Falciano del Massico. Nasce una pinacoteca nazionale dedicata a san Rocco, il virologo di Dio

(Paolo Mesolella – MIRACOLI) FALCIANO DEL MASSICO Grazie a Fratel Costantino e all’Associazione Europea Amici di San Rocco – San Rocco avrà una nuova, grande casa a Falciano del Massico, in provincia di Caserta. Grazie a fratel Costantino, fondatore dell’Associszione europea Amici di san Rocco e all’amministrazione comunale, il giovane pellegrino francese ha trovato una nuova casa che ospiterà una grande pinacoteca nazionale con tele, opere e legni provenienti da tutta Italia: soprattutto quadri, veri capolavori d’arte che raccontano la sua vita operosa, trascorsa al servizio di Dio e dei fratelli bisognosi.
In una terra come l’Italia, dove il santo pellegrino trascorse dodici anni della sua breve vita (morì a trent’anni), al servizio dei malati e dove si contano tra chiese, cappelle e santuari oltre tremila opere ed è patrono di ben 1889 comuni, questa pinacoteca è certamente da visitare. E questo anche grazie al sindaco Erasmo Fava e all’assessora Antonietta Rucco di Falciano del Massico dove San Rocco già è di casa essendone il patrono. Una devozione quella verso il santo di Montpellier, campione di carità, che ancor oggi è molto forte, sebbene siano trascorsi sette secoli dalla sua vita terrena, perché invocato per le sue virtù taumaturgiche affinche liberi l’Italia e il mondo dalla nuova peste che è il Covid.
San Rocco è il virologo di Dio che fin dal Medioevo è stato il nemico di virus e batteri. Allora contro la peste nera, oggi contro il Coronavirus, la peste del ventunesimo secolo. Il culto di questo santo medico è rimasto costante nel tempo perché è il patrono degli appestati, dei contagiati, ma anche degli emarginati, ammalati, viandanti e pellegrini, selciatori, invalidi, prigionieri, chirurghi, operatori sanitari, farmacisti, assicurativi, necrofori, volontari, delle ginocchia e delle articolazioni e dei cani.
Anche per questo, fratel Costantino e la sua associazione, hanno ricevuto l’incoraggiamento di papa Francesco che ha inviato loro una preziosa lettera in cui scrive: “Imparto di cuore l’implorata benedizione apostolica esortando a continuare, in questo periodo di pandemia da Coronavirus, a promuovere la preghiera a san Rocco di Montpellier, affinché interceda per la guarigione dei malati e per la cessazione del contagio”. Francesco. Dal Vaticano 6 dicembre 2020. “E’ il miracolo della preghiera, spiega fratel Costantino, il santo padre ha chiesto alla nostra associazione di pregare San Rocco contro la pandemia, perchè san Rocco è invocato ancora oggi contro le malattie infettive. Sono oltre seimila, spiega, gli iscritti alla nostra associazione, con ottanta gruppi sparsi per l’Italia e quindici in Europa, tra cui la Spagna, il Portogallo, la Germania e la Svizzera. In questo periodo difficile sul portale della nostra associazione sono arrivate 500 mila richieste di preghiera e di affidamento a san Rocco. E la nostra associazione ha affiancato alla preghiera la solidarietà e i nostri volontari con la mantellina sono andati in giro in paese a distribuire pacchi solidali e mascherine.
La pinacoteca
“La pinacoteca nazionale dedicata a San Rocco, spiega fratel Costantino, sarà un luogo di accoglienza e di arte, che certamente darà nuovo impulso alla devozione e alla conoscenza di uno dei santi più venerati al mondo: Rocco di Montpellier, il giovane pellegrino che da Montpellier venne in Italia e portò conforto nel nome di Gesù. Solo in Italia si contano oltre tremila tra chiese, cappelle, santuari ed oratori, duecentosettanta confraternite ed è patrono di ben 1889 comuni. Tra numerosi dipinti ad olio su tela collocati nella pinacoteca nazionale dedicata a San Rocco a Falciano del Massico si notano opere di grande pregio. L’inaugurazione avverrà il 16 ottobre del 2021 nel Polo culturale comunale di Falciano del Massico, in Via san Martino a Monte. Sei grandi sale che si affiancano all’attuale Museo di vino falerno.
