Il 16 dicembre 2021 l’associazione “Amici di San Rocco” compie 25 anni.

(Caserta24ore) Nel verdeggiante Tavoliere delle Puglie, a pochi chilometri da Foggia, c’è un piccolo paese di circa seimila abitanti tutto olio, ortaggi , frutta , vino e farina, che porta il poetico nome di Stornara, per via dei tanti storni che vi disegnano in cielo le loro peripezie e che vi abitano. Un paese di sole, protetto dal suo Santo Patrono, San Rocco. In questo paesino della Capitanata, a vocazione agricola, nel giorno di San Lorenzo, quando dal cielo piovono le stelle dei desideri, è nato, nel 1968 Costantino De Bellis. E ora, invece di guardar la fotografia del Costantino di oggi, che è, da molti anni, il motore spirituale dell’Associazione di San Rocco, facciamo un passo indietro tutti assieme per ritrovarlo, piccino, nel suo paese natale, Stornara appunto, e magari davanti alla stupenda chiesa bianca, essenziale, come lo è stata la vita di San Rocco. Eccolo, Costantino, bambino e poi ragazzino, il 16 agosto, nella notte accesa dalle luci per la festa del Patrono, nel dolce suono delle campane, sotto gli archi di luminara apparecchiati per il passaggio del carro trionfale del Santo. Tutto gli parla nell’anima di Dio, ma ancora lui, piccino, non lo sa. Non sapeva che, molti anni più avanti, a un crocicchio del suo andare, avrebbe fatto l’incontro supremo. E San Rocco lo avrebbe, per così dire, portato sulle spalle. “San Rocco è il mio sicomoro – dice infatti Fratel Constantino – su cui sono potuto salire per vedere meglio il Signore”.

Un lungo cammino, quello di Fratel Costantino, cominciato, in purezza di cuore, quando gli occhi bambini suoi si riempivano di quelli, bellissimi e miti, di San Rocco, per come appare nella stupenda statua che si può ammirare ancora oggi a Stornara. E’ pura gioia, per tutti i devoti, visitare il Museo di San Rocco a Capriati a Volturno, fondato proprio da Fratel Constantino, dove lo sguardo dolce del Santo ci abbraccia per ogni dove e ci segue e ci ispira… Quel bimbo curioso, affascinato dal Santo, era già tutto del Signore, ma non lo sapeva. La verità doveva fiorire in lui, nutrita dall’acqua del cielo. Occhi negli occhi, dunque, e poi giù cuore a cuore, lasciando un semino che doveva sbocciare. Il Signore ha le sue vie misteriose, i suoi tempi che noi non sappiam decifrare. A Costantino aveva riservato d’esser pellegrino, come Rocco, lungo le strade tortuose del mondo. E visse nel mondo. Divenne sott’ufficiale dell’esercito, poi ebbe un’esperienza editoriale e altre vicende che lui solo conserva in fondo al cuore. Noi sappiamo solo, e ci basta, che un giorno, grazie a un libro, che gli arrivò di certo portato da un angelo, si ritrovò, già uomo fatto, faccia a faccia con San Rocco, scoprendo in lui una “perla preziosa” della Comunione dei Santi. Fu amore da subito e per lui e per il Signore, Costantino divenne Fratel Costantino. Abbandonò il mondo, girò le spalle a carriera, successo e guadagno e si mise al servizio del Signore. Tutto suo. E’ il 1999. Costantino sente che la sua missione è radunare in un’unica, grande associazione tutti i devoti di San Rocco. Sotto la guida pastorale del parroco di San Rocco a Voghera Monsignor Manlio Achilli, ebbe un’idea che doveva portar molto frutto. Nell’ubi maior, lascio la parola a Fratel Costantino: “Presto mi resi conto che nella Chiesa mancava un’associazione di fedeli che promuovesse le virtù eroiche di San Rocco, uno dei santi più venerati nel mondo, e volli condividere questa mia scelta con i tanti devoti, che non volevano mantenere statica e stanca la loro fede e il loro amore a San Rocco. Con la guida di mons. Achilli, parroco di Voghera, li invitai ad un incontro di fede e di spiritualità al quale parteciparono 700 persone provenienti da diverse parti d’Italia. Iniziai poi a visitare le comunità dove era maggiormente vivo il culto verso San Rocco, al fine di formare gruppi di preghiera che dessero vita ad una nuova realtà che prese il nome di “Amici di San Rocco”. Che ora, in tutto il mondo, sono 30 mila, dalla Spagna alle Filippine.

Dieci anni dopo, nel 2008, Costantino divenne Fratel Costantino ed emise i voti di povertà , castità e obbedienza. Tutto Suo, per sempre. Sul suo cammino, portato dal cielo, altri nuovi maestri, accompagnatori spirituali, padri. Monsignor Filippo Tucci, rettore emerito della Chiesa di San Rocco a Roma, che così racconta l’opera di questo instancabile e tenace religioso: “Convinto che l’associazione e i gruppi Amici di San Rocco nella dimensione del Concilio Vaticano II devono essere strumenti idonei per la nuova evangelizzazione in un mondo che cambia , inizia a coinvolgere in particolare il laicato cattolico per un cammino di conversione per accogliere il Vangelo nella propria vita e rendere testimonianza nell’attuale società”. Un’altra grande guida spirituale di Fratel Costantino è stato Monsignor Pietro Farina, Vescovo di Caserta, ora scomparso e molto rimpianto da tutti gli amici di San Rocco. Intanto, cammina, cammina, Fratel Costantino, in compagnia di San Rocco, arriva al cuore della gente, i piccoli e i grandi, e persino del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che lo ha voluto conoscere e lo ha convocato al Quirinale. E per chi vorrà conoscerlo, come chi scrive, non resta che andare a Capriati a Volturno e dove aprirà, per gli ospiti, le porte del bel museo iconologico di San Rocco, dove con il suo entusiasmo coinvolgerà e farà entra tutti nella dimensione spirituale , dove con il suo grande sorriso farà sentire tutti i benvenuti , e dove in santa devozione potremo pregare con lui il piccolo-grande pellegrino di Montpellier che oggi più che mai imploriamo e chiediamo la sua potette protezione per difenderci dal virus del covid-19 che sta cambiando le vite e d i cuori degli uomini .

Tante sono le opere che in 25 anni di missione sulle orme di San Rocco e sostenuto da tanti devoti , ed autorità civili e militari , il pellegrino venuto da Stornara FG , ha realizzato con non poco sacrifici ed ostacoli. Ricordiamo , le sue opere per i più poveri nella città di Roma e Foggia , la costruzione di pozzi , acquisto di carrozzine per disabili e una scuola in Africa tutto nel nome del grande Santo della carità , perché solo “donando che si riceve “.
“Ascoltando attentamente le parole del sommo Pontefice Papa Francesco Fartel costantino è convinto che nella Chiesa è importante non chi ha ruoli o posti di privilegio o meglio titoli , ama chi lavora nella vigna del Signore nella testimonianza concreta del Vangelo “.
Il 16 2021 dicembre l’associazione compie 25 anni da quando ha mosso i primi passi .

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