“Freddo”, riflessione sull’uomo e sulla marginalità urbana

(Caserta24ore) CASERTA il film è stato girato nella primavera del 2020, durante il primo lockdown. È un’opera istintiva. Individuale e corale, insieme, che sfugge a una definizione. Non è un videoclip, non assomiglia a un cortometraggio, né aspira a essere videoarte; eppure, il suo linguaggio attinge a tutte queste forme. È online dal 1 gennaio (https://bit.ly/3HuAfRv) “Freddo” di Mauro Falardo, Paolo Mazzarella, Claudio Lombardi e Alessandro Musone. È stato girato nella primavera del 2020, durante il primo lockdown, quando le nostre vite erano scandite dai Dpcm e la libertà personale, dello spettro della pandemia. Il vaccino era solo una speranza! In quel clima surreale e apocalittico, quasi a volerlo sublimare ed esorcizzare, è stato concepito un progetto che è possibile inquadrare solo dalla sua genesi. Si tratta di un lavoro collettivo, non tanto e non solo perché è frutto di diverse abilità, ma in quanto si è generato da ispirazioni diverse e indipendenti. E allora da dove e come nasce è, forse, ciò che meglio lo circoscrive. L’idea è del musicista e autore di colonne sonore Mauro Falardo: Falardo cerca una voce e la voce che gli fa scattare il desiderio di creare qualcosa è quella dell’attore Paolo Mazzarella, e a lui chiede di scrivere un testo e di recitarlo. Dall’idea di un suono che ancora non c’è il testo prende forma; quelle parole diventano voce recitata e su quella voce Falardo compone la musica. Però, non basta: sembra esserci ancora qualcosa da fare, delle potenzialità inespresse. Mazzarella ne parla con il pubblicitario e giornalista Claudio Lombardi e lo esorta a immaginare delle suggestioni visive; Lombardi coinvolge il fotografo e filmmaker Alessandro Musone; insieme individuano una location e disegnano una regia distopica, sinestetica, in cui l’equilibrio è il momento di massima tensione. Lombardi e Musone chiedono a Mazzarella di “essere” nelle immagini, che dopo la sua voce immateriale la sua fisicità sia parte del progetto. Il cerchio si chiude! Questo è “Freddo”: il libero e indipendente contributo di ognuno alla creazione di qualcosa che ha un origine certa ma un destino aperto, e tutte le suggestioni che provocherà in chi lo guarderà saranno nuove dimensioni che potrà assumere. L’opera, sebbene nasca come uno studio, una riflessione intima, sull’essere umano, nella trasposizione cinematografica assurge ad autoritratto di una marginalità urbana, dove il silenzio è sostanza desolante e poetica. La direzione creativa è di Claudio Lombardi; il design grafico, di Angelo Tartaglione.

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