“Con grande entusiasmo, ci ha spiegato il sindaco Erasmo Fava, abbiamo accolto la scelta di Fratel Costantino e dell’Associazione “Amici di San Rocco” di individuare Falciano del Massico come sede della Pinacoteca nazionale dedicata al santo. Una grande opportunità per il nostro paese, non solo per il valore artistico e religioso che riveste tale iniziativa ma anche per l’indotto economico e turistico che essa porterà all’intero territorio che ospiterà migliaia di fedeli provenienti da tutta Europa. Grazie a San Rocco le nostre bellezze naturali e architettoniche, i nostri prodotti enogastronomici saranno apprezzati da tanti visitatori”.
San Rocco – Chi non conosce infatti San Rocco ? E’ il santo più invocato al mondo contro l’epidemia, è vissuto nel 1300 ma affascina ancora oggi con il suo stile di vita e il suo carisma, migliaia di devoti.
Nacque a Montpellier intorno al 1346 dal governatore della città Giovanni Delacroix. Ma il padre morì qando lui aveva quindi anni e la madre Liberia morì qualche anno dopo.
Rimase orfano, che non era ancora ventenne, a gestire le ricchezze di famiglia. Una delegazione di suoi concittadini gli chiese di prendere il posto del padre nella carica di Governatore della città, ma lui rispose che avrebbe venduto tutti i suoi averi e avrebbe distribuito il suo denaro ai poveri, ai malati, agli ospedali e poi sarebbe andato in pellegrinaggio a Roma per pregare sulla tomba di San Pietro ed incontrare il papa.
Era il 1367, lungo la strada chiedeva l’elemosina e dormiva dove capitava, come un cane. Lungo il suo pellegringgio si fermò ad Acquapendente (Viterbo), dove infuriava una terribile pestilenza, per offrire la sua assistenza agli appestati nel lazzaretto comunale. Dopo tre anni trascorsi a Roma al servizio degli ammalati, si mise in viaggio per ritornare in Francia, fermandosi però nelle città dove infuriava la peste e dove vedeva necessaria la sua opera di assistenza: Rimini, Cesena, Forlì, Novara. Per guarire gli appestati tracciava un segno di croce sui malati e invocava la Trinità.
Era arrivato a Roma tra il 1367 e l’inizio del 1368, quando Papa Urbano V era appena ritornato da Avignone. All’ospedale del Santo Spirito avvenne il suo miracolo più famoso: la guarigione del cardinale Grimoard, fratello del papa, che liberato dalla peste lo presentò al Papa.
Lungo il viaggio di ritorno, nel luglio del 1371, a Piacenza, mentre assisteva gli appestati ricoverati nell’ospedale di Santa Maria di Betlemme, si ammalò anche lui di peste con un grosso bubbone all’interno della coscia. Allora si ritirò in una grotta nei pressi di Sarmato, dove il cane di un signorotto Gottardo Pollastrelli del vicino castello ogni giorno gli portava un pezzo di pane per sfamarlo. Per questo san Rocco è raffigurato in abiti da pellegrino con un cane, di razza Epagneul Breton, che gli sta accanto nell’atto di porgergli del pane. Il nobile Gottardo segui il suo cane e scoperto il povero pellegrino , decise di ospitarlo nel suo castello fino alla guarigione.
La scuola di San Rocco – Recuperate le forze, lasciò Sarmato per raggiungere Montpellier, ma nei pressi di Voghera, la città di origine di sua madre, con la barba lunga e trascurato, fu scambiato per una spia e richiuso in una prigione senza alcun processo. Dopo cinque anni morì silenziosamente nella notte tra il 15 d il 16 agosto dell’anno 1376 o 1379 a Voghera dove fu sepolto sotto l’altare maggiore della chiesa di Sant’Enrico.
