Siamo nel preambolo della terza guerra mondiale?

( di Giuseppe Pace, Padova) Siamo alla guerra mondiale, il mio saggio “Canale di Pace”, pubblicato da Amazon il 7/12/2021 lo prevedeva. Siamo nel preambolo della terza guerra mondiale? Perché no anche se il mondo resta sbigottito per la dimostrazione di forza del capo del partito unico della Russia. Il leader del governo inglese durante la seconda guerra mondiale ribadiva il monito antico che La Demovcrazia è la peggiore forma di governo, ma non esistevano forme migliori”. Ebbene la democrazia in Russia non è compiuta perché non è conposta di partiti, me solo quello che il più forte impone. Questa è la reale spiegazione dell’ambiente delle democrazione comuniste, che vterminata la grande illusione continuano con folate nostalgiche di grandezza. La Cina per ora sembra stia a guardare anche se esprime solidarietà alla Russia non alla Ucraina. Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy si è rivolto alla nazione affermando che la Russia ha effettuato attacchi missilistici sulle infrastrutture dell’Ucraina aggiungendo di aver parlato con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e di aver detto agli ucraini di restare a casa e di mantenere la calma. A Mosca alle 6 di stamane, Vladimir Putin annuncia in tv l’attacco all’Ucraina. “Un’operazione militare per proteggere il Donbass”, dice il presidente russo, che chiede all’esercito di Kiev di “consegnare le armi e andare a casa, affermando che i piani di Mosca non includono l’occupazione del Paese ma la sua smilitarizzazione e denazificazione. Un’ulteriore espansione della Nato e il suo uso del territorio ucraino sono inaccettabili, mentre gli Stati Uniti rifiutano di trattare sulle nostre richieste di sicurezza”. Il suono delle sirene e i colpi di mortaio hanno svegliato la popolazione in diverse città. In molti hanno scelto di rifugiarsi nei bunker mentre altri hanno deciso di abbandonare le città verso luoghi più sicuri. Un vero e proprio esodo secondo le prime testimonianze. La Russia ha affermato di aver distrutto basi aeree e la difesa antiaerea. L’Ucraina ha quindi annunciato la chiusura del suo spazio aereo, mentre Kiev ha affermato di aver abbattuto cinque aerei russi e un elicottero. Due carri armati e diversi camion russi sarebbero stati distrutti nell’area di Schastye, nella regione di Lugansk.
Ambiente del Canale di Pace. Tra Putin e Biden c’è un Canale di Pace? Si. Nel saggio Canale di Pace di Giuseppe Pace, è chiaramente trattato come prevenire la guerra mondiale e preservare la pace globale. Siamo, purtroppo, nell’anticamera di un terzo conflitto mondiale? Sembra proprio di si e nessuno se lo aspettava ancora in piena pandemia da covid19. Il libro Canale di Pace, sembra stato scritto in merito alla guerra da prevenire, in modo da preveggente di ciò che stava maturando ai confini della Russia e di altre aree sensibili del nostro mondo sempre più globale. Nel Canale di Pace si elencano le cause delle attuali tensioni della continua Guerra Fredda nata dopo il secondo conflitto mondiale tra le superpotenze: Usa, Russia, Cina. Si precisano altresì le spese militari per armarsi e riarmarsi meglio dei paesi espansionisti suddetti. Uno stato globale proposto, invece, eliminerebbe alla radice non le scaramucce di confine ma i presupposti di un conflitto su scala mondiale. Il libro appare di una notevole attualità con il discorso di Putin di riconoscere come indipendenti parti del territorio ucraino violando il diritto di autodeterminazione degli stati. Ecco che leggersi il saggio del già prof. In Italia e all’estero, Giuseppe Pace, nativo di Letino, non è tempoo sprecato né da sottovalutare soprattutto in area da nemo profeta in patria! Egli lo ha pubblicato, con Amazon il 7 dicembre 2021. Il titolo è Canale di Pace. Evoluzione del cittadino per uno stato globale, federato e liberale. Il lavoro culturale fa perno su alcuni saperi umanistici e scientifici dell’Ecologia Umana, scienza