Roma. Grande successo la X Marcia per la vita , il più grande appuntamento europeo per la vita

(Caserta24ore-Marcia per la Vita) ROMA Grande successo per la X ezione della Marcia per la Vita, il più grande appuntamento pro-life italiano ed europeo, che si è svolto oggi a Roma a via dei Fori Imperiali. La manifestazione è stata aperta dalla Presidente della Marcia per la Vita, Virginia Coda Nunziante che ha dato la parola, a nome dei loro rispettivi governi, a Janusz Kotanski – Ambasciatore della Polonia presso la Santa Sede e ad Eduard Habsburg – Ambasciatore dell’Ungheria presso la Santa Sede.
Janusz Kotanski ha dichiarato: “Sono fiero di poter rappresentare, come ambasciatore presso la Santa Sede, la Polonia, che tutela i diritti dei più deboli e indifesi: i bambini non nati. Nell’autunno dello scorso anno, il nostro Tribunale Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta “pratica eugenetica” nella legge sulla pianificazione familiare, la protezione del feto umano e le condizioni per l’ammissibilità dell’interruzione della gravidanza, che è un passo significativo e forte nella tutela giuridica della vita umana”.
Eduard Habsburg ha sottolineato: : “Cari partecipanti alla Marcia per la Vita 2021, vi porto un messaggio positivo dall’Ungheria: è possibile incoraggiare le famiglie a dire di sì alla vita! Il governo ungherese ci lavora da nove anni, e abbiamo ottenuto risultati meravigliosi: +aumento dei matrimoni del 40%, +diminuzione dei divorzi del 25% e + diminuzione degli aborti del 30%. Per un tale cambiamento è indispensabile la volontà del governo ad impegnarsi per le famiglie, aiutandole e dando loro il messaggio che tanti figli rappresentano un regalo per la società. Le famiglie vanno aiutate economicamente, con prestiti a fondo perduto, tasse ridotte o abolite e aiuti finanziari per la casa, o per altre esigenze.”
Ha quindi preso la parola John Smeaton , presidente di SPUC (Socienty for the Protection of the Unborn Children): “Lo scopo del movimento pro-life è quello di sconfiggere l’idea, praticamente dominante nel mondo intero, che esista una vita non degna di essere vissuta. Non dimentichiamo che lottiamo per “tornare alla vera normalità”; siamo uniti nella lotta per porre completamente fine all’aborto e per il ripristino di una civiltà in cui si dia valore alla vita umana senza eccezioni. Non è normale uccidere i bambini nel grembo materno”.
Hanno fatto seguito le testimonianze di Anna e Dario Alinti, una coppia che ha vissuto l’esperienza dell’aborto e di Anna Bonetti, una giovane influencer di 23 anni, sorda dalla nascita per un’anomalia congenita, che grazie all’impianto cocleare e alla logopedia, dall’età di 5 anni ha imparato a parlare.
Anna e Dario Alinti sono una coppia di Milano che ha abortito nel 1980 ed ha raccontato: “9 mesi dopo la nascita del nostro primo figlio, eravamo giovanissimi, abbiamo scoperto di aspettare un altro figlio. Sconvolti dall’impossibilità di realizzare i nostri progetti e assaliti da tante preoccupazioni economiche, con tanta sofferenza, abbiamo deciso di abortire. Oggi che ho 61 anni dico che questi progetti sono andati in fumo lo stesso e che abbiamo rinunciato a una vita per nulla. L’aborto è un dolore che non si cancella e che le donne si portano dentro per tutta la vita; e sono convinta che questo valga anche per chi non ha fede, sono ferite indelebili che sanguinano ogni giorno. Penso che se accanto a me quel giorno di 40 anni fa ci fosse stato qualcuno che anche solo mi avesse teso la mano magari sarebbe andata diversamente. Io parlo per esperienza personale, nessuno mi ha legata e obbligata ma in fondo al cuore aspettavo solo che qualcuno mi dicesse di scendere da quel lettino. Penso dunque sia fondamentale dare la possibilità a queste donne di avere una scelta, qualcuno accanto che quantomeno gli mostri un’alternativa; non servono neanche tante parole ma solo una mano tesa. Alle donne che si trovano di fronte a questa scelta oggi mi sentirei di dirle di non farlo, perché a tutto c’è rimedio, qualsiasi sia la situazione in cui ci si trovi, mentre dall’aborto non si torna indietro. L’embrione non è un grumo di cellule, c’è un battito e quindi una vita che va tutelata sempre.”
