Casal di Principe. Il 27 luglio Anna Maria Zoppi presenta “Non ne sapevo niente” a Fondi

(di Paolo Mesolella) CASAL DI PRINCIPE.Anna Maria ZOPPI presenta i suoi ricordi su Casale. Il 27 luglio prossimo, alle ore 17.30, nel Museo Civico di Fondi, Anna Maria Zoppi presenterà il suo primo lavoro: ”Non ne sapevo niente”. A volte capita di trovarti tra le mani un libro che ti sorprende. Un libro che non ti aspettavi, ma che ti lascia stupito. E’ questo il caso di “Non ne sapevo niente”, il bel libro di Anna Maria Zoppi, pittrice, fotografa e scrittrice di Casal di Principe, dal quale scopri improvvisamente una donna poliedrica che ricorda situazioni ed emozioni che non conoscevi. Un libro che è il racconto della lunga malattia che porterà il padre alla morte, ma anche un viaggio attraverso i suoi ricordi di gioventù, dagli anni del Liceo artistico a quelli di fotografa e di artista. Gli anni della sua gioventù, a Casal di Principe, coincidono con l’aggravarsi del fenomeno camorristico che semina tanti morti per strada Ciò nonostante, Anna Maria “non sapeva niente” di tutto questo, trascorrendo giorni spensierati fino a che non è arrivato il dolore per la morte del padre. Ma il libro presenta numerose storie che non si dimenticano facilmente. La storia di Gino, infermiere separato e disperato a causa della moglie che non le faceva vedere i suoi tre figli. Scrive Anna Maria: ”Piangeva nel dirlo e a vederlo era davvero straziante. Tutte volevamo fare qualcosa per questo giovane uomo avvilito e distrutto anche economicamente da una donna che un tempo l’aveva amato”. Non bastarono la sua disponibilità ed il suo altruismo, la depressione per la sua situazione aumentò a tal punto da fargli perdere la memoria e la vita. La storia del suo papà che dipinge la scena del suo ultimo viaggio: un calesse trainato da due cavalli bianchi, bardati di nero, un cocchiere vestito di scuro con eleganza, una chiesa. Il suo papà che ha sparsi ovunque tutti i suoi libricini di chiesa, che adora arricchirsi della vita e dei miracoli dei santi, che conosce la Bibbia, che crede in lei, la iscrive al Liceo artistico e le permette di diventare la prima fotografa di Casal di Principe. Ma lei, dopo il successo nella professione, sceglie di seguire il suo amore per l’arte. Scrive: ”Gli anni 80 furono anni d’oro per me, la mia agenda era sempre piena di impegni. Ma io volevo anche dipingere, così di giorno fotografavo la realtà e di notte dipingevo i miei sogni”. Poi l’incontro con il prof. Zigrino, il critico d’arte di 82 anni che la guidò nell’allestimento di mostre al santuario di Briano, di Fondi e nel castello di Itri. Ma il libro ricorda anche la sua amicizia con don Peppe Diana, il prete martire della Camorra, al quale ha dedicato un bel dipinto “Omaggio a don Peppe Diana”. Ricorda le abitudini della Casal di Principe: le donne sempre vestite di nero perché tutte avevano avuto dei lutti, le ragazze che chiedevano foto destinate a signori che cercavano ragazze da dare in sposa a uomini di altre città, i matrimoni sfarzosi con centinaia di invitati, compreso quello del signorotto del paese con la “portata trionfale” e il concerto di Nino D’Angelo, i pranzi di nozze forzati con donne incinte e quelli finiti in rissa. Il libro ricorda anche una storia di delinquenza di cui fu lei stessa una vittima. Un attacco di stampo camorristico alla vetrina del suo negozio di fotografie. Una sera di novembre due persone spararono dei colpi sulla vetrina antiproiettile del suo negozio. Uno di essi colpì sulla fronte il volto del cantante Filippo Schisano esposte in un portafotografie. Poi , dopo qualche giorno, un anno dopo l’inizio dell’attività, la telefonata estorsiva:” Mi devi dare quattro milioni e devi darmeli il più presto possibile per aiutare le mogli dei carcerati”. Era Francuccio che chiedeva il pizzo, quello stesso ragazzo di 17 anni che la mattina la importunava per farsi fare continuamente ritratti e che fu ucciso a soli 17 anni: un ragazzo vissuto nella miseria di una famiglia “non buona” di Casal di Principe. “Se avessi saputo cos’era il pizzo, scrive Anna Maria, avrei avuto paura e avrei pagato. L’incoscienza mi ha salvato da tutto ciò. A quei tempi non si viveva bene nel mio paese, c’erano individui che avevano sete di potere, tutti dovevano piegarsi… Tantissimi sono stati ammazzati e tanti erano giovanissimi. Di tutto questo io non sapevo niente”.
Ma nel libro vi sono anche ricordi che fanno pensare, come quando in ospedale di fronte al lettino del padre vede ”un uomo di mezza età che ha dolori per tutto il corpo e la figlia non fa che abbracciarlo e accarezzargli la schiena, dove il male è più insistente. Ha un fisico atletico e vederlo rannicchiato su quel penoso giaciglio mi si riempiono gli occhi di lacrime. La malattia non ha età, non ha bellezza, non ha pietà di nessuno..”. Lo dimostra anche un altro giovane malato che si trova in ospedale nella stanza accanto a quella del padre: è malato di leucemia, ha 25 anni, una giovane moglie ed una bimba che non può vedere in ospedale. Eppure ha un negozio di articoli religiosi e vende libri di santi. Infine la bella esperienza vissuta in Francia dove Anna Maria ha partecipato a cinque esposizioni, l’ultima delle quali a Parigi. Anna Maria è sensibile al bello, al fascino femminile, al materno. Scrive nel libro: “Ho iniziato a dipingere la figura femminile, perché ho sempre nutrito una certa sensibilità verso il corpo della donna. Giovani donne dall’aria ingenua, dolci ma anche sensuali. Poi ho iniziato con l’astratto facendolo accoppiare con la figura. Ma sono un’artista indisciplinata, un’anima poliedrica ..”. Ha ragione: per lei “l’arte non ha limiti, non ha imposizioni, è tante donne diverse ed ogni creatura che vive in lei si nutre di tante piccole emozioni diverse”.
Anna Maria Zoppi , è nata sotto il segno del cancro a Casal di Principe dove ha il suo studio. E’ sposata e ha tre figli. Dopo aver frequentato il Liceo artistico di Aversa e l’Accademia di fotografia e cinematografia di Roma, ha frequentato corsi di specializzazione in vari istituti d’arte. E’ stata fotografa professionista per quaranta anni, finché non ha deciso di lasciare la fotografia per la pittura. Ed è stato un successo: ancora giovane ha partecipato a concorsi e manifestazioni d’arte conseguendo numerosi premi e riconoscimenti. Critici, giornali e riviste si sono interessati alla sua attività con attenzione, riconoscendo i suoi meriti. Le sue opere sono presenti in musei, santuari, chiese e raccolte pubbliche e private. Ha vinto il Premio “Vincenzo Crocitti” a Roma, il premio “Frammenti di Luce” a Vietri sul Mare (Sa) e tanti altri, Quest’anno ha esposto alla IV edizione di “Sorrento in arte” e il 27 luglio prossimo, alle ore 17.30 esporrà nel Museo Civico di Fondi

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