Calvi Risorta – Teano. Ricordo di Don Peppino Leone, parroco dell’antica cattedrale di San Paride ad fontem

(di Paolo MESOLELLA) CALVI RISORTA/TEANO Quando penso a don Peppino Leone penso all’arte che diventa preghiera. Perchè vi sono opere d’arte che diventano preghiera. Opere d’arte realizzate per pregare e ringraziare Dio. Don Peppino Leone ci ha lasciati questa mattina e domani, domenica 10 ottobre, alle ore 14.30, si terranno le esequie nella chiesa di San Nicola a Zuni di Calvi Risorta. Mons. Giuseppe Leone, lunedì prossimo avrebbe compiuto 70 anni: è stato giovane parroco a Teano, poi è stato a Sparanise infine, di nuovo a Teano nella Chiesa dei Santi Cosma e Damiano e nella bellissima cattedrale di San Paride ad Fontem a Teano Scalo. Una cattedrale alla quale aveva ridato vita con le sue iniziative parrocchiali e dove celebrava la Santa Messa la domenica, coinvolgendo i fedeli con momenti di fraternità. Don Peppino era un sacerdote discreto e buono che sapeva entrare nel cuore della gente. Ricordo di lui tante cose: il suo amore per la storia del territorio, gli articoli che scriveva sul giornale parrocchiale, la sua grande disponibilità. Ricordo in particolare il suo amore per l’arte religiosa e la nostra comune conoscenza del pittore aversano Giuseppe Tana. Era convinto che si potesse pregare con l’arte, di fronte ad un quadro. Per questo aveva voluto in cattedrale bellissime tele, di ottima fattura. E’ il caso del bel ritratto di papa Wojtyla (San Giovanni Paolo II) collocato nella navata sinistra dell’antica Cattedrale di San Paride nel 2016 . Un grande ritratto realizzato su tela, dove il Santo Padre è raffigurato mentre osserva volare la colomba della Pace. L’opera fu sistemata nella cattedrale proprio l’indomani della santificazione del papa polacco avvenuta il 27 aprile 2014 in piazza San Pietro a Roma. Due anni dopo, nel 2018, volle mettere in cattedrale anche un bel ritratto di Madre Teresa di Calcutta, in occasione della cerimonia di canonizzazione. Don Peppino Leone è stato anche un bravo docente di religione, molto amato e stimato dai suoi numerosi alunni. “Per me, un giorno mi disse, guardare un’immagine sacra è come pregare. Anzi spesso mi accosto vicino ad esse, pregando. E così affido i miei parrocchiani alla Madonna, a San Paride, a San Vitaliano, a Madre Teresa di Calcutta a Papa Giovanni Paolo II. Queste opere, realizzate e donate da pittori generosi, non solo hanno un grande valore artistico, ma sono anche la testimonianza di una fede e di una devozione sincera e rappresentano per tutti noi uno stimolo ed un esempio di carità verso il prossimo”. Una vita quella di don Peppino, vissuta con una grande sensibilità spirituale ed umana.

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