Pozzuoli (Na) Il Beato don Giustino Russolillo diventerà Santo

(di Paolo MESOLELLA – MIRACOLI n. 13) POZZUOLI (Napoli) Dopo 1700 anni la Diocesi di Pozzuoli avrà un nuovo Santo. La sua festa liturgica il 2 agosto, giorno in cui morì. Don Giustino, il fondatore della Congregazione dei Padri Vocazionisti, delle Suore Vocazioniste e delle Apostole della Santificazione Universale, durante la sua vita non si è mai allontanato da Pianura, un quartiere popolare di Napoli. Ciò nonostante oggi “il santo di Pianura” è conosciuto in tutto il mondo grazie all’ opera dei Vocazionisti che ormai raggiuge tutti e cinque i continenti. Le sue opere caritative infatti sono presenti in Italia ma anche in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Portogalllo, Nigeria, Vietnam, Argentina, Filippine, Brasile, Equador, Columbia, India, Amazzonia, Indonesia e Madagascar . E non mancano suoi sacerdoti che sono diventati vescovi in Amazzonia, Indonesia e negli Stati Uniti.
Venerdì 9 luglio scorso, alle ore 11, nella sala dei Baroni del suggestivo complesso monumentale di Castel Nuovo a Napoli, è stato presentato il percorso di canonizzazione del Beato Don Giustino Maria Russolillo, alla presenza del postulatore della causa di santità, del miracolato e di diversi testimoni che lo hanno conosciuto e che hanno testimoniato la sua semplicità, umilta e santità.
Don Giustino – Dopo 1700 anni, quindi, la Diocesi di Pozzuoli avrà un nuovo Santo: don Giustino, sacerdote e fondatore della Società delle Divine Vocazioni (o Vocazionisti), della Congregazione delle suore delle Divine Vocazioni, e delle Apostole della santificazione universale. Il decreto riguardante il miracolo attribuito alla sua intercessione è del 27 ottobre 2020, quando papa Francesco ha ricevuto in udienza mons. Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, autorizzando la Congregazione a promulgare il decreto per la guarigione straordinaria del giovane vocazionista  Jean Emile Rasolofo del Madagascar.
La vita  – Nato a Pianura, in provincia di Napoli, terzo di dieci figli, Giustino Maria Russolillo fu ordinato sacerdote il 20 settembre del 1913 nella cattedrale di Pozzuoli e, come ricorda il nome della sua fondazione, si dedicò senza sosta alla ricerca di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.
Dopo una vita schiva ma feconda, il prossimo mese di settembre sarà canonizzato. La comunicazione ufficiale alla stampa è stata data venerdì 10 luglio scorso, a Napoli, in un incontro durante il quale è stato ricordato il lungo percorso di fede ed il miracolo che ha portato il Santo Padre il 27 ottobre 2020 a riconoscere la guarigione di  Jean Emile Rasolofo attribuita alla sua intercessione.  Jean Emile è un giovane Vocazionista proveniente dal Madagascar che, al momento del suo malore, nell’ aprile del 2016, si trovava nella parrocchia di Santa Maria a Quarto di Napoli. All’incontro erano presenti il Padre Generale della Congregazione, Padre Antonio Rafael do Nascimento, la Madre Generale Suor Chiara Stella Vitale, il Postulatore della causa di canonizzazione, padre Giacomo Capraro e il Presidente della commissione centrale per la canonizzazione, don Salvatore Musella. “La famiglia vocazionista, ha spiegato don Salvatore, sta celebrando il centenario della fondazione. E proprio durande questo centenario, a settembre, il Santo Padre celebrerà la canonizzazione di don Giustino.
