Il Papa è al di sopra delle parti e può andare a Kiev o a Mosca (terza Roma) per trattare la pace.

(di Giuseppe Pace, specialista di Ecologia Umana). Mentre il leader ucraino chiede l’1% di carri armati alla Nato e Draghi promette armi da inviare all’Ucraina, la psicosi della terza guerra mondiale impazza dappertutto nell’ambiente occidentale e a poco servono iniziative populiste di chiedere la pace o raduni di autorità poco amate dai popoli dei feudi elettorali moderni. Nel Sannio poi tali iniziative mi sembrano anacronistiche e propagandistiche di pochi personaggi che di mestiere fanno i pacifisti, che forse non sono a conoscenza del monito antico che se voi la pace prepara la guerra. Adesso Ucraina e Federazione Russa parlano di guerra per negoziare una pace ad entrambi più favorevole. Draghi che ha una solida cultura non ha chiesto solo la pace a Putin nella sua nota telefonata, ma gli pure ribadito che l’Italia invierà armi allUcraina. Idem ha fatto Biden promettendo pure un po’ di carriarmati. Più cauti sono stati i tedeschi e soprattutto i francesi con le troppe telefonate a Putin di Macron, che era in campagna elettorale permanente dopo non poche delusioni del suo pimpante mandato, ma per molti francesi e non solo, anche vuoto e pieno di populismo becero forse più della Le Pen, che pure non sottovaluta il populismo per mietere più consensi. Purtroppo l’Europa è ancora affetta ed afflitta da neosudditi e non moderni cittadini pensanti autonomamente ed artefici del proprio ambiente. Viceversa in Europa dell’Est, Russia in primis, il cittadno pensa ancora in nome collettivo e la sua individualità non può operare perche ha lo Stato invadente la sua vita, anche con dittature o monopartiti a voce unica, quella di Putin, che è stato formato da ambienti plizieschi e militareschi, dove il cittadino borghese è visto quasi come nemico. Nel mondo orientale, Cina in primis, si ripete il compione del suddito e non del cittadino, che invece, è presente nel mondo occidentale dove la sua cultura è per democrazie pluripartitiche, sia pure non ancora funzionanti nel migliore dei modi. Per mediare la guerra russo-ucraina c’è bisogno di un’autorità superparte, che non sembra essere più l’Onu, né ancora l’Unione Europea. Essa, invece, è, per ora, il capo dello stato Vaticano, che si configura nella monarchia elettiva mediante i conclavi come quello che fece eleggere un Gaetani al soglio pontificio col nome di Bonifacio VIII, di cui un suo discendente a Piedimonte Matese, Ranieri Gaetani, ha presentato il mio saggio Canale di Pace in dicembre scorso. Nel citato saggio oltre a delineare un futuro stato globale che elimini il movente per altre guerre mondiali tratta pure di coscienza o consapevolezza che la scienza ricerca in parallelo alle religioni. Nel libro però che tratta di guerra quando si parla di pace, non sono state omesse le spese militari, pure per gli arsenali atomici oggi esistenti. Il libro, con l’aggressione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, si sta mostrando premonitore di guerra calda, per mancanza di politiche non espansioniste dei grandi del mondo. Siamo, purtroppo, ad un passo dal baratro del terzo conflitto mondiale e non si riese ad iniziare una seria trattativa di pace e al decisionista Putin si oppone un Biden sorridente e sprezzante e tra i due il leader ucraino che fa proclami pro Nato alimentando benzina sul fuoco. Se scoppiasse, dovremmo tener conto degli arsenali atomici disponibili globalmente. Essi, secondo il SIRPI (Stockolm International Peace Resarch Institute) sono così suddivisi tra i vari stati: Russia (6250), Usa (5550), Cina (350), Francia (190), Regno Unito (215), Pakistan (165), India (156), Israele (90) e Corea del Nord (40). I missili più sofisticati li possiede la Russia, alcun come il Satan2 possono sorvolare il polo sud senza essere intercettati e colpire a 12 mila km di distanza, altri meno pericolosi, e intercettabili dal nemico, colpisco a 2500 km distante. Se la Russia cominciasse a colpire le basi Nato in Europa, Aviano e Vicenza sarebbero le prime in Italia. Il libro Canale di Pace, scritto da un letinese nel mondo, elenca le cause delle attuali tensioni della continua Guerra Fredda nata dopo il secondo conflitto mondiale tra le superpotenze: Usa, Russia e Cina. Precisano altresì le spese militari, sul Pil (che si aggira sul 4% in Usa e metà circa negli altri paesi) di tali paesi e dell’Italia da fonte SIRPI. Uno stato globale proposto, invece, eliminerebbe alla radice un conflitto su scala mondiale. Canale di Pace. Evoluzione del cittadino per uno stato globale, federato e liberale, pare che trovi più lettori all’estero tra gli emigrati italiani, più abituati alla lettura, che in Italia, dove si legge sempre meno nonostante la scuola sia giustamente di massa, ma urge una seria riforma con l’ambiente italiano radicalmente cambiato rispetto al periodo del boom economico 1953-73. La società e i politici la assecondano con le conseguenti ricadute economiche e sociali. Il lavoro culturale del Canale di Pace, fa perno su alcuni saperi umanistici e scientifici dell’Ecologia Umana. I margini di dialogo per una tregua ci sono, ma non ci sono trattative in corso e rivendicazioni che andrebbero ascoltare