Napoli: lutto al Vomero per la morte di Antonio Mautone

(Caserta24ore) NAPOLI “ Una notizia che sta destando profonda commozione e cordoglio
tra i tantissimi vomeresi che, nel corso dei numerosi lustri di attività, hanno avuto l’occasione di conoscerlo – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero -. Mi riferisco alla morte di uno dei decani dei commercianti del quartiere collinare, Antonio Mautone, deceduto a 78 anni,
proprietario del megastore di biancheria Candido, uno dei più bei negozi del Vomero, che si trovava all’incrocio tra via Luca Giordano e via Scarlatti, dove occupava i locali posti su tre piani, dal piano interrato fino al primo piano, passando per il primo terra. Una persona stimata e benvoluta da tutti, sempre gentile e cortese nei confronti della numerosa clientela “. ” Come ricordano ancora tanti vomeresi, testimoni di quella
tragedia, il negozio fu distrutto da un incendio scoppiato nel corso della
serata del 13 marzo 2004 – puntualizza Capodanno -. Un grave episodio che fu
alla ribalta delle cronache per diversi giorni e che comportò, oltre alla
distruzione dell’esercizio commerciale, con tutta la merce in esso contenuta, anche il ricovero in ospedale di diverse persone, intossicate dal fumo, nonché lo sgombero di alcune abitazioni poste nello stesso fabbricato, dichiarate temporaneamente inagibili. I danni economici furono pesanti ma per fortuna non si contarono vittime “.
” Le cronache dell’epoca – prosegue Capodanno – raccontano che per lo spegnimento furono impegnati ben sessanta vigili del fuoco, divisi in otto squadre, numerosi automezzi e autobotti oltre a diverse ambulanze per soccorrere le persone intossicate. Soccorsi che furono ostacolati e ritardati da un pesante totem pubblicitario che era stato posizionato al centro dell’unico passaggio per gli autoveicoli, lasciato tra i dissuasori
posti all’incrocio di via Scarlatti con via Luca Giordano, la qual cosa
comportò che per accedere nell’area pedonale i mezzi di soccorso dovettero
arrivare da via Cimarosa perdendo tempo prezioso nel traffico. Una vicenda
che comportò polemiche roventi e dure prese di posizione che si conclusero
con la rimozione del totem ma oramai il danno era stato fatto e il negozio
era stato completamente distrutto “.
” Purtroppo – sottolinea Capodanno – dalla distruzione di quell’esercizio commerciale, nel quale aveva investito tutte le sue risorse economiche e che purtroppo all’epoca non era coperto da una polizza assicurativa, Antonio Mautone, non si riprese mai, risultando minata anche la sua salute, come conferma, Luciano Cimmino, patron della holding
Pianoforte, che piange la dipartita d’un amico di una vita, un’amicizia che
durava da ben 65 anni. Peraltro furono anche disattesi gli impegni e le
promesse d’aiuto che erano pervenuti al commerciante all’indomani del
pauroso incendio “. ” Lo stesso Cimmino – aggiunge Capodanno – racconta che la
passione per il commercio di Antonio Mautone era un retaggio familiare,
prima del nonno, che si chiamava anche lui Antonio, il quale diede inizio ad
una fiorente attività nel settore biancheria in piazza Mercato, poi del
padre che comprò il palazzo Singer al Corso Umberto ma purtroppo fu
stroncato da un infarto. Da quella morte le cose presero una brutta piega.
Il figlio Antonio, a quel punto, decise, di aprire il negozio di biancheria
al Vomero, che in pochi anni divenne leader di mercato per il settore di
riferimento. Ma, in una manciata di ore, in quella sera del 13 marzo 2004,
con l’incendio furono distrutti anche i sacrifici e i sogni di una vita “.