Il postulatore – Don Giacomo Capraro, il Postulatore della causa di canonizzazione, ha ricordato cosa successe a Jean Emile in quei giorni e quale è stato il percorso che ha portato al riconoscimento della sua guarigione per intercessione di Don Giustino da parte della Congregazione delle cause dei santi. ”E’ molto importante, ha detto, la data del 16 aprile 2016. Nella notte tra il 15 e il 16 aprile, il nostro confratello Jean Emilie Rasolofo, si trovava nella parrocchia di Quarto, in provincia di Napoli, si sentì male e avvertì insistenti dolori alla testa. La mattina seguente non si presentò alla preghera delle lodi né alla messa delle 8.30. Al termine della celebrazione, un confratello lo trovò nella sua camera, riverso a terra e privo di conoscenza, in una chiazza di sangue e con il sangue negli occhi. Era rimasto in quella posizione una decina di ore. Lo trasportarono con urgenza all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli ma le sue condizioni erano critiche: gli fu diagnosticato il coma di terzo grado. I medici dissero che nel 90% dei casi al coma di terzo grado non si sopravvive e che se pure si fosse risvegliato, le conseguenze sarebbero state devastanti. Ad Emilio furono diagnosticati in particolare cinque patologie: uno stato di epilessia grave e di coma, uno schiacciamento dei tessuti che aveva causato una fuoriuscita di elementi, i valori molto alti avevano distrutto i reni, e la pleurite aveva causato una crisi respiratoria acuta. I cinque medici che lo avevano visitato nell’ospadale di Pozzuoli disserò che era impossibile sopravvivere in quello stato. Ma il 18 aprile a Quarto di Napoli iniziò una novena al Beato Don Giustino: i vocazionisti  pregarono affinché Don Giustino potesse intercedere per la guarigione del nostro confratello ed io stesso, il 18 aprile 2016, mi recai in ospedale e poggiai sul suo corpo una immaginetta di Don Giustino. Il Superiore Generale, infatti, avvertito dai medici delle gravi condizioni di Emilio, aveva inviato un messaggio a tutti i confratelli affinché chiedessero la guarigione del giovane per intercessione di “don Giustino”, inviando una supplica in cinque lingue, unita ad una foto del religioso, a tutta la Congregazione, chiedendo di pregare in ogni comunità la novena al Beato Fondatore. .Le suppliche furono tutte antecedenti l’inaspettato risveglio dal coma. Passarono pochi giorni infatti e poi, il 21 aprile  Emile uscì dal coma e già dai primi momenti apriva gli occhi, muoveva gli arti superiori ed inferiori e respirava autonomamente. Dopo qualche ora iniziò anche a mangiare. I medici gli dissero:”Sei uscito dalla tomba!” . E lui rispose:””Ma io sto bene! Il Signore mi dice che debbo aiutare gli alti!”. Così, si avvicinò ai malati e si mise a servirli. Il 3 maggio Emile fu dimesso e i medici furono tutti concordi nel testimoniare che quella guarigione era scientificamente inspiegabile. Il cinque maggio 2020 i medici si riunirono in assemblea e confermarono ufficialmente l’avvenuta guarigione che definirono: “completa, duratura e non comprensibile dal punto di vista scientifico”. Nel mese di giugno, poi, una commissione di teologi, partendo dalle conclusioni scientifiche dei medici stabilì il nesso di causa ed effetto che aveva portato al miracolo.
La testimonianza di Emilio – Anche Emilio, il giovane religioso vocazionista, nato in Madagascar nel 1984, e presente all’incontro, ha ricordato la sua guarigione da “crisi tonico-cloniche generalizzate e prolungate, stato di male epilettico, coma, gravissima rabdomiolisi, polmonite ab ingestis, insufficienza respiratoria acuta”.
”A quel tempo, ha spiegato, mi trovavo in Italia, a Quarto nella chiesa di Santa Maria. La sera del 15 aprile 2016, dopo cena avvertii stanchezza e mal di testa perciò andai a letto presto. Poi non ricordo più nulla. Fui trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Pozzuoli, dove giunsi privo di coscienza. Fui intubato e sottoposto alla respirazione assistita. Il 18 aprile la mia situazione clinica era molto grave ma, il 21 aprile, le condizioni cliniche migliorarono in modo repentino e uscii dal coma.
Ricordo che in ospedale un giorno non sono venuti i volontari e non potevo alzarmi. Poi il 5 maggio sono uscito dall’ospedale e sono tornato a casa. Il 7 maggio, giorno della beatificazione di don Giustino, ho chiesto ai miei confratelli sacerdoti di portarmi presso la tomba di don Giustino a Pianura per ringraziarlo dell’avvenuta guarigione”.
Il processo – Il 19 luglio 2017 iniziò il Processo  diocesano che si è concluso il 23 marzo 2018. Durante il processo sono stati ascoltati 18 testimoni tra medici e infermieri, tutti erano concordi sull’inspiegabilità scientifica della guarigione. Il 26 marzo 2018 le prove testimoniali sono state consegnate alla Congregazione delle Cause dei Santi. Dopodiché il 5 marzo 2020 la Consulta Medica del Vaticano ha riconosciuto la guarigione di Jean Emile Rasolofo per intercessione del Beato Don Giustino Maria Russolillo. Il 16 giugno anche i membri della Consulta Teologica, dopo aver sentito altri testimoni, si sono espressi all’unanimità: la guarigione scientificamente inspiegabile del giovane Jean Emile Rasolofo è un miracolo da attribuirsi all’intercessione  del Beato Don Giustino Maria Russolillo. Il 6 ottobre 2020, poi, la Congregazione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi, membri del Dicastero per la Causa dei Santi, con una relazione di mons. Fumagalli, Vescovo di Viterbo, ha riconosciuto la guarigione di Jean Emile e il miracolo del Beato Don Giustino. Nei giorni scorsi, infine, Papa Francesco, ha riconosciuto ufficialmente il miracolo, annunciando la data della canonizzazione a settembre. 
