Pignataro Maggiore. 45 anni fa fui testimone di un miracolo a casa di Teresa Musco

(Avv. Giovanni MORELLI) 45 ANNI FA: Ho atteso ben 45 anni prima di rendere nota questa esperienza indimenticabile e straordinaria vissuta con altre tre persone. Ma è doveroso premettere parafrasando il comune sentire che ” Per chi ha fede nessuna spiegazione è necessaria. Per chi non fede nessuna spiegazione è possibile.
Giusto 45 anni, il 26 agosto 1976, nel Duomo di Caserta si svolse il funerale “settimo” di Teresa Musco deceduta in odore di santità a soli 33 anni. La settimana prima, ovvero il 19 agosto, si erano svolte le esequie davanti a migliaia di persone, tanto che da Napoli intervennero i reparti “Celere” di Polizia e Carabinieri. Quindi il 26 agosto si ripetette la stessa cosa, tant’e’ che furono disposte misure eccezionali per il numero di fedeli ancora maggiore che si sarebbero riversati nel Duomo di Caserta. Ed in effetti fu così. Successe che io fui convinto a raggiungere Caserta, per partecipare alla funzione, da mia madre, la mia futura suocera, e la mia giovanissima fidanzata, mia attuale moglie. La Città di Caserta era pressoché blindata e paralizzata dal traffico per tale evento. Difatti non riuscimmo a raggiungere in tempo il Duomo, situato in pieno centro storico, rimanendo bloccati nel traffico, paralizzato per oltre tre ore, nei pressi della Reggia di Caserta. Intanto si erano fatte circa le 13,30 ed il tutto si stava normalizzando. Le “mie tre donne, però al posto di riprendere la strada per il ritorno, mi convinsero a passare comunque davanti al Duomo e poi nella vicina via Battistessa, dove al civico 24 abitava Teresa Musco, a breve distanza dall’ex carcere femminile di Caserta. Si erano fatte le 13,45 quando raggiungemmo la via Battistessa, ormai deserta, e notai subito il portoncino di ingresso dove abitava Teresa Musco, portoncino integralmente tappezzato dai manifesti a lutto per cui fu facilissima l’individuazione. Nonostante tutto e l’orario tardo, ed un caldo insopportabile, fui convinto pure a parcheggiare l’auto e a scendere dalla stessa.
Decidemmo di entrare nel portoncino, semiaperto di quel palazzo di 4 piani costruito negli anni 50-60. Non contente le “mie donne” vollero salire le scale per rendersi conto della ubicazione dell’appartamento abitato della Musco. Si erano fatte le 14 circa e dal ballatoio del secondo piano, dall’appartamento adiacente uscirono due persone, marito e moglie, avendo sentito il vociare. Tutti notammo e ci fecero notare i due coinquilini che quell’appartamento dal giorno delle esequie, era stato sottoposto a sequestro, con tanto di vistosi sigilli in numero di tre: Procura della Repubblica; Questura ed Arcivescovado per cui nessuno aveva mai visto cosa c’era dentro. Mentre ci intrattenevamo con costoro, verso le ore 14,15, si sentiva provenire dalle scale un notevole trambusto e vociare di parecchie persone, e con buona lena pure. Esse erano una quindicina e si presentarono subito come funzionari oltre al Questore, Procuratore della Repubblica e l’Arcivescovo di Caserta mons. Vito Roberti, intervenuti per il sollecito dissequestro, apertura, sopralluogo ed inventario degli oggetti da trasportare subito in Vaticano a Roma. Fummo con piglio ed autorità invitati ad allontanarci immediatamente, ma l’insistenza delle donne convinse il Vescovo Roberti ad intervenire e con voce ferma raccomandò a noi sei, presenti per puro caso, a ENTRATE UN SOLO MINUTO, DITE DUE PREGHIERE ED ANDATE VIA!
Autorizzati ad entrare nell’appartamento modesto notammo che TUTTI GLI OGGETTI SACRI, una decina, presentavano fenomeni di SANGUINAMENTO, TRASUDAZIONE, LACRIMAZIONE, fra cui, nell’ingresso un BAMBINO GESÙ, di grande dimensione, IN CULLA; un quadro di GESÙ in sala pranzo; nel corridoio una MADONNA DI LOURDES, ma quello che faceva più impressione era in camera da letto un CROCEFISSO di grandi dimensioni non di gesso ma in cartapecora, che presentava tutti e tre i fenomeni Uscimmo quasi spinti fuori, non prima, solo da parte del sottoscritto, aver spostato un quadro per guardare la parte posteriore (intatta) mentre nel quadro lentamente si notavano gocce fresche di sangue. Inutile dire che uscimmo tutti scioccati, sbalorditi, emozionati e consci della nostra nullità e fragilità terrena, rispetto al divino, al sacro, al soprannaturale. Quindi, solo noi 6 estranei , per un puro caso e circostanza, abbiamo visto le “Immagini Sacre”.È altrettanto inutile dire che nessuno di noi 4 ha avuto mai problemi psichici, psicologici o psichiatrici, né tanto meno sofferto fenomeni di allucinazione singola o collettiva. PS. Qualche anno fa sono venuto pure a conoscenza che un ex collega del 152° Corso dell’Accademia Mllitare di Modena, Gen.Vincenzo Speziale, ha scritto anche un libro su Teresa Musco, ed a cui rivolgo un caro saluto. Tutti gli oggetti sono ancora in Vaticano ed è tuttora in corso la causa di BEATIFICAZIONE DI TERESA MUSCO.