In memoria di una esemplare prof.ssa di chimica della mia scuola nel Sannio Alifano.

(di Giuseppe Pace) ALIFE (Ce) Da alcuni media locali, apprendo la triste notizia che è morta, è andata verso l’ambiente celeste che non conosce tramonti, la Dott.ssa Iole Isabella d’Alife. “Un’altra pagina di storia di Alife che vola via, una pagina bella, ricca, coinvolgente, generosa, sincera, intelligente, professionale: tutte capacità che ha dimostrato in tutti ed 88 i suoi anni di vita la dottoressa Iole Isabella, per molti zia Iole, si perchè qui in paese moltissimi la chiamavano confidenzialmente zia Iole”. Per me, proveniente dall’Avviamento Agrario di Letino e iscritto nel 1963/64 all’Istituto Tecnico Industriale Statale, F. Giordani, sez. di Piedimonte d’Alife, averla avuta come prof.ssa di chimica è stato non poco utile per gli studi successivi. Ricordo le sue lezioni di chimica spiegate in modo persuasivo, semplice, lineare che perfino io, con scarso bagaglio scolastico letinese, riuscivo a capire e bene. Anche all’Università la chimica che appresi dalla prof.ssa alifana mi fu basilare soprattutto per come avevo imparato le distinzioni di ossidi, acidi e sali nonchè degli idrocarburi con i suffissi ani, ene e ino (alcani, alcheni e alchini) e le reazioni connesse che permettevano di ricavare gli uni e gli altri. Erano gli anni 1963/66 e Piedimonte d’Alife era una città in pieno boom economico e scolastico, il primo attualmente è stagnante e il secondo, con la scuola di massa, continua. Alife con la mia prof.ssa di chimica perde una cittadina illustre perché ha plasmato centinaia di giovani studenti e ha anticipato qual ruolo sociale, che le donne, giustamente reclamano come pari opportunità rispetto agli uomini. Ella dunque è stata una pioniera e come tutti i pionieri si era fatta le ossa e sapeva trasmettere conoscenze, capacità ed era al di sopra delle parti, amando i suoi allievi con allegria, dinamismo e lungimiranza. Le sue nozioni di chimica che ho ricevuto in modo generoso mi sono servite anche per studiare meglio le proprietà dell’acqua, alcune delle quali sfuggono ancora ed alcuni come lo scrivente le cercano nella sua memoria ancestrale, che potrebbero trovare nell’acqua del fiume Lete più evidenza con l’aiuto del mito connesso a tale piccolo corso d’acqua perenne che sorge nell’alta valle del Lete, in territorio di Letino. Essa è stata da me illustrata col mito connesso nel saggio Canale di Pace, Amazon,libri.it. Dove delineo pure l’evoluzione del cittadino artefice del proprio ambiente. I sudditi non sono capaci di farlo, mentre i cittadini si perché hanno acquisito più conoscenze liberatorie. L’acqua del Matese un concittadino della prof.ssa citata, l’ha artisticamente rappresentata nella splendida fontana di Piazza Carmine di Piedimonte Matese, dove la ottima didascalia predisposta gli rende onore e memoria. La memoria di persone come queste due costituisce parte di quel paesaggio identitario utile alla formazione dei giovani. Un grazie ad entrambi, ma è alla mia prof.ssa di chimica che sento di esprimere più sentitamente in modo riconoscente. All’88enne, Iole Isabella, alifana, va il mio plauso di donna illustre per meriti che ha acquisito in vita e nell’ambiente sociale del Sannio Alifano.