Agro Caleno. Gravissimi allagamenti hanno colpito le cittadine dell’agro, i canali di scolo etruschi non ci sono più

(redazione cronaca). A Carinola dove è straripato il Savone (foto) fino a Calvi Risorta, la cittadina pià colpita, i disagi dovuti allo straripamento delle acque reflue dai canali di scolo, solo per fortuna non hanno procurato vittime.
La pesante ondata di pioggia e vento che nella notte dell’Immacolata ha colpito l’Agro, sarà ricordata (si spera) per tempo dagli abitanti dell’area. A Calvi Risorta nei pressi della zona archeologica si trovano importanti canali di scolo delle acque, costruiti dagli Etruschi. Sono i famosi canali, volgarmente detti delle “pozzole di palommaro”. Se gli etruschi più di 2000 anni fa, avevano costruito queste opere idrauliche ci sarà un motivo? La parola chiave che può spiegare il perchè di queste inondazioni (a Calvi Risorta la seconda nel giro di qualche mese) è il Rio Lanzi. Questo fiumiciattolo sorge a Rocchetta e Croce e finiva in antichità nella palude del fiume Agnena. Con la bonifica fascista è stato deviato il corso nel fiume Savone, ma non tutto è stato risolto. In caso di piogge incessanti, come quelle che anche a causa dei cambiamenti climatici ci prepariamo ad affrontare sempre con maggiore frequenza, è necessario prevedere un serio piano di deflusso delle acque. Così come quello che era stato previsto dagli etruschi.

Oggi il Rio Lanzi interrato nei pressi di Petrulo di Calvi Risorta raccoglie l’acqua del versante nord del Monte Maggiore. Queste acque incontano quelle dei torrenti provenienti dalle vallate delle Masserie di Giano e di Zuni di Calvi Risorta. Il tappo che si crea favorisce le inondazioni a monte inondando la cittadina di Calvi Risorta e gli straripamenti a valle.
L’acqua se non ha una via, se la crea da sé nelle strade. Si tratta di intervenire in aree strategiche a monte, non serve pulire i canaletti a ridosso delle arterie stradali.
La Protezione Civile volontaria di Calvi Risorta (foto) ha dovuto lavorare non poco per mettere in sicurezza le abitazioni inondate dalla piena del Rio Lanzi.