Meritocrazia Campania e la Sanità

(Caserta24ore) NAPOLI Nei prossimi giorni vi saranno importanti nomine dirigenziali riguardanti la Sanità Campana. Senza nulla togliere alle professionalità e competenze di chi in elenco sarà valuto da una commissione con un colloquio orale, ribadiamo la nostra posizione in materie di nomine indicando la strada del concorso, a livello nazionale, rendendo altresì operativo l’apposito albo dei dirigenti, previsto ma ancora dormiente.
Se è vero, infatti, che è nella disponibilità di chi ci governa avere la possibilità di avere una squadra su cui fare affidamento è altrettanto vero che occorre un netto confine nel potere di nomina al fine di non “politicizzare” funzioni che dovrebbero avere natura prevalentemente tecnica con valutazioni dettate dai risultati, valutabili con criteri oggettivi. Fa specie, inoltre, che se per un verso vi è una difficoltà palese nel reperire professionisti nel mondo sanitario, medici in testa ma non solo, dall’altro vi sia un bel numero di candidati per ruoli di natura dirigenziale. Meritocrazia Italia Campania crede che le migliori competenze debbano essere messe al servizio della collettività con una gestione illuminata della cosa pubblica. Accanto, dunque, ad un organo politico poi occorre un organo tecnico in grado di tradurre gli indirizzi massimizzando i risultati, che, lo rammentiamo a noi stessi, nel caso della sanità contribuiscono in buona parte, o dovrebbero farlo, al benessere collettivo esaltando un diritto fondamentale quale il
diritto alla salute. L’ “appartenenza”, quindi, è requisito non richiesto al pari di eventuali simpatie. Da sempre Meritocrazia Italia Campania invita, per tali ragioni, a spoliticizzare il percorso di nomina prendendo ad esempio quanto già successo nel mondo del patrimonio storico culturale italiano, rilanciato da logiche diverse per l’assegnazione di importanti ruoli di indirizzo. Tale modello dovrebbe essere preso ad esempio visti i palesi risultati raggiunti ed in poco tempo. Bisognerebbe nelle scelte, dunque, uscire da logiche “campanilistiche” per giungere a logiche basate
su competenze e merito per entrare, finalmente, in un processo di quantificazione costi/benefici. Va, inoltre, evidenziato quanto pesi il costo amministrativo nella gestione della complessa macchina della sanità e se vi sia un corretto rapporto tra costi amministrativi e costi destinati alle cure dei pazienti. Crediamo, infatti, che un sistema più efficiente possa ridurre notevolmente il costo non di presidi sanitari ma del peso burocratico di un apparato. Notiamo in tal senso una scarsa attenzione posta nel tempo a tali problematiche che andrebbero risolte in tutt’uno con la riforma, ci auguriamo rilancio, della Sanità Campana. Il Coordinamento Regionale Mi Campania