L’Opinione. Green Pass e Privacy, dove vanno a finire i nostri dati?

Alcuni lettori ci segnalano che si sta diffondendo un certo disagio circa le richieste del certificato all’ingresso di ristoranti. Chi controlla spesso è una persona non identificabile, di giovane età, con un cellulare proprio che può accedere ai dati personali dei clienti. Le comitive di giovani sanno come comportarsi? Il legislatore ha previsto la diffusione di vademecum? Che tipo di controllo è previsto sulla privacy? Forse sarebbe bastato un semplice codice alfanumerico, come le targhe delle auto, per avere lo stesso risultato, mostrando un documento di identità associato al numero, in modo da legare in modo univoco codice e documento.

Tal cosa avrebbe evitato anche perdite di tempo per chi è restio a dare i propri dati a persone sconosciute che col ‘Green Pass’ diventano d’incanto una specie di Pubblico Ufficiale. Un nostro lettore segnala: “Ci sono applicazioni non ufficiali in giro che possono accumulare dati per poi magari rivenderli. In quella ufficiale sembra che non si possano fare gli screenshot, ma esistono tante possibilità per utilizzare altre App al fine di registrare ogni dato che compare sullo schermo di uno smartphone. Occorrerebbe informare meglio sulla raccolta dei dati personali, soprattutto legati alle abitudini e stili di vita che possono diventare una merce di valore molto ricercata. (Erzo Izzo).

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