RIARDO (Caserta) La bellezza della Madonna della Stella

(Paolo Mesolella -MIRACOLI) RIARDO (Caserta). La bellezza del nuovo e la mestizia dell’antico santuario della “Madonna della Stella” Ha festeggiato il 25 MAGGIO.. La Cappella gentilizia costruita da Pininfarina che si cimenta per la prima volta nell’architettura sacra ed il santuario medievale con affreschi dell’XI secolo
(Paolo Mesolella) A Riardo in provincia di Caserta, il paese delle acque minerali e della Ferrarelle, la bellezza architettonica del moderno si presenta al pellegrino insieme alla mestizia di un’antica cappella medievale che conserva preziosi affreschi dell’XI sec. Inaugurata il 23 giugno del 2012, la grandiosa e ricca Cappella gentilizia della famiglia Perrella, è stata realizzata su progetto di Pininfarina Extra di Torino che per la prima volta si è cimentata nell’architettura sacra. La cappella si trova a pochi metri dall’antica e povera cappella della Madonna della Stella che conserva affreschi dell’XI e XII secolo di grande pregio. Sono mille gli anni che dividono le due cappelle, ma sono diverse anche le senszioni che si provano: la povertà e la semplicità diventano ricchezza e magnificenza. La Cappella gentilizia costruita dall’imprenditore Raffaele Perrella, imprenditore di Riardo è aperta al pubblico, mentre l’altra è chiusa, sebbene conservi importanti affreschi e per visitarla bisogna farsi aprire la porta da un “guardiano” che abita lì vicino.
Il Santuario medievale ed i suoi affreschi – A pochi metri dalla cappella Perrella, sorge l’antico santuario della Madonna della Stella, dove ci sono preziosi affreschi medievali di scuola campana.
La Cappella che la famiglia De Ponte di Pietramelara ha recentemente donato al Comune, risale all’XI sec. e costituisce il nucleo originario del santuario, ingrandito nel Settecento e nel 1955 quando fu inspiegabilmente abbattuta una delle quattro pareti della cappella, dove erano dipinti sei personaggi raffiguranti la “Presentazione di Gesù fra i dottori del Tempio di Gerusalemme”.
Di questi affreschi oggi non è rimasto nulla. Sono rimasti invece gli affreschi posti dietro all’altare che sono databili tra l’XI ed il XII sec. e che sono stati restaurati recentemente della Sovrintendenza.
In un suo studio Gloriana Di Martino ha dato un nome a quasi tutte le figure rappresentate.
“A destra spiega, appena si entra, si vede il primo gruppo di figure dipinto sul lato breve della cappella che è costituito da quattro affreschi dell’XI sec. raffiguranti il vescovo S. Clemente, il Cristo in Gloria, S. Nicola di Bari e un Beato Pellegrino, un monaco del posto di nome Pellegrino, morto in odore di santità e raffigurato con la veste dell’ordine benedettino. Sulla parete lunga, invece, c’è un secondo gruppo di affreschi del XII sec. che raffigurano Santo Stefano protomartire, S. Michele Arcangelo patrono dei Longobardi, S. Pietro, S. Giovanni Evangelista, la Madonna in trono col Bambino e un santo Vescovo ignoto. A sinistra della Vergine c’è un terzo gruppo di affreschi del XIII sec. che raffigurano due Santi Apostoli e Sant’Andrea. E’ evidente il carattere votivo delle pitture, come è chiaro il ceto sociale medio dei committenti che molto probabilmente volevano emulare le grandi pitture affrescate in Sant’Angelo in Formis di Capua, nelle grotte dei santi e delle formelle a Calvi e nella cappella affrescata a Rongolise di Sessa Aurunca. In un quarto gruppo, del XIII sec., infine, sono raffigurati due santi francescani, san Francesco d’Assisi e san Bernardino da Siena, in adorazione dell’Ostia consacrata, il celebre monogramma di San Bernardino. Questi ultimi affreschi risalgono al 1443 quando san Bernardino insieme a san Giacomo della Marca, passarono per la cappella, diretti a Roccamonfina per fondare il convento dedicato alla Madonna dei monti Lattani.
La Madonna Regina – Negli affreschi la presenza della Madonna è predominante: si trova affrescata col bambino in grembo, come una regina, al centro del nucleo più importante dei dipinti, quello centrale posto nel presbiterio con ai lati quindici affreschi di santi e beati.
Rocco e la moglie – Sotto al pannello laterale, che rappresenta i due santi apostoli, si legge un’iscrizione “Ego Roccus cum uxore mea pingere fecit Sacrum hoc Votum”, Io Rocco feci dipingere con mia moglie questo voto sacro. L’iscrizione quindi, ci ricorda il nome del committente e l’uso tipico del Medioevo di firmare le opere d’arte con il nome del committente e non con quello dell’artista. Da tanto tempo le persone colpite da gravi malattie, hanno effero alla Madonna, in segno di devozione ex voto, come collane, braccialetti, orecchini d’oro ed altri pregiati monili che fanno parte del ricco rivestimento che l’accompagna durante le processioni.
Il nuovo santuario – Il nuovo santuario della Madonna della Stella è stato realizzato nel decennio 1952-1962 per ampliare l’antica cappella risalente alla seconda metà del primo millennio d.C. La cappella custodisce gli affreschi medievali di scuola campana che sono una delle più antiche testimonianze pittoriche di Terra di Lavoro e sono coevi a quelli della Basilica di Sant’Angelo in Formis, di Calvi e a quelli di Santa Maria in Grotta a Rongolise.   
L’antica cappella delle monache benedettine – La cappella originaria che risale alla prima metà dell’XI secolo, fu abbandonata dalle monache benedettine di Teano che l’abitavano, tra il 1191 e il 1230. Con il passare degli anni la cappella rimase nascosta dalla vegetazione e di essa si persero le tracce. La tradizione vuole che venne ritrovata nel 1450 da una pastorella in cerca di una capretta che si era recata in quel luogo e si era inginocchiata sopra un roveto. Scoperta la cappella, venne alla luce l’immagine della Madonna che tornò ad essere venerata dai pellegrini. La stessa tradizione vuole che una giovane demente, avendo appresa la notizia, si incamminò verso il santuario gridando :”Corriamo alla Madonna della Stella!”. E il popolo attribuì quel nome alla cappella come fosse stata ispirato. Nel 1952 si decise di inglobare la vecchia cappella nella nuova costruzione, a scapito degli affreschi che furono in parte distrutti. Nella cappella c’è anche una statua della Madonna della Stella, di stile barocco, del 1750 attribuita allo scultore Giuseppe Picano.
La cerimonia dell’incoronazione della statua della Madonna avvenne il 27 maggio 1980 alla presenza dell’arcivescovo di Napoli, cardinale Corrado Ursi. Le due corone d’oro, realizzare con l’oro donato dai fedeli, furono benedette dal papa. Ancora oggi la festa della Madonna della Stella, con la processione e la celebrazione della santa messa solenne, per tradizione ricorre il martedì dopo la Pentecoste, il prossimo martedì 25 maggio.