multidisciplinare interdisciplinare e transdisciplinare. Nell’illustrare l’ambiente globale non tralascia anche l’ambiente del Sannio per i numerosi castelli nonchè quelli del Matese campano con il castello ducale dei Gaetani di Piedimonte Matese e il vicino palazzo nobiliare di San Potito S. dei liberali, Filangieri (attualmente, la colta e sensibile, Ivonne Filangieri, promuove un’Associazione dedicata al suo avo illustre, Gaetano, autore della Scienza della Legislazione, famosa ed applicata a livello mondiale) nonché alcuni dei castelli del territorio beneventano, avellinese, deducendone l’evoluzione del cittadino in un ambiente e opaesaggio meravigliosi, ma afflitti dall’endemica malavita organizzata forse e a volte più dello stato per il controllo dei territori. Nel libro troviamo utile sia il ricorso alle scienze umane, ritenute più sensibili al sociale che alle scienze naturali: ritenute meno opinabili ma più chiuse nelle torri d’avorio della comunicazione democratica al cittadino, non da trattare più da suddito da parte dello Stato. Con l’Ecologia Umana l’autore (che ha frequentato il corso biennale di un consorzio di 8 Università europee all’Università di Padova, che festeggia quest’anno gli 800 anni dalla fondazione con la prima donna laureata al mondo nel 1678, Lucrezia Cornaro) sostiene il primato della Cultura sulla Natura, che soprattutto nella rivoluzione digitale in atto sta conducendo l’Uomo verso un futuro migliore senza più guerra fredda e con notevole risparmio di armamenti e migliore distribuzione delle risorse esistenti sulla Terra. Il libro dunque è un escursus scientifico dagli ambienti locali a quello globale con l’evoluzione del cittadino verso una visione meno provinciale e tradizionale. Il Il libro si può acquistare, su scala mondiale sia in formato cartaceo che in eBook, cliccando digitalmente: Giuseppe Pace: Canale di Pace, Amazon, libri.it Prevenire la pace è il compito del cittadino del presente e del futuro di uno stato unico che federi quelli esistenti e li supervisioni con un suo democratico governo liberale. I moniti antichi ci hanno lasciato in eredità culturale l’avvertimento reale che la “Democrazia è il peggiore modo di governare, ma non ne conosciamo di migliori”. Ecco che bisogna perfezionarla, migliorarla e praticarla. Uno stato globale futuro ci garantirà, scrive nel libro la saggezza dell’Autore, nostro spontaneo collaboratore, da possibili scoppi di guerre fratricide e mondiali poichè viene a mancare il movente, cioè le contrapposizioni di interessi e ideologie tra 3 stati espansioni attuali: Russia, Cina e Usa, tralasciando l’India, per ora. L’operazione russa è in corso in diverse città dell’Ucraina e mira a “distruggere lo stato ucraino, impadronirsi del suo territorio con la forza e stabilire un’occupazione”: lo ha denunciato in un comunicato il ministero degli affari esteri ucraino. Kiev ha anche invitato la comunità internazionale ad “agire immediatamente. Solo azioni unite e forti possono fermare l’aggressione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin”, aggiunge il ministero. Le truppe si muovono dalla Russia e anche dalla Bielorussia e l’incursione è attentamente seguita dal Pentagono. Lo scopo secondo l’intelligence potrebbe essere quello di “prendere Kiev in 48 ore”, considerando la distanza, anche se l’esercito russo ha assicurato che lo scopo sarà finalizzato ai siti militari ucraini e condotto con “armi ad alta precisione”. È guerra tra Russia e Ucraina: nella notte il presidente Putin ha ordinato l’attacco. Truppe russe stanno entrando anche dalla Bielorussia e dalla Crimea; esplosioni a Kiev e in altre città anche nell’Ovest del Paese. Mosca: «Distrutte le difese aeree di Kiev», che però replica: «Abbattuti 5 aerei e un elicottero russi» Von der Leyen intanto dichiara per l’Unione Europea: «Condanniamo questo barbaro attacco, congelati beni russi e l’accesso delle banche al mercato Ue». Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania invocano l’articolo 4 del trattato Nato per consultazioni. Varsavia ha invocato l’articolo 4 della Nato, che prevede consultazioni in caso di minaccia alla sicurezza di uno dei membri dell’Alleanza atlantica. Poco dopo l’annuncio, la premier estone Kaja Kallas ha diffuso una nota su Twitter: «C’è una minaccia per l’intero mondo libero, pertanto il governo estone ha deciso di innescare le consultazioni ai sensi dell’articolo 4 del Trattato del Nord Atlantico, in cooperazione con altri alleati, tra cui Lettonia, Lituania e Polonia». La Lituania, inoltre, ha dichiarato lo stato di emergenza. La ex URSS non vuole più la limitazione del suo impero comunista e comincia una lnga marcia, quasi alla modalità cinese di Mao? Sembra che il n.1 del mono partito russo, rieletto con votazioni alla bulgara, non dà segnali distensiovi di pace, ma parla già con il tuono del cannone. Noi delle democrazie mature dobbiamo rispondere con la pazienza che una virtù dei forti e dei saggi. C’è da sperare comunque che all’azione muscolare di Putin non risponda con affermazioni poco pacifiche il presidente di una democrazia più compiuta, ma, purtroppo, divisa troppo dopo le recenti elezioni Trump-Baden che balenavano il dubbio di brogli commessi da un modernissimo computer programmato per falsificare bene pacchetti consistenti di voti ed utilizzato in Venezuela. Putin conosce bene gli Usa e tifava per Trump più nazionalista e dunque affine alla sua indole. Putin però non è un politico ma deriva dagli apparati dietro le quinte delle oligarchie di partito e dei sevizi segreti. Non è un uomo politico come Biden quasi nato senatore e con poco carisma di parlare al popolo statunitense, sicuramente meno di J. F. Kennedy. I politici democratici statunitensi come quelli italiani del Pd sono più guerrafondai dei Repubblicani come analogamente in Italia dove i politici di centrodestra indicano più moderazione in questa fase di preguerra. Le democrazie non si ereditano, ma si costruiscono giorno per giorno con la propria posizione di moralità, onestà, partecipazione anche nella guida della res publica. Invece, in Italia come altrove, alla democrazia partecipativa si è sostutuita una lotta per il potere per il potere con conseguenze sotto gli occhi di tutti, sia pure distratti e secolarizzatoi o indifferenti alla politica, necessartia in democrazia. In btutte le democrazie occidentali il numero degli astenuti alle elezioni periodiche è altissimo, in quelle orientali no ma là ci si va per imposizione autoritaria. Ho conosciuto un paese dell’est Europa e ho constatato i residui del partito unico con il carico di burocrazia che esprimeva insieme al potere della securitate o polizia politica non più esistente, ma chi lo è stato è ancora additato dagli altri. Tra Putin e Biden si barcamenza l’ìopèinione pubblica globale e a schierarsi per Biden sono tutti gli ex infatuati del comunismo del nostrano 68. Caso strano, hanno dovuto prima constatarne l’utopia o l’infantilismo dell’egalitarismo dogmatico per ravvedersi, ma oggi sono per la guerra non per la pace, che è un bene supremo da conquistare anche con rinunce come la pazienza da avere allo sfogo russo putiniano. Saranno gli anticorpi interni alla grande cultura russa, molto europea pure, a crescere ed agire per una democrazia più matura, meno in fasce cpme mi diceva G. Hasa un mio ex collega romeno autore di molti saggi nel suo Paese latino, come il nostro con tante affinità e tantissime diversità anche ampliate da mezzo secolo di comunismo. Nel mio Canale di Pace ho sviscerato problemi ed opportinità di crescita del cittadino nella sua lunga storia evolutiva a partire dalla condizione di suddito, che nelle democrazie orientali resta ancora al palo della storia che ne ha bloccato l’evoluzione, purtroppo. Il futuro di tutti e in pace è uno stato globale, federato e liberale come ho scritto iun 288 pag. del saggio Canale di Pace, Amazon, libri.it in formato cartaceo e in formato digitale eBook.