affermato: “ Usando tali vaccini e farmaci, che usano linee cellulari provenienti da bambini abortiti, beneficiamo fisicamente dei “frutti” o “benefici” di uno dei più grandi mali dell’umanità, vale a dire il crudele genocidio del nascituro. Perché se un bambino innocente non fosse stato crudelmente assassinato, non avremmo questi concreti farmaci o vaccini nel nostro corpo. Non dobbiamo essere così ingenui da non vedere che dietro questi vaccini e farmaci non ci sono solo i nostri benefici per la salute, ma anche la promozione della cultura della morte. . Il problema è l’indebolimento morale della nostra resistenza al crimine dell’aborto e al crimine della tratta, dello sfruttamento e della commercializzazione delle parti del corpo dei bambini assassinati. L’uso di tali farmaci e vaccini aggiungerà in qualche modo un sostegno morale, anche se indiretto, a questa orribile situazione. A causa della gravità della natura dell’aborto e della crescente industria abortista e della ricerca biomedicale che comprende la tratta e lo sfruttamento delle parti del corpo dei bambini abortiti, il principio della cooperazione materiale o altri simili teorie non possono essere applicati in questo caso. È anche estremamente anti-pastorale e controproducente permettere l’uso dei vaccini contaminati dall’aborto in questo momento storico. Le anime dei bambini assassinati, delle cui parti del corpo ora la gente sta beneficiando attraverso farmaci e vaccini, vivono e hanno un nome davanti a Dio. L’uso di un tale vaccino contaminato dall’aborto è un confronto e un incontro molto più personale con i crimini mostruosi accumulati nella produzione di questo vaccino, rispetto al pagamento delle tasse o al beneficio delle malefatte di altri. Se il governo mi chiede direttamente e personalmente: “Prenderò i tuoi soldi per questo specifico aborto”, devo rifiutare, anche se mi portano via la mia casa e mi mettono in prigione. Nei primi secoli, i cristiani pagavano le tasse al governo pagano sapendo che il governo avrebbe usato alcune delle tasse per finanziare l’idolatria. Tuttavia, quando il governo ha chiesto ai cristiani di partecipare individualmente e personalmente al crimine di idolatria chiedendo loro di bruciare solo un piccolo granello di incenso davanti alla statua di un idolo, hanno rifiutato, anche a prezzo di essere martiri, di essere assassinati per il primo comandamento di Dio. Purtroppo, quando si tratta della questione specifica dei vaccini e dei farmaci contaminati dall’aborto, anche molte persone nella Chiesa e alcune organizzazioni cattoliche per la difesa della vita stanno andando con la corrente. Sembra che molti teologi, e anche la Santa Sede e la stragrande maggioranza dei vescovi, stiano andando con la corrente e rimane solo una minoranza nella Chiesa dei nostri giorni a dire: “Stop. Questo non va bene. Questo è un pericolo!” Come cristiani dobbiamo dare un segno al mondo intero non accettando questi vaccini e medicinali. Dobbiamo resistere. Anche se siamo pochi, una minoranza di credenti, sacerdoti e vescovi che lo faranno, la verità continuerà a prevalere. La storia un giorno dirà che anche alcuni bravi cattolici hanno ceduto, anche alti prelati responsabili della Santa Sede erano deboli di fronte ad una crescente industria biomedicale e farmaceutica che usavano linee cellulari provenienti dall’assassinio di bambini non nati per produrre e testare vaccini e farmaci. La Storia dirà che loro si lasciavano accecare da teorie astratte della partecipazione materiale o dalla teoria del profitto dalle azioni malvagie degli altri o dal volontario indiretto o del doppio effetto, o comunque lo si voglia chiamare una tale teoria giustificatrice. Dobbiamo seguire la verità. Anche se perdessimo tutti i nostri amici, dovremmo seguire la nostra coscienza, come lo hanno fatto san Tommaso Moro e san Giovanni Fisher. È anche un segno degli ultimi tempi che anche bravi cattolici sono confusi su questa materia importante. Possiamo pensare alle parole che nostro Signore ha detto che anche gli eletti saranno ingannati (cfr. Mt. 24, 24). Memorabili sono le parole con cui Papa Giovanni Paolo II ha condannato risolutamente ogni sperimentazione sugli embrioni, dichiarando: “Nessuna circostanza, nessuna finalità, nessuna legge al mondo potrà mai rendere lecito un atto che è