La povertà a Napoli non va in vacanza neppure a ferragosto

(Caserta24ore) NAPOLI Appello alle istituzioni per risolvere il grave problema. “ Sottolineo un aspetto del capoluogo partenopeo del quale sui mass media si legge molto poco – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero . Purtroppo anche in questo periodo di ferragosto, che la maggior parte dei napoletani dedicano alle meritate ferie, nel capoluogo partenopeo la povertà è l’unica che non può consentirsi di andare in vacanza. Girando per le strade semideserte, anche dei cosiddetti quartieri bene, come il Vomero, è facile osservare che sono notevolmente aumentati i questuanti, i barboni, le persone che rovistano a ogni ora del giorno all’interno delle campane per la raccolta differenziata nella speranza di trovare qualcosa per procurarsi del
cibo, ma, e questo è l’aspetto più preoccupante, sono notevolmente aumentate negli ultimi tempi le persone che chiedono la carità per strada, accompagnate sovente da bambini anche in fasce “. “ Ciò non pertanto – sottolinea Capodanno – in questa situazione sempre più difficile, dove le istituzioni cittadine dovrebbero collaborare a un progetto unitario volto a venire incontro alle esigenze vitali dei meno abbienti, dei nuovi e dei vecchi poveri, di coloro che non solo non hanno un tetto ma che non hanno nulla con cui sfamarsi, non s’intravede all’orizzonte nessuna valida e concreta iniziativa per risolvere in maniera radicale il grave problema “. “ Eppure – continua Capodanno – basterebbe fare una passeggiare per i vari quartieri per osservare i risultati della perdurante crisi economica che affligge gran parte della popolazione, i cui deleteri effetti si prevede che saranno ancora più marcati alla ripresa delle attività, dopo la breve pausa estiva “. “ Per questo invito tutti – conclude Capodanno – , a partire dal vertici istituzionali, a lavorare concretamente alla soluzione di uno dei problemi più cogenti e sentiti della cittadinanza. Problema che colpisce, in particolare, le persone meno abbienti, ricordando che solo uniti si può vincere la battaglia contro la difficile congiuntura economica che, segnatamente nel capoluogo partenopeo, anche a causa della pandemia e della guerra, sta facendo sentire ancora più marcati i suoi deleteri effetti “.