La tradizione vuole che, cento anni dopo, le reliquie del santo vennero trasportate a Venezia dove nella chiesa a lui intitolata e nella “Scuola di san Rocco “ il Tintoretto nel ‘500 dipingerà le sue tele più belle.
Le Reliquie
Nel febbraio del 1483, infatti, il corpo del santo fu comprato dai Veneziani e portato a Venezia dove si trovavano ancora oggi i sui resti. Poi nel1575 papa Clemente VIII inviò una reliquia presa dalle ossa di un braccio, a Roma nella chiesa di San Rocco all’Augusteo. Nel 1856 un’altra reliquia, una tibia, fu donata all’abate Recluz di Montpellier ed è custodita nel santuario di Montpellier che conserva anche quello che la tradizione vuole sia il bastone del santo. Frammenti delle reliquie di san Rocco sono conservati in numerose località italiane: a Torino, Castel San Giorgio, Cisterna di Latina, Frigento, Grisolia, Locorotondo, Montelupo Fiorentino, Motta d’Affermo, Penta di Fisciano, San Cesario di Lecce, Satriano di Lucania, Scilla, Scordia.
La croce sul petto
La tradizione vuole che quando san Rocco nacque e la madre Liberia lo prese tra le braccia, si accorse che aveva una voglia rossa a forma di crocifisso sulla pelle. Alla sua morte fu riconosciuta la sua identità proprio grazie alla croce che aveva impressa sul suo petto sin dalla nascita. E lo riconobbe la sua stessa nonna, madre del governatore: quando vide il suo corpo riconobbe la croce rossa all’altezza del petto di cui le aveva parlato la figlia Liberia.
Fratel Costantino
Il fondatore del’Associazione Amici di San Rocco e ideatore del Museo e della Pinacoteca di San Rocco è fratel Costantino De Bellis, nato a Stornara, un piccolo paese di seimila abitanti, a pochi chilometri da Foggia. Un paese che ha come suo santo Patrono, San Rocco e una bella chiesa bianca, essenziale, a lui dedicata. “San Rocco è il mio sicomoro, dice fratel Constantino, su cui sono potuto salire per vedere meglio il Signore”. Prima di diventare frate è stato sott’ufficiale dell’esercito, fece un’esperienza editoriale, poi un giorno, grazie alla lettura di libro sul santo francese, divenne Fratel Costantino. Abbandonò il mondo e si mise alla sequela di san Rocco.
Nel 1999 fratel Costantino sente che la sua missione è quella di radunare in un’unica associazione tutti i devoti di San Rocco. Spiega Fratel Costantino: “Mi resi conto che nella Chiesa mancava un’associazione di fedeli che promuovesse le virtù eroiche di San Rocco, uno dei santi più venerati nel mondo e volli condividere questa mia scelta con i tanti devoti, che non volevano mantenere statica e stanca la loro fede e il loro amore a San Rocco.
Con la guida di mons Achilli, parroco di Voghera, li invitai ad un incontro di fede e di spiritualità al quale parteciparono 700 persone provenienti da diverse parti d’Italia. Iniziai poi a visitare le comunità dove era maggiormente vivo il culto verso il santo, al fine di formare gruppi di preghiera che dessero vita ad una nuova realtà che prese il nome di “Amici di San Rocco”. Una realtà che ora è presente in tutto il mondo: sono 20 mila le comunità, dalla Spagna, al Portogallo, dalla Germania alla Svizzera all’India.