intrinsecamente illecito, perché contrario alla Legge di Dio, scritta nel cuore di ogni uomo, riconoscibile dalla ragione stessa, e proclamata dalla Chiesa. La valutazione morale dell’aborto è da applicare anche alle recenti forme di intervento sugli embrioni umani che, pur mirando a scopi in sé legittimi, ne comportano inevitabilmente l’uccisione. È il caso della sperimentazione sugli embrioni, in crescente espansione nel campo della ricerca biomedica e legalmente ammessa in alcuni Stati. Se «si devono ritenere leciti gli interventi sull’embrione umano a patto che rispettino la vita e l’integrità dell’embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale», si deve invece affermare che l’uso degli embrioni o dei feti umani come oggetto di sperimentazione costituisce un delitto nei riguardi della loro dignità di esseri umani, che hanno diritto al medesimo rispetto dovuto al bambino già nato e ad ogni persona. La stessa condanna morale riguarda anche il procedimento che sfrutta gli embrioni e i feti umani ancora vivi — talvolta «prodotti» appositamente per questo scopo mediante la fecondazione in vitro — sia come «materiale biologico» da utilizzare sia come fornitori di organi o di tessuti da trapiantare per la cura di alcune malattie. In realtà, l’uccisione di creature umane innocenti, seppure a vantaggio di altre, costituisce un atto assolutamente inaccettabile” (Enciclica Evangelium Vitae, 62-63). Il sangue dei bambini non nati assassinati grida a Dio dai farmaci e dai vaccini che – non importa come – abusano i resti dei loro corpi. Dobbiamo fare riparazione per questi crimini accumulati coinvolti nella produzione dei farmaci e vaccini. Non dobbiamo solo chiedere perdono a Dio, che scruta il cuore e i reni (cfr Ap 2, 23), ma anche chiedere perdono alle anime di tutti i bambini non nati assassinati che hanno un nome davanti a Dio. In particolare, dovremmo chiedere perdono alle anime di quei bambini le cui parti del corpo sono utilizzate in modi così degradanti per beneficio della salute dei vivi. È incomprensibile come ecclesiastici e bravi cattolici, con l’aiuto di teorie astratte della teologia morale, possano calmare le coscienze dei credenti e consentire loro di usare tali farmaci e vaccini. Dobbiamo resistere al mito secondo il quale «non ci sono alternative». Al contrario, dobbiamo procedere con la speranza e la convinzione che le alternative esistono e che l’ingegno umano, con l’aiuto di Dio, le possa scoprire. Questo è l’unico modo per passare dall’oscurità alla luce e dalla morte alla vita. Oggi, l’intera Chiesa e tutti i fedeli cattolici devono cercare urgentemente di essere rafforzati nella dottrina e nella pratica della fede. Nell’affrontare il male dell’aborto, i cattolici devono più che mai «astenersi da ogni apparenza di male» (1 Tessalonicesi 5:22). La salute fisica non è un valore assoluto. L’obbedienza alla legge di Dio e la salvezza eterna delle anime devono avere il primato. I vaccini derivati dalle cellule di bambini non nati crudelmente assassinati hanno un carattere chiaramente apocalittico e possono presagire il marchio della bestia (vedere Apocalisse 13:16)”. Pertanto, come Presidente Nazionale e Fondatore della mia associazione “Crociata Cattolica per la Regalità di Nostro Signore Gesu’ Cristo”, in linea con le durissime e importantissime affermazioni di Mons. Schneider, invito tutti i cattolici a rifiutare questi vaccini prodotti con linee cellulari di bambini abortiti e a rafforzare la propria fede, consapevoli che il BUON DIO non ci abbandonerà in questa difficile situazione, con soluzioni che non necessariamente devono essere collegate alla soppressione di vite innocenti nei grembi delle loro madri, a patto che cessiamo di offenderlo con peccati gravissimi come l’aborto, commessi su questi bambini senza alcuna colpa. LE NOSTRE VITE NON VALGONO PIU’ DI QUELLE DI QUESTI INNOCENTI E NULLA PUO’ AUTORIZZARE QUESTO ABOMINEVOLE CANNIBALISMO MEDICO, CHE RAPPRESENTA L’ACCETTAZIONE DI UNO DEI QUATTRO PECCATI CHE GRIDA VENDETTA AL COSPETTO DI DIO ( OMICIDIO VOLONTARIO, CATECHISMO DI SAN PIO X).
(inviato da Gianluca Martone PRESIDENTE NAZIONALE E FONDATORE DELL’ASSOCIAZIONE “CROCIATA CATTOLICA PER LA REGALITA’ DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO”)

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