Due segni della Provvidenza, spiegano i vicazionisti: il 18 ottobre  2020 è stato festeggiato il primo Centenario dalla fondazione dei Padri Vocazionisti, nel settembre 2021, invece,  avverrà  la Canonizzazione del Beato Don Giustino, proprio quando le Suore delle Divine Vocazioni festeggeranno il centenario della loro fondazione.  Ha spiegato Don Salvatore Musella, presidente della Commissione per la canonizzazione: “Ci sarà un momento di ringraziamento a Roma con il Papa, poi seguirà un momento forte qui a Pianura, nel luogo dove si trova il corpo del santo, con la messa di ringraziamento e poi vi saranno messe di ringraziamento in tutte le parti del mondo in cui si trovano i Vocazionisti”. “Questo luogo, ha aggiunto don Ciro Sarnataro, Vicario Generale dei Vocazionisti, dopo la canonizzazione diventerà un santuario”. Perché la canonizzazione di don Giustino è un grande evento, un momento atteso da molti fedeli di tutto il mondo, in modo particolare nel quartiere di Pianura che ogni giorno affida le proprie preghiere a un prete che è riuscito a “cambiare” il quartiere. Don Giustino, che era solito pronunciare le parole ”Fatti santo!” , è diventato un modello di santità non solo per Pianura e per l’Italia ma per tutto il mondo..
Il Museo di Don Giustino Una casa -museo per don Giustino è stata realizzata nella casa madre di Pianura su due livelli: il primo si trova nella sala attigua alla cripta del Beato dove sono presenti i suoi effetti personali, un ampio spazio dedicato alla presenza vocazionista nel mondo e i suoi manoscritti. Il secondo livello, invece, è al terzo piano della casa e comprende la stanza di don Giustino, il suo ufficio e il luogo in cui era solito pregare.
Il Vocazionario La prima casa fondata da don Giustino a Pianura oggi è diventata “Centro Don Giustino, vocazionario Deus caritas”. In questo oratorio nacque il primo nucleo della futura Società delle Divine Vocazioni. Quando infatti iI 20 settembre 1920 don Giustino prese possesso della Parrocchia di S.Giorgio Martire a Pianura, con il permesso del vescovo diede vita al Vocazionario e alla Società delle Divine Vocazioni nella casa canonica. Un anno dopo, il 2 ottobre 1921 in questa stessa casa fondò anche l’ordine religioso delle Suore Vocazioniste. (La cripta con il corpo di don Giustino a Pianura)
Giustino Maria Russolillo nacque a Pianura il 18 gennaio 1891, terzo di dieci figli e morì a  Napoli il 2 agosto 1955.
Fu ordinato sacerdote il 20 settembre del 1913 nella cattedrale di Pozzuoli dopodiché fu nominato parroco di San Giorgio Martire a Pianura di Napoli dal 20 settembre 1920 al 2 agosto 1955. Il 30 aprile 1914 a Pianura fondò il Vocazionario per i giovani chiamati da Dio al sacerdozio. Il 18 Ottobre 1920 fondò la Società delle divine vocazioni (i Vocazionisti) e il 1 Ottobre 1921 le Suore delle Divine Vocazioni. Poi nel 1965 fondò l’Istituto Secolare delle Apostole della santificazione universale. E’ considerato l’apostolo delle vocazioni. Dopo una vita trascorsa come parroco, predicatore di esercizi spirituali e fondatore di opere vocazionali, si spense al Vocazionario di Pianura il 2 agosto 1955. Il suo corpo è conservato nella cripta della casa madre, dove restano molti suoi ricordi nel museo. Il processo diocesano di beatificazione iniziò il 18 gennaio 1980 presso l’arcidiocesi di Napoli. E’ stato dichiarato venerabile da papa Giovanni Paolo II il 18 dicembre 1997 e Beato da papa Benedetto XVI il 7 maggio 2011. Dieci anni dopo, il 27 Ottobre 2020, papa Francesco ha promulgato il decreto per il secondo miracolo attribuito alla sua intercessione:. quello della guarigione di Emilio, il giovane vocazionista. Poi nei giorni scorsi l’annuncio di papa Francesco: Don Giustino a settembre diventerà Santo.