Intanto Fratel Costantino, in compagnia di San Rocco, arriva al cuore della gente, persino del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che lo ha voluto conoscere al Quirinale. Per chi vuole conoscerlo può andare a Capriati a Volturno dove c’è bel museo iconologico di San Rocco, o venire a Falciano del Massico dove apre la Pinacoteca oppure presso lo può incontrare presso le numerose comunità di San Rocco, sparse per l’Italia .“Guardando a San Rocco, spiega, si riscopre il messaggio evangelico delle beatitudini, la povertà , l’umiltà , le mancanze d’affetto , le umiliazioni e la misericordia specialmente verso i fratelli provati dalla povertà e dalla sofferenza . Ripensare alla vita di San Rocco, vuol dire seguirlo in tutte queste cose”.I l “pane Spezzato” dei pellegrini, la semplicità, l’umiltà, l’incontro con l’altro, le diversità e le differenze diventano per i fedeli nella quotidianità aspetti insopprimibili per costruire la “civiltà dell’Amore”; rientrano così negli stili di vita per testimoniare nell’era contemporanea. Il Museo iconografico
A Capriati a Volturno, un paesino di circa 1500 abitanti, in provincia di Caserta, fratel Costantino ha dato vita il 28 ottobre 2006 ad un grande Museo dedicato al santo pellegrino, protettore dalle epidemie. Nelle numerose stanze è possibile osservare migliaia di oggetti devozionali provenienti da ogni parte del mondo. Uno spazio veramente unico nel suo genere che raccoglie documenti, quadri, statue, immagini dipinte su legno e su tela, del pellegrino di Dio. Ma anche reliquie ed una ventina di ex voto. Una Biblioteca- Videoteca dedicata a San Rocco è stata realizzata da fratel Costantino anche nella comunità di San Costantino Calabro (VV) dove sono stai raccolti e conservati testi e documentari sulla vita e le tradizioni religiose legate al santo pellegrino.
Il pellegrino – San Rocco fu il pellegrino per eccellenza e ce lo ricorda il suo abbigliamento: cappello largo per riparare dalla pioggia e dal sole, mantello a mezza gamba e in mano il lungo bastone con appesa la zucca per l’acqua. Sotto il mantello, nella cintola,un grande rosario e sul petto, una conchiglia marina che, per il pellegrino, era indispensabile per attingere l’acqua dalle polle o dai torrenti.
L’urna reliquiario del Transito a Casertavecchia – Il 18 maggio 2013 l’Urna reliquiario del Transito del Pellegrino San Rocco è stata traslata dal Museo Iconografico di Capriati a Volturno nella Chiesa di Casertavecchia. L’ urna di San Rocco arrivò in serata è fu accolta dall’allora Vescovo di Caserta mons. Pietro Farina, dal Procuratore Fratel Costantino, dal Padre Guardiano dell’Arciconfraternita e da moltissimi devoti.
La scuola di san Rocco del Tintoretto – Anche la “Scuola Grande di San Rocco” del Tintoretto a Venezia, ha riaperto le sue porte al pubblico. Un evento che segna la fase conclusiva della pandemia e che dimostra la devozione della città per il santo. L’opera è diventata il simbolo della lotta alle pandemie ed è il “testamento” di Tintoretto. Sull’antico edificio, costruito durante la peste del 1478, infatti, il Tintoretto lasciò il suo “testamento artistico” alle pareti: più di sessanta opere realizzate nel corso di vent’anni di attività. L’idea di poter esporre i suoi dipinti tra le sale di una chiesa era diventata per lui, figlio di un tintore di tessuti, una vera e propria ossessione, risolta solo nel 1549, con la commissione del capolavoro “San Rocco risana gli appestati”. La Scuola di San Rocco fu realizzata alla fine del Quattrocento in omaggio al protettore degli appestati che qui trovarono rifugio e dove le spoglie del santo sono custodite dal 1490. Ma sono tantissimi gli artisti che sono rimasti affascinati da questo santo pellegrino, dalla sua generosità e dal suo cane : Tintoretto, Guido Reni, Alberto Piazza, Carlo Saraceni, Cagnoli,Bernardo Strozzi, Annibale Carracci, Cesare De Sesto, Jacques Luis David , Julius Schnorr von Carolsfeld e tanti altri
Il Concorso nazionale di pittura sacra
Anche l’associazione Europea Amici di San Rocco ha il suo concorso di pittura. Con il patrocinio del comune di Miasino (Novara) quest’anno ha bandito il secondo concorso nazionale di pittura sacra “Un dipinto per san Rocco”. “Nella difficile situazione pandemica che stiamo vivendo, spiega fratel Costantino, tutti abbiamo rivolto lo sguardo a San Rocco che ha fatto esperienza sulla propria pelle della malattia. Ciò nonostante, con coraggio, ha curato gli appestati. In questi momenti difficili della nostra vita, sia un augurio per tutti noi che, l’aiuto di san Rocco, tutto possa ritornare come prima e si fermino i contagi”.
