Caserta. Muti, Schubert, Bellini e Napoli

(di Paolo MESOLELLA) CASERTA – MUTI, SCHUBERT E BELLINI Sia io che Bellini abbiamo studiato al conservatorio San Sebastiano di Napoli (di Paolo Mesolela) Il concerto dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” diretto dal grande Riccardo Nuti è stato un’ora di grande musica. Sia l’Overture in do maggiore, sia la sinfonia n.9 di Schubert hanno catturato l’attenzione dei mille fortunati casertani (e non solo) presenti in platea e hanno dimostrato che questa sesta edizione di “Un’estate da Re” alla Reggia di Caserta è un appuntamento per palati fini ed amanti della buona musica. La sinfonia n. 9 in do maggiore, in particolare, è stata diretta da Muti, in maniera magistrale, dando ritmo e tono a quella che è una sinfonia non facile da eseguire. Fu composta infatti, da Franz Schubert nel 1825 a Vienna ma l’orchestra della Gesellschaft der Musikfreunde rifiutò di eseguirla trovandola troppo difficile. L’autore a questo punto accantonò la partitura che fu ritrovata nel 1838 da Schumann in una montagna di manoscritti accatastati in casa del fratello del compositore. La prima esecuzione, quindi è ritenuta un evento memorabile nella storia della musica, perché potè avvenire a Lipsia solo nel 1839, con Mendelssohn alla direzione della Gewandhaus. Dopo quasi duecento anni, la sinfonia “Grande” ha entusiasmato i casertani e tanti napoletani arrivati a Caserta per l’occasione, grazie alla presenza del Maestro Muti. In prima fila lo stesso presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca che il maestro ha ringraziato per essere” il Governatore che più di tutti gli altri dà un valido contributo e aiuto alla musica e alla cultura”. Al termine del concerto, il maestro Muti ha voluto sorprendere i presenti con un fuori programma, regalando loro l’esecuzione magistrale della “Norma” di Bellini. Ha voluto salutare i presenti con un musicista di scuola napoletana. “Bellini, ha detto, è nato a Catania, ma ha studiato a Napoli nel conservatorio di San Sebastiano (oggi di San Pietro a Maiella) ed ha fatto parte della scuola napoletana come Cimarosa, Paisiello, Cherubini, Spontini, Farinella, Tritto e Traettini ma anche Rossini e Donizetti che Napoli ha inviato per le corti d’ Europa. Bellini in particolare studiò nel Conservatorio di san Sebastiano che allora si trovava dove oggi c’è il Liceo “Vittorio Emanuele”. A Napoli fu allievo di Giacomo Tritto e tra i banchi del conservatorio ebbe come compagni Saverio Mercadante, Piero Maroncelli e Francesco Florimo, la cui fedele amicizia lo accompagnerà per tutta la vita e dopo la morte Florimo sarà tra i suoi primi biografi. In questo periodo, Bellini compose sinfonie d’opera e alcune arie per voce e orchestra, tra cui la celebre “Dolente immagine” il cui testo è attribuito alla sua fiamma Maddalena Fumaroli, Nel 1826 a Napoli andò in scena al Teatro San Carlo, il suo primo grande successo con “Bianca e Fernando”. L’anno seguente Bellini preparò un’opera da rappresentare al Teatro alla Scala di Milano. E partendo, il giovane compositore lasciò a Napoli Maddalena Fumaroli, la ragazza che non aveva potuto sposare a causa del padre di lei, contrario al matrimonio con un “suonatore di cembalo”. “ Nello stesso Liceo – ha detto dal palco il maestro Riccardo Muti, ho studiato anche io. La mattina frequentavo il liceo e nel pomeriggio studiavo al conservatorio di san Sebastiano, che oggi è diventato di San Pietro a Maiella di Napoli, la nostra grande capitale. Ed è proprio la storia, non solo musicale, della nostra grande capitale, che io dedico a tutti voi, a questi giovani valorosissimi dell’Orchestra Cherubini, che rappresentano il nostro futuro e a tutti i giovani che ci stanno ascoltando da dietro le ringhiere”.

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