Paesaggio attrattivo del Lago di Garda, con la VIII meraviglia del mondo

(di Giuseppe Pace, studioso d’Ecologia Umana) L’ambiente, inteso come insieme di natura e cultura, se osservato con occhi aperti all’innovazione e non solo alla tradizione può farci scoprire nuove e insolite realtà. Ad esempio si scoprono piccoli e grandi paesaggi dove l’Uomo ha storicamente segnato o plasmato il territorio naturale, La propria presenza è stata diversamente attiva ed interattiva dagli altri animali più prossimi come parentado, i mammiferi placentati. Dalla fine del XVIII sec. Lo svedese naturalista, C. Linneo, classificò l’Uomo nella specie Homo sapiens. Nel secolo successivo un altro naturalista, ma inglese, C. Darwin, oltre a delineare l’evoluzione della specie per selezione naturale, delineò pure l’origine dell’Uomo. Ma non è questa la sede per perderci in minuzie pro e contro la visione tradizionale o nuova sull’uomo e sul suo divenire nel tempo, interessante è quello degli ultimi 36 mila anni. Vorrei, invece, soffermarmi un po’ in uno degli aspetti degli oltre 18 mila kmq del territorio della Regione Veneto. Essi sono ricchi di segni paesaggistici eccezionali che affascinano anche i turisti stranieri e non a caso è l’ambiente più visitato d’Italia anche per presenza unica di Venezia con gli oltre 30 milioni di presenze annue. Anni fa, l’amico Luigi Spolaore, mi consigliò la lettura del libro di E. Turri Il monte Baldo, Verona 1999 (prima edizione Verona 1971). Poi lessi: M. Villa, Un’autostrada del paleolitico, in AltreStorie, n. 32, 2010 e D. Nisi, M. Villa, Il passo del transumante. Per una archeo-antropologia in cammino, in Dolomites, Società filologia Friulana, Udine 2009. nonché B. Bagolini-D.Nisi, La presenza umana preistorica sul Baldo, “Natura Alpina” 32(1981). Gli scrittori veneti, in genere, sono minuziosi nel riportare la bibliografia utilizzata. Il Monte Baldo, alto 2218 m, delimita la sponda orientale o veneta del Lago di Garda che è il più esteso lago glaciale italiano, con una superficie di circa 370 km² (terzo per profondità dopo Como e Maggiore). Ubicato fra tre regioni Trentino-Alto Adige (Prov. di Trento), Veneto (Prov. di Verona) e Lombardia (Prov. di Brescia), è posto in parallelo all’Adige, da cui è diviso dal massiccio del monte Baldo. A nord si presenta stretto a imbuto mentre a sud si allarga, circondato da colline moreniche che rendono più dolce il paesaggio. Il lago è un’importante meta di turismo colto, visitato da milioni di persone soprattutto tedesche come mio consuocero e generano che vi praticano lo sport della barca a vela. Il monte Baldo, dal tedesco Wald o bosco, viene anche chiamato il giardino d’Europa per via del grande patrimonio floristico. Grazie alle sue caratteristiche morfologiche molto varie presenta varie zone climatiche in particolare sono presenti la fascia mediterranea (fino ai 700 m), la fascia montana (dai 700 m ai 1.500 m), la fascia boreale (dai 1.500 m ai 2.000 m) e la fascia alpina (dai 2.000 m). Ognuna di queste fasce possiede una vegetazione diversificata. Nel 1980/82 vi sono stato più volte con visite ai vicini Monti Lessini e a Bolca, anche con i professori Ugo Sauro e Bruno Paccagnella, animatore e docente di Geografia al corso biennale e postlaurea d’Ecologia Umana dell’Università Di Padova. Successivamente, ma anche prima, ammirai non poco delle presenze significanti nel paesaggio veneto. Uno dei più stimolanti è quello del Lago di Garda che offre una visione unicamente affascinante con possibilità di tuffarsi non solo nelle acque lacustri, ma nel passato antico e recente con borghi medievali e presenza di borghesi attuali raccolti fra mura e torri. Si osservano castelli