Domenica apertura di chiese antiche e conventi spesso chiusi al pubblico. Visite dalle ore 10 alle ore 19 e 30.

(ilMezzogiorno) “Domenica 9 Maggio Archeoclub d’Italia aprirà al pubblico chiese chiuse o in alcuni casi abbandonate e recuperate o ancora in stato di abbandono al cui interno è possibile ammirare capolavori meravigliosi ed il notevole patrimonio artistico. Prende il via la XXVII edizione di “Chiese Aperte” che questa volta a causa della pandemia si dividerà in due appuntamenti: Domenica 9 Maggio “Chiese Aperte alla Conoscenza” e dunque in quei territori rientranti nella Zona Gialla sarà possibile recarsi in visita in presenza, previa prenotazione e accoglienza da parte dei soci di Archeoclub d’Italia al fine di conoscere luoghi chiusi al pubblico come chiese spesso chiuse. Il 10 Ottobre si svolgerà il secondo appuntamento di “Chiese Aperte alla conoscenza dell’Opera D’Arte” e dunque il pubblico con i volontari di Archeoclub d’Italia, grazie ai quali in molti luoghi sono anche in corso restauri, potrà conoscere nel dettaglio l’Opera d’Arte sconosciuta perché mai vista. Dunque l’appuntamento di Domenica 9 Maggio sarà basato prevalentemente sulla conoscenza “a distanza” del bene cultuale attraverso incontri on-line e/o alla produzione di documentazione storica e fotografica anche se non poche Chiese verranno riaperte in presenza e dunque con l’opportunità di entrare all’interno. L’appuntamento del 10 ottobre 2021, sarà invece legato alla consueta possibilità di fruizione pubblica dei monumenti ecclesiali con il sostegno dei nostri Soci o altri volontari come studenti, studiosi, confraternite, ed anche le eventuali conferenze o altre iniziative collaterali a supporto della manifestazione”. Lo ha annunciato Fortunata Flora Rizzo, Vice Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia e referente evento “Chiese Aperte 2021”. Ed ecco che Domenica 9 Maggio, ad esempio a Pescara entreremo nella Chiesa di S. Maria del Lago. “Si tratta di una chiesa che sorge fuori dal borgo di Moscufo a ridosso del cimitero. Il toponimo richiama un bosco sacro (lucus) che fa derivare la sua origine a un luogo di culto pagano pre romano. La Chiesa è di fondazione altomedievale ma ebbe il suo massimo splendore nel XI secolo quando venne corredata di uno splendido apparato scultoreo riscontrabile nel portale – ha proseguito la Rizzo – nelle monofore absidali, nelle cornici marcapiano e all’interno nei capitelli delle colonne. All’interno spicca il maestoso ambone decorato in stucco colorato che fu realizzato dal Maestro Nicodemo da Guardiagrele nel 1159, come ricorda la data impressa sul manufatto lungo la balaustra della scalinata di accesso. Vi sono rappresentate scene bibliche e simboliche della magnanimità di Dio. Archeoclub d’Italia, dunque, apre con i suoi volontari, le porte di chiese, oratori, abbazie, cripte e pievi generalmente chiuse o in stato di abbandono e quindi sottrattei alla fruizione dei cittadini. Nel caso specifico di Pescara l’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Moscufo, la Parrocchia di S. Cristoforo e la ProLoco di Moscufo. Le Visite si svolgeranno, Domenica 9 Maggio, dalla mattina 10.00-13.00 al pomeriggio 15.30-19.30, a cura di una socia,l’Archeologa Dott.ssa Martina Pantaleo”.
