Teano. Landulphus Suessulanus e il conte Cattaneo.

(Giulio De Monaco) TEANO Con Augusto Cattaneo abbiamo passato l’infanzia insieme e ne conserviamo ricordi leggendari e simpatici. Aggiungerò qualcosa ancora: il nobiluomo era amico del professore Nicola Cilento, la massima autorità in Longobardaggini varie citava spesso, il Conte, il nome di un cronista antico dal nome buffissimo. Un tal Fra CraCreta. E lo riesumava spesso come se fosse un collega di Pico della Mirandola. A me non diceva niente proprio un cappero mentre me ne ne parlava, con enfasi, preferivo osservare il rigoglioso giardino ricco di pregiate piante rare. Il conte era una persona religiosissima e anche presidente dell’Associazione Nazionale universitaria Cattolica. Mi pare che abbia tenuto anche delle Apppllauditissime conferenze circa la longobardia minore. La Teano che non c’è più, la Teano e la gentilezza, la Teano e l’affabilità di cui il conte Luigi Cattaneo di Sannicandro era l’esemplare più alto è più fulgido. Scrisse anche con accenti commossi la prefazione al libro postumo di Fabrizio Zarone con cui passava molto tempo sui sentieri nostalgici di un antico passato ed eroico passato. Sì interessava il nostro conte anche della cinta muraria di cui fece una descrizione minuziosa e felice. Mi sembrava di vedere gli antichi padri sidicini a difesa Eroica della Rocca contro Le Mire avide di Sanniti e romani e altri antichi popoli italici.Lo ricordo con piacere e con nostalgica stima e lo rivedo spesso adesso passeggiare discorrendo sui ponti dell’arcobaleno insieme al dottor Azzarone Al Canonico Del Monaco Fraccacreta il professore Cilento e altri straordinari cultori di luminosa storia antica.