mantenendo una posizione di neutralità! L’Italia ripudia la guerra e noi italiani dobbiamo ottemperare alla Costituzione, nata dalle ceneri della seconda guerra mondiale. Solo papa Francesco ha l’autorità mondiale di mediare tra Putin, Biden e Xi. Il leader ucraino accetti il verdetto pacifico e rimandi le rivendicazioni ad altri tempi migliori. Il suo peregrinare esistenziale, in Canale di Pace, sceglie non la strada diretta, più semplice o quella del cuore ma l’altra, in salita, quella della mente. Con l’Ecologia Umana sostengo il primato della Cultura sulla Natura, che soprattutto nella rivoluzione digitale in atto sta conducendo l’Uomo verso un futuro migliore senza più guerra fredda e con notevole risparmio di armamenti e migliore distribuzione delle risorse esistenti sulla Terra. Il libro dunque è un escursus dagli ambienti locali a quello globale con l’evoluzione del cittadino verso una visione meno provinciale e tradizionale. Il Il libro si può acquistare, su scala mondiale sia in formato cartaceo che in eBook, cliccando digitalmente: Giuseppe Pace: Canale di Pace, Amazon, libri.it per l’Italia ma con suffissi diversi per altri ambienti ca. canadesi, co.uk. anglofoni ed Usa, per gli europei.com In tale libro ho trattat anche di religioni e di pensiero di eminenti studiosi che non sottovalutano il sacrale dell’Homo sapiens, certo non quello codifcato dalla cultura cristiana, islamica, buddista, scintoista, induista,ecc. Comnque, questo Papa, potrebbe tessere una Pace a Kiev, se riesce a 2piegare” l’ottusità del patriarca russo troppo suddito di Putin, che potrebbe avere un’anima ortodossa sensible alla religosità cristiana e quindi disposto a parlare con Franceso, Vescovo di Roma, che è ancora un simbolo mondiale di cultura e potere diplomatico con i suoi ambasciatori accreditati all’estero e in Vaticano, stato monarchico assoluto, senza partiti, elezioni, sciperi sindacali, un proprio codice legislativo o diritto ecclesiastico e soprattutto con una sola voce, appena appena delegata con moderazione al vicentino cardinale Parolin, che ha firmato con la Cina un accordo, tenuto segreto a tutti gli altri attori e con la non approvazione delgli Usa. Dunque Francesco ha dalla sua parte o almeno non contro pure la grande e importante nuova potenza mondiale, la Cina. Ha non poche possibilità di fermare i missili putiniani che cadono su donne e soprattutto bambini ucraini e giornalisti occidentali. Intanto molti intellettuali cominciano a sperare la condanna a criminale di guerra di V. Putin, che non è un maccellaio come lo definsce Biden né un animale ome lo ha chiamato il nostrano liceale napoletano Di Maio! E’ solo un cittadino che vive all’est dellEuropa dove il baricentro culturale non è il Latino ma lo Slavo! Secondo Cristina Carpinelli invitata a relazionare alla Casa di Cultura di Milano, sulla “Russia di Putin”, ha affermato, ma lo ha scritto in un suo libro omonimo, che Mosca ed il suo patriarcato ortodosso si immedesimano come Terza Roma, dopo la caduta di Costantinopoli del 1453. Ella dice che Putin nell’attacco all’Occidente pensa ortodosso di nome e di fatto poiche il presidente della Federazione Russa si è convertito al cattolicesimo ortodosso, a differenza dei suoi precedessori atei. La sua visione imperialista della Russia è connessa alla religione ecco perché fa parlare il patriarca conro il degrado morale dell’Occidente. Se così fosse non ha inventato nulla di nuovo perche la storia ci insegna che spesso gli imperatori o i dittatori hanno fatto leva sulla religione per confermare ed accrescere il lor potere. E il popolo russo è in gran parte ancora ortodosso di fede religiosa più un circa 15% di musulmani e un po’ di ebrei e d altre fedi religiose. Dunque il comunismo di Putin non è come i suoi predecessori perché non vede la religione come oppio dei popoli. Putin come il suo fedelissimo Patriarca ortodosso moscovita, considerano la caduta di Costantinopoli come causa della mercificazione del potere in Occidente, che affidò ai mercanti genovesi, veneziani ed altri la città, che non fu difesa dagli Ottomani ma ceduta. Insomma Mosca considera l’Occidente senza morale e mercificata dal consumismo imperante. Ha ragione o a torto? A ciascuno l’ardua sentenza, ma la storia spesso si ripete e il connubbio potere temporale e spirituale ancora una volta si affaccia alla finestra dopo che è stato cacciato dalla porta! Nel mio Canale di Pace ho delineato abbastanza il diverso modo di vedere il cittadino in Occidente e in Oriente, con il secondo meno evoluto e più statalista. Ma il futuro, secondo me, è ancora una sfida culturale che l’0ccidente potrà vincere se riesce a far diventare anche il Vaticano meno orientaleggiante. Il recente accordo siglato tra la Cina con il Vaticano, mediante il cardinale Parolin, Segretario di Stato Vaticano, deve essere utile ora all’Unione Europea, agli Stati Uniti e Gran Bretagna, per Francesco mediatore mondiale nell’accordo Ucraina-Federazione Russia. Se ciò non si riesce a fare significa che abbiamo perso un’altra possibiltà storica per evitare che l’asse russo-cinese non prenda il sopravvento e comandi il mondo, spingendo la cultura indietro e non avanti per un cittadino artefice del proprio ambiente.