Chiese che erano chiuse e ora verranno riaperte Domenica 9 Maggio, grazie ai volontari di Archeoclub d’Italia con eventi su tutto il territorio nazionale, in presenza con zona Gialla. All’interno un meraviglioso patrimonio artistico. Ad esempio a Paternò in Sicilia, la grande opportunità di vedere il Colle di Paternò con il Cimitero Monumentale, i Sepolcri dove sono sepolti soldati dell’Ungheria morti durante la Grande Guerra a Paternò, poi la Chiesa di Cristo al Monte con portale in gotico catalano, maestoso altare è costituito da sei colonne tortili di stile rococò due magnifiche tele rappresentanti San Luigi Gonzaga e la Madonna del Soccorso, pavimento costituito da maioliche policrome del XVIII secolo. “Il colle di Paternò, in Sicilia, è una collina di origine vulcanica, situata nella zona ovest della città di Paternò, in provincia di Catania, della quale costituisce la parte alta e più antica, da cui la denominazione usuale di “collina storica”. Il sito fu probabilmente un vulcano preistorico spento, e la superficie infatti è caratterizzata dalla massiccia presenza di pietra lavica. Vi si sviluppò il nucleo originale della città di Paternò, ma verso il XIV ed il XV secolo con la rivoluzione urbanistica che interessò la città, il colle si spopolò rapidamente a favore della pianura sottostante. Vi si trovano alcuni tra i più importanti monumenti storici della città etnea, gran parte dei quali risalenti all’epoca normanna – ha continuato la Rizzo – come il castello, simbolo della città fatto erigere nel 1072 da Ruggero I d’Altavilla, la chiesa di Santa Maria dell’Alto, la chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat, il complesso di San Francesco alla Collina. Nel colle si trova anche il cimitero monumentale, che ospita qualche monumento e dove vi sono sepolti anche alcuni soldati ungheresi morti in prigionia a Paternò durante la grande guerra. Vi si può accedere dalla parte bassa attraverso la scalinata settecentesca della Matrice, realizzata nel 1782. Dunque la Chiesa di Cristo al Monte con la sua robusta struttura a parallelepipedo ha resistito agli attacchi della natura e si conserva nelle sue forme fondamentali, ancora intatta. L’ingresso a ovest presenta un bel portale gotico catalano con arco a tutto sesto al centro del quale la chiave di volta ha come motivo ornamentale una foglia arrotolata. Sopra il portale si trova lo stemma dell’Arciconfraternita dei Bianchi. Sopra il primo stemma è stato posto in seguito, un altro stemma costituito da uno scudo dentro il quale sono rappresentati due leoni incoronati, essi rappresentano le due casate dei Moncada e degli Aragona, con il discendente di quest’ultima casata la vedova del principe Cesare si era risposata dopo la prematura morte di quest’ultimo”. Le tele e pavimento maiolicato! “L’interno è ad unica navata e all’occhio si contrappone improvvisamente una visione di bellezza e ricchezza ornamentale che contrasta con l’austerità esterna. L’interno stupisce: i colori brillanti del verde e dell’oro convergono immediatamente lo sguardo verso il grande altare maggiore. Il maestoso altare è costituito da sei colonne tortili di stile rococò che sostengono una trabeazione riccamente ornata da statue rappresentanti angeli tra le nuvole del cielo a glorificare la grandezza di Dio. Al centro dell’altare si trova una grande nicchia decorata a rombi coperti da una lamina d’oro zecchino la quale custodiva la statua di Cristo alla Colonna, adesso conservata nella Chiesa della Santissima Annunziata. Il Cristo alla Colonna di pregevolissima fattura è molto venerato e viene portato in processione nelle funzioni del Venerdì Santo – ha concluso la Rizzo – durante le quali partecipano ancora con fede e orgoglio i rappresentanti della Arciconfraternita dei Bianchi, attivi custodi di una tradizione centenaria. Sopra la nicchia si può ammirare un carteggio di stucco bianco sostenuto da angeli che ammonisce i fedeli con la scritta:”propter scelus populi mei percussi eum”. Le pareti laterali della Chiesa sono ornate da quattro altari di stile barocco, anche essi contornati da colonne tortili che riprendono il colore verde delle colonne dell’altare maggiore. Gli altari di sinistra presentano due magnifiche tele rappresentanti San Luigi Gonzaga e la Madonna del Soccorso. Gli Altari di destra hanno subito dei danni a causa di un tentato furto sacrilego e rimane solo la Rappresentazione della deposizione dalla Croce. Oggi la tela è in restauro. Non può passare inosservato il pavimento costituito da maioliche policrome del XVIII secolo. Suscita anche curiosità e interesse il cimitero annesso che conserva le tombe di vari personaggi illustri della cittadina di Paternò, compresi i discendenti della famiglia Moncada e di molti governatori della Arciconfraternita dei Bianchi i quali sono ancora ai nostri giorni i proprietari della Chiesa e i curatori attenti di un manufatto di grande interesse storico e artistico senza l’amore dei quali, noi non avremmo potuto ammirare ancora oggi. L’Archeoclub d’Italia sede di Paternò, in occasione di “Chiese Aperte”, offrirà la grande opportunità di ammirare la chiesa di San Marco e la Chiesa di S. Maria della Valle di Josaphat”.