UCRAINA. IL CASO EUROPEAN LITHIUM E LA GUERRA DELLE MATERIE PRIME

(Caserta24ore) A soli 5 giorni dalla pubblicazione, l’instant ebook di Giuseppe Sabella è nella Top Ten di Amazon (politica). La prevalente narrazione della crisi ucraina, in linea peraltro con la propaganda russa, si avvale di categorie interpretative della guerra fredda. Le giuste coordinate per inquadrare cosa sta succedendo ai confini dell’Europa e per comprendere perché questa guerra ci riguarda più di quello che pensiamo, vanno invece cercate nella riconfigurazione della globalizzazione (o nella sua fine), come ne discutono da due anni a questa parte – dall’inizio della pandemia – Slavoj Žižek, Joseph Stiglitz, Jeremy Rifkin, Thomas Piketty, Romano Prodi, Giulio Tremonti, etc. È in questo nuovo scenario – provocato fondamentalmente dal decoupling delle catene del valore – che la guerra in Ucraina trova spiegazione. La vera ragione del conflitto sono infatti le materie prime dello “scudo ucraino”, il territorio centrale dell’Ucraina che – in virtù di recenti scoperte geologiche, si stima sia tra i più ricchi del mondo di minerali e di litio. A luglio dell’anno scorso, il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič si è recato a Kyiv per incontrare il primo ministro Denys Shmyhal. In quell’occasione, è stato firmato un partenariato strategico sulle materie prime. A novembre 2021, come riportato dalla stampa specializzata e come confermato dalla stessa azienda, la European Lithium Ltd – società di esplorazione e sviluppo proprietà minerarie che ha sede a Vienna – si è accordata con la Petro Consulting Llc – azienda ucraina con sede a Kyiv – che dal governo locale ha ottenuto i permessi per estrarre il litio dai due depositi che si trovano a Shevchenkivske nella regione di Donetsk e a Dobra nella regione di Kirovograd, vincendo la concorrenza dell’azienda cinese Chengxin.
Era il 3 novembre 2021. Solo tre mesi dopo, Putin manda l’esercito in Ucraina “per un’operazione di pace”. Le due vicende non sono indipendenti. Libro dedicato a Giulio Giorello – filosofo della libertà – e i cui diritti d’autore (costo simbolico 1,99€) saranno devoluti all’associazione Eskenosen (Como) per affrontare l’emergenza della guerra in Ucraina.
Giuseppe Sabella è direttore di Oikonova, think tank specializzato in economia e lavoro. Collabora e ha collaborato con diverse testate tra cui Tgcom24, Sole 24Ore, RaiNews e Il Sussidiario. Per Rubbettino ha pubblicato “Ripartenza Verde. Industria e globalizzazione ai tempi del covid” (2020) e, insieme a Giuliano Cazzola, “L’altra storia del sindacato. Dal secondo dopoguerra agli anni di Industry 4.0” (2018). È allievo di Giulio Giorello, col quale ha scritto “Società aperta e lavoro” (2019).