Calvi Risorta. Lucia Pellino premiata dall’INPS al Salone del libro di Torino per il suo libro “Solo per amore” con foto di Mariateresa Marrese

(di Paolo Mesolella) CALVI RISORTA Il 20 maggio scorso Lucia Pellino è stata premiata al Salone Internazionale del libro di Torino per il suo bel libro di poesie “Solo per amore “, che presenta fotografie artistiche della prof.ssa e fotografa Maria Teresa Marrese. Con il messaggio Hermes n.888 del 23 febbraio scorso, infatti, la Direzione Centrale Organizzazione e Comunicazione interna dell’INPS, in collaborazione con la Direzione Regionale Piemonte, ha dato il via alla quarta edizione del “Premio Nazionale letterario di narrativa e poesia” con lo scopo di valorizzare le opere meritevoli dei dipendenti INPS e di presentarle nell’ambito della partecipazione dell’ente al 34esimo Salone Internazionale del libro di Torino che ha chiuso i battenti il 24 maggio scorso. Il regolamento del Concorso prevedeva la scelta di un’opera edita di poesia, da premiare nell’ambito della rassegna. Tra le tante opere che hanno aderito al Premio, la commissione esaminatrice ha selezionato il bel libro di Lucia Pellino “Solo per amore”, che presenta a corredo, foto artistiche della professoressa fotografa Maria Teresa Marrese. Tra le numerose poetesse, provenienti dalle sedi INPS di tutta Italia, Lucia è stata anche l’unica poetessa proveniente dalla Direzione Provinciale INPS di Caserta. “Solo per amore” è un libro delicato, che si scopre pagina dopo pagina, foto dopo foto, attraverso piccoli particolari: volti, emozioni, sorrisi, parole, sensazioni e colori che ci parlano dell’amore. L’amore è in ogni parola, in ogni fotografia. E’ il “pensiero dominante” del libro, nei suoi molteplici aspetti: la tenerezza, la compassione, la premura, il rispetto, la pazienza, l’umiltà e il sacrificio. Il libro descrive, in qualche modo, l’essenza dell’amore umano che non può fare a meno di accettare e di comprendere l’altro, nella buona e nella cattiva sorte. Un po’ come un tempo era per gli innamorati che convolavano a nozze. Un po’ come la vita. Un invito a superare l’egoismo, l’egocentrismo, il narcisismo e avviare relazioni autentiche basate sulla sincerità e sul rispetto della dignità dell’altro. Così sono nate le poesie di Lucia Pellino, come la bella “Lettera a Marianna”, scritta nel lontano 1979: una poesia che parla dell’amore, dell’amicizia ma anche dell’ipocrisia, del rifiuto, della cattiveria umana verso le donne. Alcune poesie parlano di graffi dolorosi e ricordano esperienze di sofferenza e di tristezza. Anche le foto della prof.ssa Maria Teresa Marrese rappresentano l’animo umano, con emozioni semplici e a volte struggenti. I suoi paesaggi in bianco e nero e gli oggetti invecchiati, sono belli, scarni, emozionanti, ma le figure di donne, spesso bambine, sono bellissime, intense, come le loro mani che trasmettono emozioni e serenità. Fa piacere leggere poesie come “Lettera a Marianna”, “A mia madre”, “Le mani, le tue”, “Dalla stessa parte”, ”il Silenzio”, “Il limite”, “Parole”, “L’effimero”. “Mi accorgo – scrive Lucia Pellino, di aver dimenticato del tutto l’effimero in tasca/ma non temete per me/. Io sono piena dei vostri scarti, come quel sorriso inutile/. Non compatitemi/. Di sogni altissimi il mio volare leggerissimo vive”. Della Marrese, dopo la lettura, mi sono venuti alla mente gli sguardi tristi, pensosi, curiosi, sorridenti e felici delle fanciulle; quelle mani leggere che accarezzano i capelli, che cercano l’elemosina, pregano e sfiorano una bolla di sapone, gli uomini soli che aspettano seduti la sera o camminano con gli ombrelli aperti sotto la pioggia o scrutano la calma piatta del mare.