Il primo miracolo – Il primo miracolo attribuito alla sua intercessione, è un altro miracolo di guarigione: una signora americana Iole Gaetanina Meloro, nata a Newark nel New Jersey, guarì da una gravissima malattia, Era affetta da un carcinoma papillare squamoso all’interno della vagina. Mentre i medici cercavano terapie efficaci per curarla, lei e i suoi familiari chiesero l’intercessione di don Giustino che conoscevano perché frequentavano una parrocchia retta dai padri Vocazionisti.
Alla fine della radioterapia esterna, nel febbraio 1998, prima di procedere con le cure interne, i medici riscontrarono la completa guarigione dal tumore. Il processo sulla presunta guarigione miracolosa, completa e duratura, terminò il 9 marzo 2007. La Consulta medica della Congregazione delle Cause dei Santi diede parere positivo il 18 giugno 2009, confermato dai consultori teologi il 12 dicembre 2009 e dai cardinali e vescovi membri il 1° giugno 2010. Il decreto sul miracolo, che portò alla Beatificazione di don Giustino fu promulgato il 1° luglio 2010 da papa Benedetto XVI. In occasione della beatificazione, avvenuta il 7 maggio del 2011, furono inviate reliquie tratte dal pollice, dall’indice e dalle dita della mano destra del Beato, alla casa di Roma e a tutte le case religiose dei Vocazionisti sparse nel mondo.
I Vocazionisti nel mondo Il 18 ottobre 1920 don Giustino fondò a Pianura la Società delle Divine Vocazioni, conosciuta anche come congregazione religiosa dei Vocazionisti. L’anno dopo, il 1 ottobre 1921 fondò anche le Suore Vocazioniste, Ma la famiglia vocazionista doveva comprendere anche l’Istituto secolare della santificazione universale e gruppi di laici come Gli Amici di don Giustino, le Cooperatrici Missionarie Vocazioniste e i Gruppi di preghiera don Giustino. Oggi i Vocazionisti sono presenti in 18 Paesi e in quattro continenti: in Italia, in Brasile (1950), Stati Uniti d’America (1962), Argentina (1985), Nigeria (1991), Filippine (1995), India (1996), Madagascar (2002) , Colombia (2004), Ecuador (2004), Indonesia (2006), Regno Unito (2009), Cile (2010), Francia (2016), Canada (2017), Sud Africa (2017), Vietnam (2018), Australia (2019). Perfino in Amazzonia con il vescovo vocazionista mons. Ionilton. In Italia, in particolare, l’opera vocazionista di don Giustino è nata a Pianura e si è diffusa in tutta Italia: a Napoli, Torre del Greco , San Marzano, Fidene, Roma, Bibbiena (Arezzo), Marina di Camerota, Marcianise (Ce) , Licusati, Albanella, Altavilla Silentina, Mola di Bari, Albomonte, Canicatti e Ribeira in Sicilia.
L’opera Omnia in 27 volumi
Don Giustino Russolillo è stato anche uno scrittore molto attivo e un instancabile predicatore di esercizi spirituali per religiosi e laici. Molti suoi scritti sono raccolti nei 27 volumi della sua Opera Omnia. Tra questi i più importanti sono: Ascensione, Spiritus Orationis, Faciamus Homines, Le relazioni, Spirito e vita, Per l’Orazione mentale, Consacrazioni. Per i suoi confratelli religiosi ha scritto il Devozionale, Gli offertori del Preziosissimo sangue, molte lettere, le Regole e le Costituzioni. Tutti i libri si possono scaricare gratuitamente dal sito on line della famiglia vocazionista alla pagina https://www.vocationist.net/operaomnia/.
Un ricordo del suo segretario. Don Raffaele Castiglione, sacerdote vocazionista e per molti anni segretario di don Giustino, ricorda ancora oggi tanti episodi della vita del Beato che lo hanno sorpreso, come quello avvenuto nel 1947. “A quel tempo, spiega don Raffaele, don Giustino quando dormiva utilizzava una borsa elettrica che metteva sul petto per riscaldarsi. Un giorno capitò che mentre dormiva bruciò tutto, tranne il posto che occupava lui con il suo corpo che rimase intatto. Qualche tempo dopo, presi coraggio e gli chiesi:”Don Giustino che cosa c’è di vero in quello che sento dire? I suoi occhi si riempirono come di lacrime e mi rispose: “Che vuoi? Certamente fu una grazia della Madonna!”.
(articolo di Paolo MESOLELLA pubblicato su MIRACOLI n. 13 del 29 luglio 2021)