Auguri per gli Invisibili. 5 milioni e 600 mila italiani vivono in povertà assoluta

(editoriale di Paolo Mesolella) Per questo Natale lasciatemi fare gli auguri agli Invisibili. Agli uomini soli in cerca di aiuto. Sono tanti. Sono davvero tanti. Solo a Milano gli uomini e le donne senza fissa dimora sono 12 mila. Un esercito che si incammina dalle quattro del mattino per procurarsi del cibo da mangiare, in fila alla Caritas, fuori all’uscio di qualche negozio, nell’androne di qualche palazzo, dalle panchine del parco. Nell’indifferenza. La Caritas, le comunità di aiuto, in questi giorni (e non solo in questi) sono tappe obbligate nel “pellegrinaggio” di questi nuovi poveri disperati, rassegnati, spesso soli e abbandonati. Un esercito silenzioso costituito da uomini e donne senza fissa dimora, che hanno perso il lavoro o non ce la fanno più con lo stipendio e la pensione. Invisibili ai quali la pandemia ha reso la vita ancora più pesante , al punto da farli diventare delle persone “da evitare”. Il precario che finisce sotto i ponti, l’ex imprenditore che si riscalda e dorme sul tram. Il rider disoccupato che passa la notte nel sacco a pelo alla stazione. Un esercito sconosciuto di persone che vivono nel bisogno. Sono infatti 5 milioni e 600 mila gli Italiani che vivono in povertà assoluta (dati 2020). Il fenomeno, ricorda il quotidiano “Avvenire” del 23 dicembre scorso, riguarda più di due milioni di famglie. Ed è il valore più alto dal 2005. Sono 52 mila le persone senza fissa dimora solo in Italia. Per la maggior parte sono uomini (86%) e per la metà sono Italiani. Dodicimila sono le persone senza fissa dimora che vivono a Milano e che vengono assistiti dalle associazioni di volontariato. Sono duemila i pasti preparati ogni giorno, a Milano, alla mensa dei poveri dell’Opera San Francesco dei Padri Cappuccini di Viale Piave. Sono 3500 le persone che ogni giorno si presentano nelle due sedi dell’associazione Pane Quotidiano di Milano per ritirare il sacchetto con il pane e il companatico. Al centro dei Padri Cappuccini la coda comincia a formarsi ogni giorno alle quattro del mattino per riuscire a prendere l’unico pasto quotidiano. Persone di tutte le età e di tutte le fasce sociali: migranti, pensionati, impiegati, divorziati e ultimamente, badanti e colf rimaste senza lavoro a causa della pandemia.

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