San Rocco è anche il protettore dei cani
San Rocco non è solo il protettore degli appestati, è anche il protettore dei cani e a lui è dedicato il Premio internazionale “fedeltà al cane” di Canogli (Genova) che viene assegnato ogni anno il 16 agosto al cane che si è maggiormente distinto nella sua fedeltà verso l’uomo. E’ stato grazie all’amore di un cane infatti che il nobile Pallastelli si è accorto del povero Rocco che moriva di fame. Il cane che per tradizione viene rappresentato vicino al santo è di razza Epagneul Breton, ma vi sono anche rappresentazioni aristiche in cui il cane diventa un volpino, un pointer o un setter.
L’Associazione “Quello dell’Associazione europea Amici di San Rocco, spiega fratel Costantino, è un cammino di fede, testimonianza e carità, iniziato 23 anni fa e che continua oggi con l’incoraggiante invito del santo Padre a proseguire sulle orme del santo e ad imitarne le virtù dell’amore e della carità”. Assistenti spirituali dell’associazione sono mons. Domenico Sigalini, Vescovo emerito di Palestrina, mons. Filippo Tucci cancelliere del Vicariato e rettore della chiesa San Rocco a Roma. L’associazione ha avuto anche la vicinanza di diversi vescovi, come mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, il cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di san Pietro a Roma, mons. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e mons. Jean Salomon Lezoutie, vescovo della Costa d’Avorio. “A Fratel Constantino, scrisse mons. Giovanni Battista Re, auguro di cuore e la mia vicinanza che è quella di tanti vescovi , sacerdoti, religiosi e laici che ti hanno conosciuto in questi tuoi venti anni di apostolato alla sequela di Cristo Gesù sulle orme di San Rocco ad essere forte, paziente, coraggioso e a confidare sempre in Dio che ama i suo figli e chi veramente labora con coraggio nella sua vigna. Continua ad entusiasmare con le tue parole, il tuo sorriso, la tua bella semplicità , ma anche la tua intelligenza, la tua discrezione e quella gioia che ti viene dal cuore e con san Rocco porta sempre il Vangelo della verità e dell’amore a tutti coloro che incontri ed incontrerai nella tua bella missione . Ti benedico di cuore . Le iniziative sociali – Tra le iniziative dell’Associazione, oltre agli incontri di preghiera, c’è la peregrinati, dell’Urna Reliquiario del Transito di San Rocco nelle comunità dove è venerato il Santo. L’Associazione, che opera da 22 anni, ha ormai raggiunto oltre cento gruppi, tante parrocchie, chiese e confraternite. Sono state numerose anche le iniziative curate dall’Associazione in ambito sociale, come una mensa dei poveri presso la Chiesa di San Rocco a Roma; un ambulatorio medico, distribuzione di medicinali ai poveri e costruzioni di pozzi in Burkina-Faso Africa; la costruzione di una scuola in Eritrea. (articolo di Paolo Mesolella pubblicato si MIRACOLI e misteri, il 12 agosto 2021)

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