Scuola. Corsi di sostegno: studenti campani querelano Università

Lo scorso 30 settembre si è tenuta presso una delle Università Italiane abilitate, la prova preselettiva per il corso di specializzazione TFA sostegno per la scuola secondaria di secondo grado. In tanti napoletani e campani in generale si sono presentati con la speranza di essere ammessi a frequentare il coso. Dopo circa 20 giorni (un tempo abbastanza lungo rispetto ad altre università che hanno comunicato i risultati dopo sole 48 ore) in questa su un totale di 1519 candidati, ben 599 , vale a dire il 40% circa, sono stati ammessi con il voto di 30/30. Voto massimo 30, voto minimo 30. Il resto? Tutti fuori, anche i 149 candidati che avevano conquistato il voto di 29.5.
<br>I candidati esclusi sospettano qualcosa e si stanno attivando per ottenere l’annullamento della prova dopo aver presentato un esposto alle autorità competenti per accertare la liceità dei risultati, statisticamente anomali. Tanto che nella graduatoria si legge la dicitura “ammesso/a con riserva” e la ripetizione nella trasparenza della stessa. In altre università i voti sono stati così ripartiti: al Suor Orsola Benincasa di Napoli, voto massimo 29, minimo 22,5; al Foro Italico un solo 30 con il voto minimo di 21,50; all’Europea voto massimo 28 e voto minimo 19; alla Lumsa si parte da 28,50 fino a 17; a Tor Vergata il voto massimo è stato di 27 fino a 20,50; a Roma Tre si va dal 28,50 fino al 20; alla Unint da 26,50 a 13,50.
I corsi di sostegno sono diventati negli ultimi anni una scorciatoia per entrare nel mondo della scuola, il tutto a scapito degli alunni disabili.

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