Editoriale del Direttore. Quando il futuro dell’uomo dipende dalle piogge.

(di Paolo Mesolella) Questo nuovo anno sia piovoso. Non sia avaro di piogge. Questo è il nostro augurio per il nuovo anno. Perché le conseguenze della siccità sono drammatiche. Soprattutto nella vita dei bambini. Save the Children, in questi giorni, ha divulgato i dati della malnutrizione, delle malattie, dell’abbandono scolastico e della violenza sessuale sui bambini nei paesi poveri. Dati che ci fanno riflettere e sperare in un anno veramente migliore. Innanzitutto la malnutrizione. Le colture sono state bruciate: interi greggi muoiono e i prezzi dei prodotto alimentari sono saliti alle stelle. Senza cibo e denaro le famiglie sono costrette a saltare i pasti. In Somalia il 70% della popolazione è denutrita e si stima che a fine anno, i bambini gravemente malnutriti saranno più di 800 mila. I bambini malnutriti sono i più vulnerabili, il loro sistema immunitario è debole e rischiano più facilmente di contrarre malattie trasmesse dall’acqua sporca come la diarrea ed il colera. Ogni 15 secondi un bambino malnutrito non sopravvive. Poi c’è l’abbandono della scuola. Le famiglie colpite dalla siccità , per sopravvivere sono costrette a trasferirsi in cerca di lavoro e di cibo e a far lavorare anche i bambini. Questi pertanto, abbandonano la scuola e perdono l’opportunità di un futuro migliore. Poi c’è la violenza, l’abuso sessuale. Poiché i pozzi dell’acqua sono lontani dai villaggi, le bambine che sono incaricate di andare a prendere l’acqua, spesso, durante il tragitto rischiano di essere molestate sessualmente e rapite. In questo periodo numerosi Paesi dell’Africa sono molto poveri è sono stati colpiti da siccità. Le coltivazioni sono bruciate ed il bestiame è morto di stenti. Molte famiglie di allevatori non sanno cosa mettere sulla tavola per mangiare e i bambini sopravvivono malnutriti finché è possibile. Ci auguriamo (ancora una volta) che il prossimo anno venga data a tutti i bambini l’opportunità di nascere e crescere sani e frequentane una scuola. Per quanto sgangherata essa sia. Il loro futuro dipende dalle piogge ma anche da noi, e dall’istruzione che riusciamo a dare loro.

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