scaligeri e veneziani che richiamano alla mente memorabili nobili, signorie, eventi epici, battaglie e condottieri. Le ville sontuose, frequentate da sovrani e teatro di importanti eventi storici, testimoniano ricchezza e potenza in tempi di pace: a Gargnano il grandioso “Palazzo Bettoni”, progettato alla fine del XVII secolo, è una delle ville più belle del lago e il “Vittoriale degli Italiani”, la Cittadella monumentale che Gabriele d’Annunzio allestì e abitò negli anni Trenta, dello scorso sec., a Gardone Riviera, costituisce un eccezionale unicum di edifici, vie, piazze, teatri, giardini, parchi e corsi d’acqua. Da non perdere una visita a Sirmione ai resti della Villa Romana nota come “Grotte di Catullo”, il poeta latino morto nel 54 a. C., che rappresenta l’esempio più grandioso di edificio privato di carattere signorile di tutta l’Italia settentrionale. Attualmente delle attrazioni scenografiche permettono di visitare di notte l’area archeologica illuminata in modo fantastico. Nel mio recente saggio Canale di Pace, Amazon, libri.it ho dedicato non poco spazio all’evoluzione del cittadino dalla precedente condizione vitale di suddito di vassalli anche del Veneto. Ai borghi medievali va il merito di aver visto la nascita delle arti liberali e dunque dei cittadini, artefici del proprio ambiente. Restando nel bel paesaggio c’è da dire che un pezzo del Veneto fu definito “Ottava meraviglia del mondo” dal primo ministro inglese, Winston Churchill. Egli si riferiva alla panoramica strada riaperta quest’anno dalla quale si può ammirare un altro degli innumerevoli bei paesaggi che il territorio italiano, europea e non solo abbiano. Riaperta al pubblico, il 26 maggio, c. a., dunque la strada più bella del mondo, dalla quale si può godere una delle viste più suggestive del Lago di Garda. Si tratta della Strada della Forra chiusa nel dicembre 2020 in seguito a vari smottamenti avvenuti dopo una nevicata e che ne avevano compromesso la sicurezza. I lavori di ripristino erano iniziati lo scorso 7 Febbraio e coinvolgevano due ditte che operavano su due fronti distinti: una all’interno della forra e una a 200 metri sotto. La strada della Forra fu fu costruita nel 1913 e dalla Gardesana sale su verso uno dei borghi più belli d’Italia: Tremosine. Tale strada fu protagonista pure in una delle tante avventure come dell’inseguimento al cardiopalma di James Bond (la n. 22 per l’esattezza Quantum of Solace). Un percorso suggestivo e affascinante, ma anche una strada da gustarsi lentamente, ammirando gli splendidi scorci sul Lago di Garda, perfetta da percorrere in moto ma che richiede tuttavia grande attenzione e prudenza poichè l’asse stradale è stretto e protetto in alcuni punti solo da un muretto. Il patrimonio culturale dell’ambiente del Lago di Garda è notevole come sulla punta più settentrionale del lago, a Riva del Garda, sulla sponda trentina del Lago di Garda, sorge uno dei suoi gioielli più ammirati. All’interno della Rocca la cui costruzione fu iniziata nel XII secolo, si trova una delle sedi del Mag insieme alla Torre Apponale e a Forte Garda sul monte Brione. Nella Pinacoteca di Riva del Garda si possono ammirare i paesaggi ritratti da quei pittori che nell’Ottocento rimasero affascinati dagli scorci del lago e le opere di artisti come Pietro Ricchi, Vincenzo Vela e F. Hayez. Di grande fascino è però anche la sezione dedicata all’archeologia dove di trovano statue steli risalenti all’età del Rame. Intorno e dentro il paesaggio gardesano c’è non poco d’identitario non solo degli indigeni, ma di chiunque ama conoscere il proprio ambiente planetario che è un insieme di tanti ambienti locali, alcuni sorprendenti come l’VIII meravigia del mondo!