Napoli, Totò: colpevoli quanto inspiegabili ritardi per il museo.

(Caserta24ore) NAPOLI Di nuovo alla ribalta delle cronache dopo la morte della figlia
La morte della figlia Liliana, ripropone l’interrogativo che da lustri si pongono i tantissimi estimatori, in tutto il mondo, del grande attore, nato a Napoli il 15 febbraio 1898 e scomparso oltre 55 anni fa, il 15 aprile 1967: che fine ha fatto il museo di Totò? Al riguardo, per sensibilizzare, ancora una volta, la pubblica amministrazione e, segnatamente, il Comune di Napoli, rispetto ai ritardi oramai “storici “ per l’apertura della struttura, in occasione dell’ultimo anniversario della morte del grande
artista fu lanciato l’ennesimo appello da Gennaro Capodanno, fondatore e
moderatore del gruppo, sul social network Facebook: “NOI AMIAMO TOTO’ “, che conta oltre 600 iscritti, alla pagina internet: http://www.facebook.com/groups/noiamiamototo/.
“ Il 15 aprile prossimo – precisava Capodanno -, saranno decorsi 55 anni
dalla morte di Totò, oltre mezzo secolo. Eppure, nelle scarne occasioni
nelle quali si è accennato alla vicenda, coincidenti quasi sempre con gli
anniversari della nascita o della morte, non sono stati mai chiariti del
tutto i motivi, concreti che hanno ritardato per tanto tempo l’apertura del
museo dedicato al “principe della risata” e principalmente attivati in tempi
rapidi tutti gli interventi necessari e opportuni per superare gli ostacoli
che si frapponevano a tale apertura ”. In tempi abbastanza recenti si era
diffusa la notizia che almeno uno di questi, per la precisione quello
relativo all’installazione dell’ascensore che consentirebbe l’accesso ai
piani secondo e terzo del Palazzo dello Spagnolo in via Vergini, dove
dovrebbe sorgere il museo, a pochi metri da quella via Santa Maria
Antesaecula dove il Principe Antonio De Curtis era nato, sarebbe stato
risolto, pure con un ulteriore stanziamento economico “.
” Da evidenziare inoltre – sottolinea Capodanno – che nel mese di settembre
del 2021, in occasione di una visita a Napoli, il ministro Franceschini
ribadì l’impegno dello Stato per l’apertura del museo dedicato al grande
artista partenopeo, rendendo disponibili le risorse necessarie. Ma a
tutt’oggi, a distanza di quasi un anno, quell’impegno non sembra che si sia
ancora tradotto in fatti concreti “.
“ A questo punto – conclude Capodanno – risultano incomprensibili quanto
ignoti gli ulteriori problemi che sarebbero sorti per l’apertura del museo
che, dopo oltre un quarto di secolo, dal momento che il primo annuncio
dell’apertura risale al 1996, dovrebbe finalmente vedere la luce. Ma, visti
i precedenti, restano al riguardo dubbi e perplessità. Si confida che, in
questa occasione, si voglia finalmente fare luce sull’intera vicenda,
facendo altresì conoscere lo stato dell’arte e i tempi per l’inaugurazione
dell’atteso museo, dedicato al grande artista scomparso “.