Pollena Trocchia. Convegno contro la violenza alle donne.

(Antonella Ricciardi) POLLENA TROCCHIA Piena e sentita partecipazione ha caratterizzato il convegno, il 24 novembre 2021, contro la violenza alle donne, svoltosi nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino”, nella cittadina vesuviana di Pollena Trocchia. Nel pubblico erano numerosi uomini, donne e bambini, della comunità locale, ed anche con la presenza di alcuni rappresentanti della comunità immigrata dal mondo arabo: all’insegna della ricerca dei diritti umani universali, senza frontiere. Del resto, il discorso sul gravissimo problema della violenza alle donne è parte di un più generale discorso contro la sopraffazione, in qualunque modo venga declinata. L’occasione ha visto la significativa presenza del sindaco, Carlo Esposito, che ha portato sentiti saluti istituzionali all’iniziativa. Sono intervenuti, con incisivi e coinvolgenti interventi, l’avvocata Pierina Montella, la psicologa Gettina Giliberti, impegnata nell’assessorato alle politiche sociali del vicino comune di Sant’Anastasia, l’insegnante Carmen Filosa, dell’Istituto Comprensivo “Donizetti” di Pollena Trocchia. Già l’anno scorso del resto, Pollena Trocchia aveva visto una lodevole iniziativa istituzionale, che aveva portato a porre una panchina rossa, in memoria imperitura di due persone di genere femminile, vittime di violenza: dedicate ad una giovanissima donna, Elda Terracciano, assassinata per gelosia dal suo compagno, nell’ambito di un amore malato, nel 1984, ed alla piccola Valentina Terracciano: l’innocente Valentina era stata colpita da spari nel mucchio, durante una faida di camorra, nell’anno 2000. Elda Terracciano e Valentina Terracciano erano rispettivamente zia e nipote, pur vittime di episodi distinti tra loro, il cui denominatore comune è stata la violenza verso persone innocenti. L’incontro si è focalizzato anche sull’educazione alla non violenza fin dalla tenera età: erano presenti, infatti, anche bambini di una locale quarta della scuola primaria, che ascoltavano ed intervenivano con espressione assorta. L’incontro ha visto anche l’ispirata lettura di poesie di soci dell’associazione socio-culturale “Graffito d’argento”, la cui presidente, Annamaria Romano, ha moderato il dibattito, con il consueto entusiasmo ed amore per le attività sociali. Volontaristiche. Del resto, un mondo non abbastanza illuminato dal rispetto verso le donne, le madri, è stato paragonato ad una stella che si sia spenta; tuttavia, è proprio la luce dei sentimenti migliori che può diradare il buio della prevaricazione. L’incontro è stato reso più originale dalla lettura dei pensieri spontanei di diversi bambini, che, con candore, ma anche con precoce profondità, hanno espresso loro riflessioni al riguardo: ad esempio, con un invito ad amare le donne, in generale, quanto le proprie mamme…. Altre riflessioni di sorprendente perspicacia riguardavano, invece, la riflessione sul fatto che la violenza, senza confini, avesse però spesso le chiavi di casa, e l’invito ad usare le mani solo per un fiore da donare, oltre alla sottolineatura che, quando una donna lotta, in fondo lotta per tutte. I bambini della quarta elementare rimarcavano, inoltre, quanto la violenza alle donne fosse, fondamentalmente un insulto alla vita. Durante il convegno, inoltre, è stato evidenziato, in particolare dall’avvocatessa Pierina Montella, quanto una serie di norme già vi siano, ma vadano applicate di più e meglio: lo stesso articolo 3 della Costituzione italiana, che deve orientare le leggi nel segno della non discriminazione, è un vero e proprio principio generale. Del resto, si ricordava, anche nell’espressivo dialetto napoletano, che possiamo anche definire lingua, quando si afferma che qualcosa sia “per principio”, si rende più evidente la sua importanza base. Nei locali dell’incontro erano presenti tele colorate dei bambini, che potevano essere regalate agli ospiti, e numerose scarpette rosse, simboli contro la violenza di genere. Il discorso, comunque, era anche ampio raggio, condannando anche le violenze gratuite contro i papà, eccetera. La serata ha visto anche la diffusione di un valido opuscolo, dal titolo “Riflessioni contro la violenza di genere”, che analizza varie tipologie di violenze, fisiche, ma anche psicologiche (in alcuni casi perfino più indelebili di quelle fisiche…molto diverse dai normali litigi) contro le donne, ma anche contro gli uomini…in casi minoritari, ma da non sottovalutare. L’opuscolo, opera del dottor Enzo Pisano e dell’infaticabile Annamaria Romano, sempre a favore di chi soffra, è così una riflessione sulla violenza contro gli inermi, vista anche secondo una retrospettiva storica, oltre che riguardo questioni psicologiche, sociologiche, antropologiche. L’opuscolo è stato venduto al costo di 50 centesimi a copia: il ricavato è stato donato beneficamente alla “Casa famiglia associazione telefono rosa”. L’incontro ha visto, così, la partecipazione di diverse generazioni, tra cui molti giovani, che incarnano il presente, ed i bambini, che rappresentano un futuro in crescita. Il convegno, dedicato alla giornata mondiale contro la violenza alle donne (che si celebrava il giorno dopo, 25 novembre) testimonia così una maggiore consapevolezza contro questa piaga: d’altra parte, più di tutte le leggi, è emerso che soprattutto una maggiore consapevolezza interiore, uno stato più elevato di coscienza, possa contribuire ad ostacolare la violenza. Già in passato, comunque, vi erano state persone in anticipo sui propri tempi, che meritoriamente avevano manifestato consapevolezza della necessità di contrastare pregiudizi e discriminazioni al riguardo; a questo riguardo, sono state lette da Annamaria Romano eloquenti parole del poeta ed autore teatrale inglese William Shakespeare. Il drammaturgo, vissuto tra ‘500 e ‘600, aveva infatti scritto in proposito:
“Per tutte le violenze
consumate su di Lei
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo, che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le ali che le avete tagliato, per tutto questo:
in piedi, Signori, davanti ad una Donna”.

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