Anna Bonetti ha dichiarato: “Nella mia vita la sordità è stata spesso vista come una disgrazia e a scuola sono stata spesso vittima di bullismo ma devo soprattutto alla mia sordità la persona che oggi sono, e proprio grazie ad essa ho capito l’importanza di difendere la vita umana innocente sin dal grembo materno. Anche coloro che vivono la mia stessa condizione vengono eliminati per mezzo della diagnosi prenatale. Infatti, ho scoperto che alcuni dei portatori di connessina 26, il gene che, come nel mio caso, causa la sordità, si sottopongono all’amniocentesi nel primo trimestre di gravidanza e nonostante i progressi che permettono, oggi, di affrontare meglio la sordità, una buona parte dei bambini “come me” non vedono la luce dopo la diagnosi prenatale. Un paradosso inconcepibile, specie per una società che si fa paladina dei diritti di tutti e, poi, elimina prima della nascita chi è “troppo diverso”. Basti pensare all’Islanda e alla Danimarca in cui la nascita di bambini con sindrome di Down è prossima allo zero. Per gran parte della mia vita mi sono sentita un errore, un pezzo difettoso della fabbricazione umana. Ma poi ho capito che l’errore non ero io, bensì il modo in cui la società mi aveva vista fino a quel momento e credo sia fondamentale restituire a ognuno la dignità che merita. A volte vi è la concezione che essere contro l’aborto significhi essere contro la libertà, mentre l’unica libertà che viene negata è quella del concepito, che in quanto essere umano non ha alcun diritto. Sono convinta che non si possa parlare di “diritti umani” o di tutelare le fasce più deboli se non siamo in grado di assicurare il più fondamentale dei diritti umani: il diritto alla vita”.
S.E Mons. Antonio Suetta – vescovo di Sanremo-Ventimiglia – presente in collegamento ha dichiarato: “Questo tradizionale appuntamento spinge il nostro sguardo a considerare il dono della vita in tutte le sue espressioni e specialmente a sostenere e promuovere quelle più fragili e indifese in tutti i modi possibili: accompagnando, supportando spiritualmente e materialmente, diffondendo cultura e pensiero buoni, con la preghiera, la testimonianza, la ricerca, il volontariato e l’impegno socio-politico.
Mi domando come sia possibile parlare di futuro e quindi di natalità, elemento essenziale ed imprescindibile di tale prospettiva, senza denunciare e rigettare la principale causa del cosiddetto freddo inverno demografico, che stiamo attraversando; la convinzione, cioè, che la vita umana sia da una parte considerata come un bene di consumo o un diritto – quasi un capriccio – da pretendere a piacimento e ad ogni costo, e dall’altra venga offesa, calpestata e soppressa quando, con malvagia e miope attitudine egoistica, disturba l’assurda pretesa di una vita comoda. E noi, come diceva San Giovanni Paolo II, non staremo a guardare, ma ci alzeremo in piedi.”
Tra i presenti in piazza anche Em.za Raymond Leo Burke e alcune figure politiche, tra cui Giorgia Meloni, isabella Rauti Cinzia Pellegrino e Lavinia Mennuni per Fratelli D’Italia, Simone Pillon e Filippo Bianchi per la Lega, Maurizio Gasparri per Forza Italia, Mario Adinolfi e Andrea Brenna per il Popolo della Famiglia. Presente anche il cantautore Andrea Caciolli con la sua canzone realizzata per l’evento e ascoltata con emozione dai presenti.
La presidente della Marcia per la Vita, Virginia Coda Nunziante, ha concluso sottolineando: “La sostanza della Marcia per la Vita, fin dalla sua prima edizione, nel 2011, non è stata solo quella di marciare, ma quella di esprimere una presenza pubblica nelle strade, nelle piazze, ovunque possibile, per affermare che la vita è un dono indisponibile di Dio e per combattere l’iniqua legge 194, che ha legalizzato l’uccisione in Italia, sino ad oggi, di oltre sei milioni di innocenti. La battaglia contro la cultura abortista va combattuta in nome della difesa di un ordine morale di valori, cioè di quella legge naturale e morale che ha in Dio la sua causa e il suo ultimo fine.  Dobbiamo desiderare profondamente che tutta la nostra società torni a essere profondamente cristiana perché solo in questo modo si ritroverà la pace, l’armonia, la crescita e la prosperità. E questo lo dico in quanto cittadina italiana che ama profondamente il proprio Paese ma anche in quanto cattolica, perfettamente cosciente che la società o si converte o andrà verso un inesorabile declino.”